Parte il real book on demand

Scritto da il 30 giugno 2009 in Pre&Stampa, TECNICHE - Nessun commento
Il libro che vuoi, quando vuoi : potrebbe essere, ma non è, lo slogan di Rotomail Italia per il suo progetto del real book on demand. Il book on demand non è una novità, almeno a parole e in teoria. La novità assoluta sta in questo aggettivo Real che giustamente Rotomail ha aggiunto per dare un senso a un progetto innovativo che permetterà (a partire dal prossimo settembre) di stampare da 1 a n copie di libri di vario formato (da 10×10 cm al classico 21×29,7) e spessore con consegna entro le 48 ore. Capacità: 800 libri all’ora.

In principio, dicevamo, non è una novità e la stampa digitale ormai da tempo affermata è balzata anche all’attenzione degli editori, che secondo un’indagine svolta da AIE, sono assai sensibili alle tecnologie che permettano loro di decidere la tiratura in funzione delle reali richieste e non delle esigenze della stampa offset.

Ma se il principio non costituisce una novità, l’innovazione in questo caso è la piattaforma Vary Book, ideata da Rotomail. Una piattaforma che ha richiesto la collaborazione di più aziende, in particolare di Kodak per la tecnica di stampa inkjet di qualità ad alta velocità, di Tecnau, una azienda di Ivrea nata quasi come una costola di Olivetti, in combinazione con l’esperienza e i software sviluppati da Rotomail, per la finitura e la logistica. Ne è risultato un sistema che consiste in una linea completa di stampa e finitura del libro, che esce finito in brossura fresata e colla PUR, taglio trilaterale, copertina a colori anche verniciata e finita a piacere anche con alette, come ha illustrato con l’aiuto delle immagini del progetto Giuliano De Marco, AD di Tecnau srl.

Cosa c’è di nuovo dunque? Non la stampa in sé, come ci ha spiegato Giovanni Antonuzzo, ma la piattaforma che permette di stampare in un’unica commessa titoli diversi in quantità diverse, ma anche con spessori e formati diversi: in pratica un libro diverso dall’altro. Questo permette un drastico taglio dei costi gestionali e quindi di abbassare il punto di pareggio, uno dei principali problemi per l’editoria.

Secondo l’indagine AIE, infatti, la richiesta di tiratura media per gli editori è di 280 copie: Per gli stampatori la tiratura media minima per il punto di pareggio è di 450 copie. Con il sistema Rotomail il problema non si pone proprio perché la linea permette di combinare assieme libri diversi, e quindi ordini diversi.

La stampante digitale scelta non poteva che essere la Kodak Versamark, di cui Rotomail è stato il primo utente italiano già dalla drupa 2000. Negli anni a seguire Rotomail si è specializzata nella stampa transpromo (anzi ne è stata pioniere) e in particolare con i libretti di viaggio personalizzati per le crociere. Oggi Rotomail ha installato nel proprio stabilimento di Cologno Monzese, alle porte di Milano sette Versamark e dimostrazione di una reciproca fiducia e partnership con Kodak. Analoga collaborazione con Tecnau che per Rotomail ha realizzato i sistemi di taglio e confezione in linea, sempre studiati in funzione delle esigenze del cliente finale. Il tutto secondo il principio di Giovanni Antonuzzo, fondatore di Rotomail, che se “non si può fare? Bene, allora cominciamo“.

Rotomail Italia, costola del gruppo industriale Rotolito Lombarda conta 110 dipendenti e 20 milioni di euro di fatturato, è capofila del primo progetto europea per la stampa digitale di quotidiani in remoto, come USA Today che è stampato in Italia in tempo reale.

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