La 96 pagine di Mazzucchelli

Scritto da il 2 luglio 2009 in Pre&Stampa, TECNICHE - Nessun commento

Presso Grafiche Mazzucchelli di Seriate (BG) è a regime la Goss Sunday 5000, rotativa offset 96 pagine consegnata lo scorso 5 gennaio con una ventina di trasporti eccezionali e uno stuolo di ingegneri per il montaggio e il collaudo.

Accompagnati da Francesco Rapisardi e Maurizio Anello di Macchingraf, Goetz von Ballusek e Pascal Ollivier, ingegnere capo del progetto e di R&D della Goss di Montataire, incontriamo Pierluigi Guerini.  E’ percepibile la tranquillità dell’ AD dell’industria grafica bergamasca che sa di aver fatto la scelta corretta nel momento più opportuno. Ma è più importante ricevere oggi, giugno 2009, questa sensazione, rispetto alle dichiarazioni rilasciate esattamente un anno prima in drupa. Ora non si tratta di dichiarazioni dettate dal marketing, ma legate strettamente all’operatività e al particolare momento congiunturale, a proposito del quale Guerini tiene subito a precisare che Grafiche Mazzucchelli a oggi non ha fatto neppure un’ora di cassa integrazione. Anzi, dato che con la nuova Sunday 5000 da 96 pagine si prevede un risparmio nei costi dello stampato almeno del 20% questa rotativa aiuterà ad acquisire commesse per le altre due dello stabilimento, la 48 e 64 pagine.

Fiducia in Goss

Viene spontanea la domanda: come si può conciliare questa elevata produttività – possiamo assistere in diretta alla stampa di una segnatura su carta 56 grammi – con la qualità richiesta dalle riviste che sono il nocciolo duro dell’azienda: «La qualità – dice Pierluigi Guerini – è il risultato dell’esperienza di dieci anni con la Goss. Siamo stati i primi ad acquistare queste rotative, a cominciare dalla Web16, una sedici pagine con tecnologia Heidelberg; poi siamo passati alla 32 pagine alla drupa ’90, una 16 pagine duplex, e quindi i primi ad acquistare la nuova 64 e 48 pagine Goss, cui nel frattempo era stata trasferita la tecnologia originale Heidelberg
Ci potrebbero preoccupare le motivazioni di questa scelta, che potrebbe mettere in crisi non pochi rotativisti, ma Guerini ha la risposta pronta: ´I nostri obiettivi sono altri: innanzi tutto andiamo a intaccare il mercato della rotocalco, perché le tirature si stanno riducendo e il break even si è abbassato.

Preparasi a un mondo che cambia

Ma l’obiettivo principale è quello di estendere la presenza di Grafiche Mazzucchelli in Europa, dove già abbiamo agenti a Londra, Parigi e Copenhagen. Quindi non abbiamo alcuna intenzione di innescare una guerra dei prezzi con gli altri stampatori italiani.
C’è tuttavia un’altra ragione che non possiamo trascurare e che non possiamo non condividere: la razionalizzazione, che oggi rappresenta la parola d’ordine per le aziende che vogliono superare indenni il periodo di crisi finanziaria ed economica: «Dobbiamo tenere presente – dice Guerini – che quando usciremo dalla crisi il mercato, ma il mondo stesso, non sarà più lo stesso. I consumi saranno diminuiti e più ragionati; per un’azienda sarà importante concentrarsi sui clienti sicuri che pagano, anche se con meno lavoro e meno margini.»
È quindi evidente che bisogna razionalizzare al massimo tutto ciò che comporta i costi e i tempi aziendali, secondo i principi del “pensiero snello” o della lean production di cui si parla tanto.

Innovazioni tecniche

Ma veniamo al dunque: questa macchina è la prima al mondo, quindi la scelta ha comportato una specie di salto nel buio. Ma partendo appunto dalla fiducia derivata da dodici anni di collaborazione con Heidelberg, Macchingraf e Goss, la trattativa si è svolta nella piena collaborazione tra i progettisti di Montataire e i tecnici di Grafiche Mazzucchelli.
Da un lato si sono fissati dei paletti di produttività, qualità e affidabilità cui l’azienda non poteva rinunciare; dall’altro i tecnici della Goss dovevano valutare la fattibilità di un progetto che richiedeva una rivisitazione di tutti i disegni costruttivi. In realtà non si tratta semplicemente di “allungare il cilindro stampa” come verrebbe da pensare. Portare la larghezza ai 2860 mm che permettono di stampare 96 pagine per giro di cilindro in formato rivista A4 e a velocità di 40mila giri, significa infatti ristudiare nel dettaglio non solo la struttura, ma anche i materiali, ad esempio facendo uso anche di fibra di carbonio per evitare eccessivi pesi e possibili deformazioni.
Goss, una volta iniziata la costruzione, ha dovuto anche trovare soluzioni innovative e brevettare operazioni che nessun fornitore era in grado assicurare. Rispetto alla rotative Goss precedenti, su questa ci sono diverse innovazioni. Alcune erano già presenti sulle Sunday, come il cambio lastre automatico, il caucciù gapless, a sleeve, che evita vibrazioni ed elimina battute e oscillazioni della banda; la piega senza aghi e quindi senza bisogno di rifilo, entrambi accorgimenti che aumentano l’area stampabile.
Qui è stato necessario lavorare sul controllo della tensione costante della banda che è assicurata dai motori indipendenti su ogni gruppo stampa, cui si aggiungono particolari cilindri di contropressione appositamente studiati per questa larghezza. Anche l’inchiostrazione, come ci mostra von Ballusek, non ha calamai ma pompe di inchiostrazione che regolano il flusso dell’inchiostro in funzione del grafismo in base ai dati ricevuti dalla prestampa.
Va inoltre sottolineato che tutta l’impiantistica è stata studiata in funzione del risparmio del consumo energetico, avvalendosi della collaborazione della ditta Schebo di Verona.
Chiaramente l’efficacia di tale rotativa richiede altrettanta attenzione in prestampa e nel flusso di lavoro. Per l’incisione delle lastre Agfa ha realizzato un CtP su misura, mentre tutto il flusso di lavoro è gestito dal sistema Goss Web Center, basato sui comandi Omnicon che oltre a gestire i dati di prestampa, permette il controllo a distanza di inchiostrazione, bagnatura e ogni funzione motorizzata della macchina e della piegatrice.

Lascia un commento