Umidificare in sala stampa

Scritto da il 26 agosto 2009 in Pre&Stampa, TECNICHE - Nessun commento

Alcuni problemi in sala stampa, specialmente nel digitale, in genere si notano solo quando sono stati eliminati. Un caso è quello delle cariche elettrostatiche, della stabilizzazione della carta, e altri, che si risolvono spesso con una corretta umidificazione dell’aria senza peraltro bagnare.

Ci sono quattro sistemi per la nebulizzazione dell’acqua, ma l’importante per ottenere i risultati migliori, è che non vi siano gocce che superano una certa dimensione, altrimenti anziché umidificare, si bagna.

Nebulizzare senza bagnare

Tra i quattro sistemi i due di tipo più avanzato attualmente sono: il sistema a ultrasuoni, molto efficace ma anche molto costoso e quindi poco usato; il sistema AIKIM, che producendo micro gocce permette di utilizzare una maggiore quantità d’acqua (4 l/h)contro 1,5 l/h di altri sistemi che devono ridurre il consumo di acqua per non bagnare. Gli altri due sistemi, i più tradizionali si basano sull’alta pressione e sulla vaporizzazione dell’acqua: entrambi però hanno il difetto di bagnare, altre che umidificare, con tutte le problematiche che la presenza di acqua comporta. I
l sistema di umidificazione proposto da Mendizza di Biella, basato su AIKIM prodotto in Giappone, è attualmente l’unico in grado di essere posto anche in prossimità della macchina da stampa senza bagnarla. Il sistema chiamato in Italia Nebbiasecca, si applica infatti anche a industrie in cui l’umidificazione senza bagnare è indispensabile. Alcuni esempi, le cantine di vini pregiati, l’industria del mobile, l’industria tessile.
Nel settore delle arti grafiche manca ancora una vera cultura dell’umidificazione. Luigi Dell’Acqua, esperto in questo tipo di impianti che ha installato ad esempio presso il Gruppo Venturini, L’Editrice àncora e la Leaderform per citarne solo alcuni, sostiene che molti si rendono conto dell’utilità dell’impianto solo dopo averlo installato. Alcuni invece sono scettici dopo aver sperimentato i sistemi tradizionali che hanno il difetto di bagnare le macchine. Uno tra i benefici più evidenti è l’eliminazione totale delle cariche elettrostatiche ed è particolarmente importante una accurata umidificazione nella stampa digitale.
Mendizza importa dal Giappone l’apparecchiatura di base per la nebulizzazione e esegue l’impiantistica eseguendo i calcoli per determinare la quantità d’acqua e di aria compressa necessaria in funzione dell’ambienta della sala stampa, del numero di gruppi stampa e anche dei ricambi d’aria medi in un turno di lavoro.

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