Tutti i colori del bianco e nero

Scritto da il 16 ottobre 2009 in Pre&Stampa, TECNICHE - Nessun commento

Forse non tutti i numerosi visitatori della mostra “New York cubed – memory process” di Matteo Gastel (Galleria Glauco Cavaciuti, Milano aperta fino al 9 novembre) hanno potuto apprezzare le infinite tonalità di nero, di grigi, di bianco delle sue opere foto&grafiche stampate da Fontegrafica in pluricromia offset su supporti laminati.

Occupandoci di Arti Grafiche (e qui le maiuscole sono d’obbligo) possiamo sorvolare sugli effetti artistici di questo caleidoscopio newyorkese, ottenuti dalle sovrapposizioni totali di tre fotografie per semplice fusione studiata ad arte. Possiamo anche sorvolare su questa composizione di evanescenze e dettagli, di movimenti e staticità, propri di una città come New York, così complessa, amata e odiata, da tutti fotografata, ma mai, forse, con l’intelligenza di un osservatore acuto e certamente un po’ filosofo e un po’ psicologo, qual ci sembra qui apparire Matteo Gastel.

Non ci soffermiamo quindi sull’arte fotografica per dedicarci, per quanto possibile, sull’Arte Tipografica.

Sappiamo quanto Fontegrafica, e Giuseppe Musmeci con tutto il suo staff in particolare, tengano alla sperimentazione, e quindi quanto la lunga simbiosi con Gastel abbia potuto dare frutti nuovi e inconsueti anche in quest’ultima sua opera. Sperimentale la fotografia e altrettanto sperimentale la stampa che, se è vero quanto ci è stato riferito, e lo è, ha richiesto due anni di studio.

Sono immagini stampate che rendono perfettamente la trasparenza dei vetri, la metallicità delle strutture, la morbidezza delle nuvole, la grandiosità dei grattacieli, il riflesso della luce, l’intensità delle ombre. Un risultato estetico nato dal connubio perfetto tra fotografo e stampatore, che supera le aspettative, offrendo nuove opportunità progettuali con spettacolari soluzioni produttive.

E chi dice che ormai la stampa offset deve lasciar campo alla ormai affermata stampa digitale dovrà ricredersi, almeno per certe applicazioni altrimenti, per ora, impossibili.

Stampare su carte laminate con inchiostri grassi non è da tutti; stampare su questi supporti senza far apparire, dove non si vuole, il fondo metallico, in particolare se si tratta dei bianchi, non è neppure da pochi. Se poi una serie di immagini rigorosamente volute in bianco e nero sono stampate con otto colori, solo Fontegrafica, forse, può averne il coraggio e la volontà. Aggiungiamo la retinatura (siamo sulle 200 linee/cm), la scelta degli stessi inchiostri e pigmenti, tali da offrire le infinite tonalità non solo dei grigi, ma dei neri pieni e, soprattutto, dei bianchi.  Bianchi di nuvole, di strutture architettoniche, di vuoti, che ci vorrebbe la lingua degli Inuit per assegnare un nome a ciascuno di loro. Tutto questo è stato possibile grazie alla squadra di Fontegrafica.

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