//PACKAGING efficacia della stampa in un mondo digitale

PACKAGING efficacia della stampa in un mondo digitale

Il digitale nella stampa di etichette e imballaggi, e nella gestione aziendale in un convegno organizzato da Be Packaging. Si è parlato di stampa digitale, di stampa ibrida flexo-digitale e di gestione aziendale e materiali sostenibili. È seguita una visita ai reparti produttivi.

Azienda giovane e dinamica con buone prospettive di crescita si è presentata per la prima volta a un vasto pubblico – un centinaio di presenze in rappresentanza del mondo dei brand del food, del farmaceutico e del personal care, oltre alle principali GDO – che ha superato le ‘forche caudine’ di un meteo poco favorevole.
Non a caso parliamo di forche caudine. Ci troviamo infatti a Montesarchio, nel Sannio, dove appunto i Sanniti diedero molto filo da torcere ai Romani grazie alla strettoia sulla via Appia, ideale per le imboscate.
Al contrario della storia antica, oggi la famiglia Mataluni, che ha organizzato il convegno, ha accolto gli ospiti con la signorilità che contraddistingue in nostro migliore sud.

Be Packaging sala convegno

La sede con stabilimento produttivo di Be Packaging sorge di fronte agli oleifici dai marchi ben noti fondati da Biagio Mataluni, che dal 2015 ha ceduto le quote di maggioranza a un fondo di investimenti.
Una azienda, che pur giovane e in via di espansione, già si presenta perfettamente strutturata e funzionale, dagli uffici ai magazzini, ai reparti di produzione realizzati secondo le più innovative tecniche gestionali.

Il convegno

Dopo i saluti di Filippo Liverini Presidente di confindustria Benevento, Biagio Flavio Mataluni ha raccontato come Be Packaging sia la realizzazione del suo sogno. Già da bambino infatti, frequentando l’azienda di famiglia, si era innamorato del packaging.

Per l’intervento di Biagio Flavio Mataluni, rimandiamo all’articolo specifico con relativo video dell’intervista realizzata in esclusiva.

Be Packaging Filippo Liverini Presidente di confindustria Benevento

Il saluto di Filippo Liverini Presidente di confindustria Benevento. Accanto a lui Biagio Flavio Mataluni, presidente Be Packaging

Antonio Lonardo, ha quindi presentato l’azienda di cui è direttore generale dal dicembre 2017.
Originario di Montesarchio, Lonardo vanta un’esperienza più che trentennale nel mondo dell’industria grafica prima come imprenditore nel comparto editoriale, quindi dirigente in Gruppo Abete, Poligrafico dello Stato, Metrotipo e De Robertis di Putignano. Esperto nella stampa di cartevalori, ha acquisito competenze specifiche nella stampa di sicurezza, elaborando progetti esclusivi. Ha contribuito a realizzare packaging innovativi e certificati di autenticità nei settori del luxury e della farmaceutica.
Lonardo ha illustrato come, su un’area produttiva di 10.000 metri quadrati, più i magazzini,  Be Packaging produce etichette, incarti, sleeve, capsule di alluminio e contenitori destinati a tutti i settori del mercato.
Per il settore farmaceutico produce soluzioni per antimanomissione, serializzazione, tracciabilità, e sicurezza.

Relazioni tecniche

Dopo le presentazioni il convegno, moderato da Marco Picasso direttore di MetaPrintArt, è entrato nel vivo.

La prima relazione è stata tenuta da Loredana Incarnato, Professore Ordinario in Scienza e Tecnologia dei Materiali presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale all’Università di Salerno.  Loredana Incarnato, dopo aver illustrato i corsi,  i lavori e i laboratori di ricerca di Fisciano dove ha sede il dipartimento di ingegneria chimica del packaging, ha parlato di imballaggi attivi contenenti additivi di origine naturale per il prolungamento della shelf-life degli alimenti. L’importanza della ricerca di materiali plastici eco-sostenibili risponde a un’esigenza che i brand owner non possono più trascurare perché i consumatori sono sempre più attenti all’ambiente.

Leggere qui la sua relazione

Be Packaging Antonio Maiorano

Antonio Maiorano, HP Indigo, illustra le nuove strategie del packaging

Antonio Maiorano, Country Business Manager per il business Indigo di HP Italia e presidente di Argi per il biennio 2018-2020, ha parlato della visione di hp nel mondo delle arti grafiche. Una strategia in evoluzione che, tiene in primo piano il concetto del cambiamento. Infatti con il digitale HP Indigo offre ai brand opportunità innovative nel campo della personalizzazione spinta. Un concetto che è stato bene illustrato con l’esempio Nutella che ha realizzato una campagna con milioni di etichette tutte tra loro diverse.
Gli aspetti tecnici sono stati poi illustrati da Marco Murelli, Label and Packaging Solution Architect di HP Indigo. Marco Murelli ha esposto le diverse possibilità offerte dalla stampa digitale HP Indigo, con esempi che coinvolgono sempre più i brand owners, in quanto forniscono ai loro uffici marketing nuovi strumenti e idee per applicazioni fino a oggi impensabili.
Esempi tipici sono l’utilizzo dell’inchiostro metallico argento, in combinazione alla eptacromia, che può creare effetti grafici innovativi. I nuovi inchiostri giallo e blu, invisibili alla luce diurna ma rilevabili con luce UV, aprono nuove possibilità per l’anticontraffazione, con la filigrana digitale. Inoltre, i software di prestampa Mosaic e Collage offrono facili soluzioni per personalizzazione estrema (v. esempio Nutella). Le applicazioni cloud della suite PrintOS offrono possibilità di monitorare in tempo reale la produzione, fornire statistiche dettagliate e automatizzare pesantemente i flussi in prestampa. Questi sono solo alcuni degli esempi che stanno coinvolgendo sempre più i brand owner, fornendo ai loro uffici marketing nuovi strumenti e idee.

La gestione 4.0

Lucia Gambineri, Direttore tecnico di SAS Italia, ha focalizzato il tema del sottotitolo del convegno “L’efficacia della stampa in un mondo digitale”. Essere 4.0 vuol dire applicare ai propri processi diverse tecnologie digitali, in grado di comunicare e scambiare dati e informazioni per prendere decisioni rapide e consapevoli, gestire in tempo reale cambiamenti improvvisi del contesto, essere flessibili nell’applicare le modifiche necessarie, nonché garantire livelli di efficienza e sostenibilità elevati.
In questo contesto ha descritto il MES, sistema per la raccolta automatica del dato e la sua valorizzazione, che consente di fornire al management informazioni significative sull’andamento in tempo reale della produzione, passando dai big data agli SMART data.

Be Packaging quadro gestione SAS

Il quadro di controllo MES permette di conoscere l’avanzamento degli ordini in tempo reale, lo stato delle macchine, la collocazione dei materiali, l’OEE e le performance di fabbrica, mettendo in atto azioni di ottimizzazione e riconfigurazione dei processi produttivi per portare la fabbrica al massimo dell’efficienza

Lucia Gambineri ha quindi descritto le linee guida che permettono di operare in una logica di neutralità tecnologica. E le strategie quali stimolare l’investimento nell’adozione delle tecnologie abilitanti dell’Industria 4.0 e aumentare la spese in ricerca, sviluppo e innovazione. Assicurare adeguate infrastrutture di rete, garantire la sicurezza e la protezione dei dati.

Punti di incontro

Quali sono i punti di incontro e punti di forza tra la stampa flessografca convenzionale e la stampa digitale ?
Ne ha parlato Stefano d’Andrea del Comitato Tecnico ATIF. Stefano d’Andrea ha un’ esperienza trentennale nel processo flessografico, dalla prestampa, alla preparazione delle matrici, alla stampa. Dal 2017 si dedica esclusivamente all’attività di consulenza e formazione tecnica come professionista indipendente, in Italia e all’estero.
Esperto registrato al gruppo ISO TC130 tramite Atif, Stefano contribuisce attivamente alle attività dell’Associazione Tecnica Italiana per la Flessografia e della corrispondente Europea FTA. È membro della FTA Americana da cui ha ricevuto il riconoscimento di Specialista Implementatore Certificato di III livello secondo il metodo FIRST, ed è associato Taga Italia.

Be Packaging Stefano D'Andrea

Stefano d’Andrea, ATIF, illustra i punti d’incontro tra flexo e digitale

Quando si parla di digitale e analogico si pensa sempre a un’evoluzione, ma anche contrapposizione – ha spiegato d’Andrea –. La linea di demarcazione è la presenza o meno della matrice. Attenzione ai termini: non esiste una ‘flexo-digitale’, ma solo macchine che combinano gruppi flexo con un gruppo di stampa digitale (macchine ibride). Quali differenze possiamo notare? Nell’analogico ci sono una matrice, l’anilox e le variabili di processo, su cui si può intervenire. Nel digitale non si possono modificare le condizioni dopo la prestampa. Questo significa che una volta descritti i profili colore, si può modificare la grafica in funzione del supporto o condizioni di stampa. Queste modifiche restituiranno il risultato atteso solo in presenza di un sistema calibrato e di controllo. La prestampa si occupa solo di interpretare i dati delle condizioni di stampa. Occorre quindi che il sistema di stampa sia stabile, altrimenti il risultato non è prevedibile.
Stefano d’Andrea è passato quindi a parlare della gestione colore.
Quando si parla di color management (profili colore, curve, grigi, etc.) la sua gestione non si fa sulla macchina da stampa, anche se sono le condizioni della macchina quelle che determinano le caratteristiche di stampa. Anche qui torna quindi il concetto della stabilità.
In termini pratici, se si modificano le condizioni di stampa rispetto a quelle codificate in prestampa, è come cercare di centrare un bersaglio alla cieca.
Uno dei modi per garantire la stabilità in un sistema è l’utilizzo di una palette fissa (di quadricromia, eptacromia, etc.). Questa permette un setup fisso, la gestione degli inchiostri, cambi lavoro, e anche valutazione dei costi. Quindi è un sistema comodo soprattutto in presenza di sistemi stampa ibrida quando c’è la necessità di integrare e armonizzare la stampa convenzionale con quella digitale.
Senza entrare nei dettagli, ci limitiamo a ricordare che non sono i ‘tanti colori’ che fanno una buona stampa, ma l’abilità dell’operatore. A volte una buona CMYK non richiede colori supplementari. Se si vuole stampare bene a 7 colori, occorre prima essere bravi a stampare a 4 colori.

I reparti produttivi

Al termine del convegno è seguita la visita ai reparti produttivi.
La produzione in Be Packaging opera su 9 linee a ciclo continuo per lo stampaggio di preforme in PET, comprensive anche di 3 linee di soffiaggio per la realizzazione di contenitori, quali bottiglie taniche e contenitori in genere.

Be Packaging la semi rotativa offset Weigang fornita da REM

La semi rotativa offset Weigang fornita da REM

Il reparto stampa è oggi composto da cinque linee a bobina, offset e flessografica, con moduli serigrafici e per stampa a caldo e a rilievo, linee dedicate per la finitura e la nobilitazione.
Qui si notano una rotativa banda stretta Omet flessografica; una GiDue flexo con moduli di nobilitazione. Per la stampa offset, REM ha fornito recentemente una semi-rotativa a umido Weigang serie WL 340 servo motorizzata Bosch Rexroth con 5 gruppi stampa UV a “freddo” VTI per la stampa di film, e lavaggio automatico delle teste offset.
Il piú recente investimento riguarda la stampa digitale con gli electro-inks di HP Indigo.

2019-03-07T09:20:28+00:00febbraio 1st, 2019|TECNICHE|0 Comments

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Roberto Mercati, milanese, è diplomato all’Accademia di Brera a Milano e ha frequentato il Politecnico. Giornalista pubblicista dal 1997, per oltre vent’anni ha collaborato a riviste del settore della stampa e dell’imballaggio.

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