Inchiostri UV: un dibattito

Scritto da il 12 gennaio 2010 in Pre&Stampa, TECNICHE - Nessun commento
Riceviamo questa lettera da parte di un esperto di carta e stampa, relativa all’articolo “Facciamo chiarezza sugli inchiostri UV

Gentile direttore,

ho letto con molta calma, anche se in me c’era una certa reazione, la lettera “Fare chiarezza sugli UV“.

Tu sai come la penso a tal proposito, ma vorrei ricordare che per questi inchiostri vengono utilizzati particolari veicoli esenti da solventi e costituiti da resine acriliche ottenute dalla polimerizzazione dei monomeri acrilici. Infatti, i polimeri derivanti da monomero acrilato e metacrilato sono denominati resine acriliche. A conferma della particolarità di questi veicoli, viene suggerito, durante il loro utilizzo, di attenersi scrupolosamente alle indicazioni riportate nelle schede tecniche di sicurezza in conformità a ciò che è contenuto nella norma 91/155/CEE, nonché nelle avvertenze riportate nei contenitori. Inoltre, solo con il sistema Electron Beam (EB) abbiamo la certezza della totale polimerizzazione dei radicali. Altrettanto non si può dire del sistema a lampade di mercurio poiché il risultato finale può essere influenzato sia dallo spessore del film sia dalla sua tonalità, che altera l’energia irradiata con eccessivo assorbimento con colori scuri o riflessa con colori chiari. Non dimentichiamo poi i fotoiniziatori con il benzofenone o l’idrochinone. Per questo è stato fatto il tentativo di sostituirli con l’ ITX. (vedi Tretrapack).

Aldo Faliani

Prima di pubblicare la lettera, abbiamo chiesto al nostro interlocutore se i dati cui si riferisce sono aggiornati, visti i progressi della tecnologia UV negli anni più recenti e abbiamo ricevuto questa precisazione:

Recentemente il benzofenone è stato in parte sostituito con altri fotoiniziatori e ovviamente i tempi di polimerizzazione non sono più immediati come prima, ma molto più lenti.
Le resine che polimerizzano alle lunghezza d’onda degli UV sono sempre i famosi monomeri acrilici. La ridotta nocività (nota bene solo ridotta) è data dall’aggiunta parziale di veicoli tradizionali. Con questa modificazione le caratteristiche proprie degli inchiostri UV vengono compromesse in funzione della percentuale di altro veicolo aggiunto. In parole povere è come come avere un buon vino al quale viene aggiunta dell’acqua pretendendo di mantenere la stessa bontà che invece non potrà mai essere.
Quegli inchiostri, che vengono chiamati ibridi, sono alla fin fine inchiostri tradizionali con aggiunta di additivi che consentono l’accettazione della vernice UV bagnato-su-bagnato. Cosa che non era possibile prima. Come catalizzatore degli inchiostri tradizionali da sempre viene utilizzato un sale di cobalto. Finora era ritenuto innocuo ma, dalle ultime sperimentazioni, sembra che in effetti non lo sia affatto, per cui presto dovrà essere sostituito con sali di zinco o altro. In un mercato fatto di persone che aprono bocca e lasciano dire al fiato ci possiamo rendere conto di quante fandonie vengono raccontate e vendute per buone, specie quando sono interessati alla vendita.
Aldo Faliani

Pubblichiamo entrambe le lettere di Aldo Faliani, noto grande esperto sia di inchiostri per la sua lunga pregressa esperienza presso Baglini di Firenze e, soprattutto, esperto di carta e stampa. Tuttavia, su alcuni punti non possiamo sentirci pienamente in accordo. Alla Drupa 2008 era stata resa nota l’approvazione dell’impiego degli inchiostri e vernici UV per la stampa di etichette e astucci a contatto con gli alimenti, da parte della FTA, che riteniamo un ente al di sopra di ogni sospetto.

Riteniamo a questo punto importante sentire anche l’opinione dei vari esperti che ci leggono, sia produttori di inchiostri, di lampade e macchine, ma anche di utilizzatori, per un dibattito costruttivo che lasci poco spazio a, come le definisce Faliani, ‘fandonie’ per fare, appunto, ‘chiarezza’ come auspicato nella lettera di Mario Di Berardino, altro esperto di lunga data per aver utilizzato inchiostri e vernici UV nella stampa di prodotti cartotecnici.

A seguito di queste lettere abbiamo ricevuto l’approfondita analisi da parte di un grande esperto del campo al di sopra delle parti, cui rimandiamo. Cliccare qui

Marco Picasso

Lascia un commento