Abbassare la TAC si può e fa risparmiare

Scritto da il 5 dicembre 2011 in Pre&Stampa, TECNICHE - Nessun commento

L’eccessiva copertura di superficie totale (TAC) per neri profondi costerebbe all’industria globale della stampa centinaia di milioni di euro, secondo i risultati di uno studio del Centro Fiammingo di Innovazione per la Comunicazione Grafica (VIGC).

La vecchia credenza diffusa nel settore è che la TAC deve essere compresa tra 320% e 360%, ma l’indagine VIGC ha rivelato che il 260%, o addirittura il 220%, è più che sufficiente, a condizione che la conversione venga effettuata con i profili corretti.

Eddy Hagen, direttore di VIGC, commenta così lo studio: «Abbiamo voluto capire quanto in basso si poteva andare, in termini di copertura massima di inchiostro prima di vedere una differenza inaccettabile. Il risultato finale è stato sorprendente. La datata convinzione che afferma che la TAC deve essere tra il 320% e 360% , non è stata confermata, a condizione di convertire i colori correttamente

Secondo Hagen, i possibili risparmi sono enormi:. «Il costo dell’inchiostro rappresenta circa il 2% al 5% del costo del materiale stampato. Quindi è plausibile supporre che, sulla base di questa indagine, se un’azienda fosse in grado di ridurre il suo consumo di inchiostro del 10% , arriverebbe a un risparmio da 6 a 15 milioni di euro qui in Belgio. E quando si applica questo a livello globale, le cifre sono ancora più impressionanti. Il fatturato dell’industria grafica a livello mondiale è stimato a oltre 400 miliardi di euro, quindi se si applica il principio della TAC inferiore a questo livello, il risparmio equivale a più di un miliardo di euro. Tutto ciò potrebbe contribuire a una produzione più sostenibile e sarebbe molto meglio per l’ambiente.»

Prove di stampa, profili ICC

Diversi esperti VIGC con competenze in diverse aree hanno lavorato al progetto.
Fons Put, consulente senior per l’innovazione, afferma: «Abbiamo aiutato molte aziende grafiche negli ultimi anni ad ottenere la certificazione ISO 12647. Da qualche tempo abbiamo incluso un patch test appositamente sviluppato nel corso dei test per avere il nero ottimale. L’esperienza che abbiamo maturato in tutti questi test ci ha portato ad elaborare una sorta di ‘combinazione magica

In più, secondo Arras Erik, consulente senior per l’innovazione, questa è solo la prima fase. «Abbiamo effettuato tutta una serie di test per migliorare i nostri profili ICC con una TAC ridotta. Ogni nuova combinazione è testata con le immagini del XCS VIGC50, prima a monitor e poi come prova di stampa. In questo modo, siamo finalmente arrivati ai nostri profili ICC ottimizzati. Abbiamo anche confrontato le conversioni di immagini di prova utilizzando i profili VIGC con i noti profili Adobe e ECI, e le prove sono state decisamente positive per i profili VIGC

Una TAC inferiore tiene sul campo

Il VIGC poi è passati a una prova di stampa per verificare se ciò che era visibile a monitor o in prova, sarebbe stato confermato dalla stampa. I risultati sono stati presentati a diversi stampatori e i risultati sono stati sorprendenti: nessuno ha notato alcuna differenza significativa tra le immagini con il 320% e il 260% di copertura d’inchiostro. Uno stampatore di imballaggi per il cioccolato e dolci ha persino evidenziato come la versione a 220% fosse la migliore.
Le versioni delle immagini di prova che erano state convertite con i profili Adobe e EFI sono stati inclusi nella prova di stampa, ma nessuna vera differenza era visibile, per quanto riguarda il nero ottimale.

Altri risultati positivi

Decine di professionisti della stampa hanno condotto la prova VIGC alla fiera Print/easyFairs a Bruxelles. Sono state mostrate quattro versioni di una dei set di immagini di prova. Sebbene la maggior parte degli specialisti ha rilevato una minima differenza, nessuno ha dichiarato che una delle versioni fosse qualitativamente scarsa a causa della copertura di inchiostro inferiore. Anche la versione con 220% di copertura era qualitativamente accettabile. Uno dei presenti alla fiera ha commentato: «Facendo stampare questo lavoro a quattro diversi stampatori si sarebbero viste più differenze che tra le vostre quattro versioni

Hagen conclude: «Il test che abbiamo effettuato in fiera è la parte finale della nostra indagine. Abbiamo presentato i risultati a un gruppo di specialisti, e tutti erano soddisfatti. Nessuno avrebbe rifiutato il materiale stampato con una TAC inferiore, mentre più della metà ha dato una valutazione identica o superiore per le immagini con una TAC ridotta.
«Ciò conferma che stampare con TAC inferiore non solo è possibile, ma anche che è accettabile per gli esperti. Provate a immaginare i risparmi che si possono realizzare, e quanti problemi relativi al trasferimento e all’elaborazione potrebbero essere evitati.»

 

Lascia un commento