Allarmi e allarmismi

Scritto da il 8 dicembre 2011 in TECNICHE - Nessun commento

Ricevo, e chissà quanti di voi lo avranno ricevuto, un e-mail inoltrato da amici di amici di amici ecc. – in pratica una catena di S.Antonio – in cui si avverte che è in arrivo il peggior virus del secolo (o giù di li).
È una bufala e vediamo perché.

L'immagine di Gerorge W. Bush

L'immagine del filmato su G. Bush che infetterebbe i PC con il "peggior virus del secolo"

Il testo in pratica sarebbe un filmato su G. W. Bush (e già questo la dice lunga sulla datazione) dice questo: “Attenzione non accettate e non aprite contattopeteivan@hotmail.com per nessuna ragione e informate tutti i contatti della vostra lista. Si tratta di un hacker, formatta il computer, cancella i contatti e toglie la password alla posta elettronica. Attenzione, se i vostri contatti lo accettano, pure voi lo prenderete, così inviate il messaggio urgentemente a tutti. Nei prossimi giorni dovete stare attenti: non aprire nessun messaggio con un allegato chiamato: “Invito”, indipendentemente da chi ve lo invia. E’ un virus che BRUCIA tutto l’hard disk del computer. Il fatto più pericoloso è che questo virus verrà da una persona conosciuta che era nei vostri contatti. E’ per questo che occorre inviare questo messaggio ai contatti.” ecc.

Dice inoltre “Questo virus è stato scoperto ieri pomeriggio dalla Mc Afee…

Mi metto subito in contatto con gli amici che hanno curato la mia rivista online (http://www.045web.it) i quali, molto esperti di queste cose mi rimandano agli articoli di Il Disinformatico (http://attivissimo.blogspot.com/p/indice-delle-indagini-antibufala.html) il blog di Paolo Attivissimo, giornalista informatico e cacciatore di bufale (un vero esperto) il quale aveva già segnalato da tempo questa “bufala” nata nel 1994 (niente meno, quando in pratica internet era quasi sconosciuto).
Il messaggio è sempre lo stesso da alcuni lustri e quindi altro che “Questo virus è stato scoperto ieri pomeriggio dalla Mc Afee…” e raccomanda semplicemente questo: “ignorateli e avvisate chi ve li manda che si tratta di bufale“.

Dal sito http://www.protezioneaccount.com ci informano anche che: non è dal titolo o dal mittente che si capisce se una e-mail è pericolosa o meno. Un e-mail infetto può avere qualunque titolo e qualunque mittente. Quindi appelli come questi sono del tutto inutili e fuorvianti, perché fanno pensare che soltanto e-mail con quel titolo o quel mittente siano pericolosi, creando una falsa sensazione di sicurezza.
In realtà tutti i messaggi che ricevete vanno considerati a rischio, a prescindere dal titolo e dal mittente, e anche se provengono (apparentemente) da persone che conoscete.
Gli avvertimenti veri a proposito di virus includono sempre un riferimento a una pagina di documentazione di un sito di produttori di antivirus e offrono dettagli precisi sul funzionamento del virus (ad esempio quali sistemi operativi ne sono colpiti, come agisce). Gli avvertimenti veri non contengono frasi ad effetto prive di qualsiasi significato tecnico come “virus di nuovissima generazione“.
Gli avvertimenti falsi, invece, non riportano mai una data, in modo da non scadere mai. I tempi di reazione delle società produttrici di antivirus sono ristretti: quando inizia a girare un nuovo virus, l’aggiornamento dell’antivirus e le firme del virus sono disponibili sui loro siti nel giro di poche ore. Basta fare una ricerca su Internet per scoprire che si tratta di un’hoax. Potete trovare gruppi su Facebook che riportano le stesse informazioni fasulle.

Riportiamo ancora dal blog di Attivissimo (http://attivissimo.blogspot.com/p/faq-antibufala.html#Indagini) cosa fare in questi casi: “Se avete ricevuto una bufala e l’avete subito mandata a tutti i vostri conoscenti, c’è poco che potete fare. Ci siete cascati: (poco) male, l’importante è non cascarci più.
Se volete rimediare al vostro errore, mandate una smentita a chi vi ha mandato l’avvertimento e avvisate tutti coloro ai quali avete mandato l’appello. Se lo ritenete opportuno, citatemi come fonte.

Paolo Attivissimo "L'Acchiappavirus"

Paolo Attivissimo è autore, tra l'altro, del comodo manuale "L'Acchiappavirus" pubblicato già nel 2004 e sempre attuale.

Soprattutto, non diffondete mai una catena di Sant’Antonio dal posto di lavoro, altrimenti date l’impressione che l’azienda o l’istituto presso il quale lavorate confermino l’autenticità della catena. Molte persone sono state danneggiate da questo loro comportamento incauto: troverete le loro storie e vicissitudini nelle varie indagini.”

 

Concludendo: non allarmate i vostri amici e conoscenti, fate comunque attenzione a ciò che ricevete e da chi e soprattutto, non aprite mai contenuti sospetti o non richiesti.

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