La cartotecnica ha un futuro digitale

Scritto da il 14 giugno 2010 in Label&Pack, TECNICHE - Nessun commento

Dal Summit Internazionale Durst: il futuro del packaging in cartone ondulato sarà sempre più digitale

by Andrea Spadini – caporedattore della rivista CONVERTER CARTOTECNICA

Un centinaio di clienti Durst provenienti da tutto il mondo hanno partecipato il 4 maggio 2010 all’evento focalizzato sul futuro della stampa digitale su cartone ondulato. Speaker di rilievo internazionale hanno aperto la giornata di lavori, terminata con le demo di stampa e taglio presso il demo-center Durst nella fabbrica di Lienz (Austria).

Riuscire ad attirare l’attenzione e l’interesse di oltre cento operatori provenienti da tutto il mondo è già di per se un successo, offrire loro una panoramica su possibili scenari futuri e anticipare quelle che saranno le tendenze che guideranno il mercato del packaging in cartone ondulato negli anni a venire, è la straordinaria opportunità che Durst, costruttore di macchine da stampa digitali, ha voluto offrire ai suoi clienti, invitandoli a partecipare al summit internazionale sul futuro del packaging in cartone ondulato, che come vedremo, sarà sempre più digitale.

Web e conseguenze per il packaging

Johan Füller è AD di Hyve Ag, una società di ricerche marketing e design che utilizza internet e le ‘web-community’ come suo principale strumento di lavoro per capire le esigenze del consumatore, che sempre di più vuole essere coinvolto nella catena di valore del prodotto. «È riduttivo pensare che l’azienda cartotecnica sia un semplice fornitore di fogli di cartone stampati; al contrario penso che chi progetta e produce imballaggi fornisca delle vere e proprie soluzioni innovative in grado di creare valore aggiunto al cliente», ha detto il Dr. Füller, che ha poi spiegato alla platea l’importanza delle Business Innovation Community e dei Social Network come Facebook e Twitter che, oltre a livello personale, possono essere impiegati anche come strumenti di lavoro, portando a supporto numerosi esempi. Internet, tramite appunto questi strumenti, è in grado di mettere in contatto i consumatori con il management aziendale e le agenzie di marketing e design, e il contributo che può provenire dal basso può essere di fondamentale importanza per il successo del lancio di un nuovo prodotto. Nell’era di internet il consumatore svolge senz’altro un ruolo attivo, di co-creazione nello sviluppo e nel lancio di nuovi prodotti, grazie al fatto che discussioni, forum, e quant’altro creano comunque dei contenuti e quindi valore, che le aziende sono poi in grado di tramutare all’atto pratico, riuscendo a soddisfare le richieste dei clienti. è dimostrato che il 25% delle decisioni di acquisto online sono fatte basandosi sul reperimento di informazioni online provenienti dalle communities. E tra le numerose attività economiche che traggono beneficio da questo nuovo modo di intendere e fare business c’è anche il packaging. Il dott. Füller ha mostrato l’esempio della catena di supermercati tedesca “Spar” (la nostra Despar), che ha messo on line un sito (www.bagdesign-contest.com) dove i clienti possono ideare il layout grafico da stampare sui sacchetti di plastica. A rotazione i più belli vengono scelti dall’azienda, stampati e utilizzati. Un altro esempio è rappresenta da Lego che ha creato un sito (http://designbyme.lego.com) affinché ognuno si possa costruire qualsiasi cosa con i famosi mattoncini colorati, creando addirittura la scatola in cartoncino, per poi acquistare eventualmente quanto realizzato e averlo a casa nel giro di pochi giorni. I consumatori, anche come designer di packaging, sono una risorsa per le aziende, che coinvolgendo i propri clienti in azioni strategiche, decisionali, di marketing, li soddisfano e li fidelizzano attraverso la realizzazione di loro progetti.

Marketing del Pop – punti vendita personalizzati

Hendrik Schröder, Direttore del Centro Ricerche dell’Università di Duisburg-Essen, ha incentrato la sua relazione su un’esigenza che si sta ormai palesando sempre di più nelle catene della grande distribuzione, dove al mercato di massa si guarda sempre più con maggior attenzione ai mercati locali, più vicini al consumatore finale. Ogni anno vengono lanciati una quantità infinita di nuovi prodotti, molti dei quali hanno vita breve perchè passano inosservati. Comunicazioni sbagliate, generiche, poco personalizzate e poco orientate ad attirare l’attenzione del consumatore, sono le principali cause del fallimento commerciale di molti prodotti. Ecco quindi l’esigenza di diversificare la produzione e di creare soluzioni promozionali più customizzate e localizzate.

«Si deve passare da soluzioni di massa a proposte che siano in grado di creare un contatto diretto con il consumatore finale, dice il Dr. Schröder, e sempre di più saranno gli investimenti che i grandi distributori effettueranno per personalizzare maggiormente i punti vendita, creando maggior valore associabile al proprio brand. Un valore che se riconosciuto dal cliente è la chiave per la fidelizzazione e quindi del successo di un’azienda

Oggi esistono moltissimi mezzi attraverso i quali è possibile sapere tutto del consumatore, delle sue abitudini di acquisto, delle sue preferenze. Da questi dati possono partire una serie di azioni e attività per guidarlo nei suoi acquisti, andando incontro ai suoi desideri e alle sue esigenze. “Dimmi da dove vieni e ti dirò chi sei” e quindi cosa vuoi, verrebbe da dire, è il concetto base dal quale partire per personalizzare le promozioni e i punti vendita, utilizzando svariati mezzi di comunicazione, da quelli elettronici (si sta diffondendo l’utilizzo del cellulare attraverso il quale fotografare un codice a barre stampato sulla confezione del prodotto per avere qualsiasi tipo di informazione inerente quella confezione), fino ai display, gli espositori, le etichette, le grafiche accattivanti nelle corsie di un supermercato in grado di emozionare il consumatore e guidarlo nel momento dell’acquisto. In particolare l’acquisto d’impulso avviene sempre più frequentemente direttamente nel punto di vendita, dove il cartone ondulato, stampato e processato in digitale trova senz’altro uno dei suoi principali mercati di sbocco.

Stampa digitale sul cartone ondulato

Neil Falconer, consulente strategico per il settore stampa di Pira International, la società britannica che si occupa di ricerche di mercato, ha chiuso la mattinata di relazioni parlando delle future tendenze che guideranno il mercato della stampa digitale e del packaging in cartone ondulato, un binomio sempre più vincente.

Dai dati di una ricerca Pira, nel mercato mondiale della stampa il packaging e gli espositori PoP da interno sono settori in grande crescita, trainati dallo sviluppo dei Paesi dell’est del mondo come Russia, Cina, India e quelli sudamericani come Messico e Brasile, con percentuali di crescita che entro il 2014 raggiungeranno il 21% per l’imballaggio (cartone teso, ondulato, materiali flessibili) e il 14% per gli espositori. Per quanto riguarda i processi di stampa per tutte le tipologie di prodotti, non solo imballaggi, entro il 2014 ai dati negativi della flexo (-25%), macchine a foglio (-27,8%), rotocalco (-36%) solo per citarne alcune, troveremo crescite importanti per la stampa elettrofotografica (25,8%) e ancor più sorprendente l’esplosione della inkjet (119,3%). «Questi dati dimostrano che l’industria della stampa e del packaging non sono in declino ma semplicemente, come accade in altri settori, stanno evolvendo – dice il  Falconer – e l’imballaggio si sposerà sempre più con le tecnologie di produzione digitale. Le previsioni di sviluppo dei mercati del packaging per materiali indicano per il cartone ondulato un +4,1% e per il cartone teso un +3,7% di crescita entro il 2013, con la stampa digitale su imballaggi che crescerà fino al 16,4%

Tutte le ricerche e i dati che ne emergono convergono verso un’unica direzione, ovvero che la sfida principale sarà quella di essere sempre più vicini alle esigenze del consumatore, comprenderle ed essere in grado di servirlo al meglio. Per questo motivo la stampa digitale non deve essere vista come alternativa alla stampa tradizionale, ma deve essere presa in considerazione per andare a integrare il proprio parco macchine al fine di raggiungere un livello di competitività maggiore, a tutto vantaggio del cliente che potrà vedere soddisfatte tutte le sue richieste, e ovviamente dell’azienda di stampa in grado di offrire, senza perdere soldi, grandi tirature ma anche i piccoli lotti. Le richieste dei brand owner sono sempre più rivolte verso packaging di diverse forme e materiali con layout grafici differenziati e personalizzati per operazioni di marketing sempre più localizzate, e con un’attenzione crescente verso l’impatto ambientale e il riciclo dei materiali.

Interessante la case story presentata alla platea di operatori internazionali relativa alla riorganizzazione messa in atto da un’industria farmaceutica, con 750 prodotti nella sua gamma e oltre 14 milioni di pezzi venduti ogni anno in 70 Paesi, con differenti istruzioni e lingue. L’imballaggio per questi prodotti farmaceutici consiste in flaconi etichettati, foglio istruzioni stampato in fronte e retro, e il cartone stampato a più colori. L’azienda ha dovuto cambiare la propria strategia produttiva da una produzione per lo stock a una produzione on-demand e ora grazie a un parco macchine composto da flexo 4 colori UV + stampa digitale è riuscita a ridurre i tempi di consegna da 17 settimane a 5 giorni, con l’impiego di uno o due operatori, producendo 60 imballi al minuto, con un risparmio del 70% dei costi del materiale e una riduzione generale dei costi produttivi del 30%. Gli scarti, che prima erano di un 10-12%, ora sono quasi inesistenti, e anche dal punto di vista amministrativo e degli ordini, i costi sono stati ridotti.

«Il mercato del digitale e del cartone ondulato sono in forte crescita, caratterizzati da una grande flessibilità e da una buona redditività. Il mio consiglio ai produttori di imballaggi è quello di entrare nell’ottica di diventare sempre più fornitori di soluzioni e di non limitarsi solamente a fornire lo stampato. L’automazione e il flusso di lavoro sono fattori chiave per ottenere successi; i cambiamenti avvengono in maniera così rapida da richiedere reattività e flessibilità. Creatività e l’impiego di nuove tecnologie possono aiutare a rimanere competitivi» ha concluso Falconer.

Demo di stampa e taglio in digitale

A conclusione della giornata, insieme ad Andrea Riccardi, Sales Manager delle Divisione Vendite Italia di Durst, abbiamo avuto modo di visitare i nuovi reparti produttivi di Lienz, dove sta per essere ultimato anche il nuovo centro ricerche, e dove è stata organizzata la demo di stampa e taglio in digitale con la macchina da stampa Rho 750 HS configurata per il cartone ondulato e il plotter Kongsberg XP Eskoartwork.

La versione HS della Rho 750 configurata per le cartotecniche e gli scatolifici ha una luce di 2,05 metri e stampa con tecnologia a getto d’inchiostro a 600 dpi fino a 8 colori UV, CMYK, Lm, Lc, il bianco e all’occorrenza anche la vernice. Si differenzia dal modello standard per la presenza di guide che hanno la funzione di pressare il cartone nella fase di stampa e di un piano aspirante sottovuoto potenziato. Inoltre, può essere dotata del sistema opzionale automatico di alimentazione fogli in continuo. Rispetto alla versione precedente RhoPack 600, questo modello monta le teste di stampa di ultima generazione “Quadro Array 30D” ugelli doppi rispetto alle precedenti, progettate e sviluppate internamente da Durst, che consentono di stampare con gocce di dimensione molto più piccole con una produttività massiam di 180 mq/ora.

«Il trasporto del gruppo delle teste di stampa è montato su dei motori lineari magnetici che garantiscono una precisione estrema nella lavorazione rispetto a sistemi a cinghie, soprattutto nelle frenate e nelle ripartenze. Queste nuove teste di stampa, proprio grazie alla loro configurazione più ristretta rispetto alle precedenti, oltre ai colori di quadricromia, offrono l’opportunità di stampare altri colori, definiti di processo come il verde l’arancio o il violetto e l’arancio» dice Andrea Riccardi.

Questa macchina è l’ideale per i produttori di imballaggi in cartone ondulato, display e Pop che abbiano la necessità di soddisfare piccole e medie tirature, in tempi brevissimi. Abbinato poi a un plotter come ad esempio il Kongberg EskoArtwork, presente nella sala demo di Lienz, consente di completare il workflow produttivo digitale, una soluzione alla quale anche le cartotecniche e scatolifici tradizionali dovranno sempre più aprirsi, per le campionature, per i piccoli lotti produttivi, ma soprattutto per fidelizzare maggiormente il cliente, perché oltre alle grandi tirature, che saranno appannaggio delle macchine tradizionali, vi saranno sempre più richieste di piccole produzioni, ideali invece per le macchine digitali.

«In Italia riscontriamo ancora una certa ritrosia di scatolifici e cartotecniche nel dotarsi di impianti di produzione digitali, credo sia però solo questione di tempo e a volte anche della mancanza di informazioni corrette. In Durst stiamo lavorando molto in questa direzione, con eventi, open house, workshop e siamo a completa disposizione per fornire tutte le informazioni possibili e tutto il nostro supporto a chi, anche per la prima volta, voglia affacciarsi alla stampa digitale, che come abbiamo potuto sentire dalle interessanti relazioni, sarà sempre più la tecnologia di stampa di riferimento, anche per il cartone ondulato», conclude Andrea Riccardi.

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