La sfida tra e-book e stampa

Scritto da il 13 settembre 2010 in e-print, Pre&Stampa, TECNICHE - Nessun commento

A seguito del nostro commento sulla presentazione di e-book presso l’Associazione Culturale Studi Grafici di Milano, riceviamo questa interessante lettera che pubblichiamo volentieri.

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Buongiorno Sig. Picasso,

ho letto con interesse la breve relazione, Carta campa?, riguardo all’E-book sulla Sua newsletter 10.05.

Ho seguito con molta attenzione la nascita di Kindle, dei vari cloni e di Ipad. In particolare l’uscita di Ipad ha scatenato, principalmente sui quotidiani e sui forum Internet, articoli su articoli che descrivono scenari futuri senza libri di carta. Tale convinzione è stata molto spesso sostenuta citando quanto già avvenuto nella musica con Itunes.

La musica su Itunes si acquista a singola canzone intorno all’euro, si utilizza subito senza bisogno di avere un tempo a disposizione per consumarla. Se noi, restando nel modo musicale, osserviamo la musica sinfonica vediamo che la stessa è del tutto assente dai sistemi di vendita in download. Il motivo è, a mio parere, banale: se desidero ascoltare il concerto triplo di Beethoven devo avere 40 minuti a disposizione, non posso ascoltarlo come sottofondo ad altre attività che svolgo. Pertanto il mio tempo disponibile per il consumo è una condizione essenziale di acquisto, ma dovendo dedicare un tempo al consumo di questo bene culturale lo acquisto in modo differente: desidero avere una qualità più elevata e una usabilità in differenti condizioni. †La differenza quindi è nel tipo di utilizzo che faccio delle due diverse musiche: la musica leggera non mi chiede di avere un tempo dedicato all’ascolto, quella sinfonica mi richiede un tempo da dedicare.

Passando al libro di narrativa o saggistica ancor di più emerge, per il consumatore, il bisogno di avere un tempo da dedicare alla lettura del libro acquistato.

Un libro di 400 pagine richiede alcuni giorni per la lettura. Di conseguenza anche la spinta all’acquisto è più lenta e quindi attenua di molto il vantaggio dell’acquisto in formato digitale.

Io penso che Internet abbia una capacità di sostituirsi alle vecchie tecnologie in funzione di quanto l’informazione che trasferisce è veloce e mutevole.

Mi spiego meglio: l’informazione del quotidiano, per i lettori frettolosi, è ormai già vecchia quando è stampata e quindi Internet può conquistare un ampio spazio. Ancor più vale per i settimanali di informazione politica, economica e sociale (Es: Panorama, L’Espresso). Però più l’informazione contenuta nel supporto carta (tipicamente il romanzo) è lenta e immodificabile più Internet sarà debole come alternativa (Pirandello su eBook?, solo se gratis!).

Un’ultima osservazione sull’editoria di ‘Reference': secondo molti sarà quella che più velocemente volerà sull’eBook. Ma anche qui sembra vi sia una lettura frettolosa di una parte di mercato. Una grande quantità di editoria specialistica (giuridica, fiscale, economica, medico scientifica, … è distribuita in tutto il mondo attraverso l’abbonamento a banche dati. Ma veramente possiamo pensare che questi editori si priveranno del loro enorme mercato di consumatori ‘digitali’ a vantaggio dell’Ebook? Possiamo immaginare che la staticità dell’Ebook possa essere sostitutiva di una banca dati?

Concludo con una speranza: che l’Ebook avvicini alla lettura i non lettori che sono molti, in Italia moltissimi: se questo accadesse il vantaggio culturale da riconoscere all’Ebook sarebbe enorme. Forse la mia è una speranza eccessiva?

Grazie per l’attenzione e cordiali saluti,

Antonio Bechini

GECA SpA – Industrie Grafiche – Cesano Boscone MI

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