E-book fa discutere

Scritto da il 11 ottobre 2010 in e-print, Pre&Stampa, TECNICHE - Nessun commento

Dopo l’articolo e un commento ricevuto da un lettore, receviamo e pubblichiamo volentieri quest’altro commento su e-book

Usando iPad da qualche mese, non riesco ad essere d’accordo con questa teoria. Credo che sia un’analisi vicina a chi si preoccupa di un mercato che potrebbe rischiare di perdere (mi pare sia uno stampatore); la durata del libro non è affatto un elemento che rende meno “interessante” le versioni digitali. Non ha senso nella musica (citata), non ha senso nei libri. Anche io ero convinto che la lettura di un libro su monitor fosse meno comoda di una versione cartacea. Se si legge un solo libro su iPad (e, su Kindle, a maggior ragione), ci si accorge che non è così. Ma bisogna farlo…

Il discorso della fruizione è diverso: il mezzo digitale cambia alcune logiche di comunicazione e di informazione, perché consente di fruire più facilmente contenuti molto brevi (per esempio quelli che sono presenti sui social network, oppure sul web), ma non vale l’argomento opposto, ovvero: se si ha tanto tempo (o se si deve fruire un contenuto lungo) è meglio usare un mezzo “analogico”.

Ripeto, bisogna provare, e la scelta poi avviene in funzione di tanti fattori (costo, peso, abitudine, cultura, feticismo), ma non credo proprio sia quello del tempo… La “difesa” della carta non può essere legata a questo, ma allo studio di alternative che davvero danno valore al supporto cartaceo e alla produzione stampata… che non sia l’odore della carta o teorie che si scioglierebbero al primo sole che sorge in questa nuova era dell’editoria.

Luca Pianigiani / www.jumper.it

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