Che packaging vogliono gli Europei?

Scritto da il 10 luglio 2012 in AMBIENTE, Label&Pack, TECNICHE - 2 Commenti

L’imballaggio può essere un «buon» imballaggio ? La sintesi di tutte le performance?
Secondo un sondaggio realizzato da OpinionWay per il salone EMBALLAGE (Comexposium – 19-22 novembre 2012) condotto su un campione di Europei nel maggio 2012 l’imballaggio è considerato un «paradosso risolto» che può riconciliare tutti i contrari : sexy e virtuoso, bello e utile, economico e piacevole.

L’imballaggio è stato messo sotto accusa quale spreco di materia prima e di prodotto se svuotato male. Ma oggi sembra che il consumatore abbia cambiato opinione e che ne riconosca i punti di forza essenziali: trasporto in tutta sicurezza, protezione prima del consumo, informazione trasparente, ma anche accattivante.
In poco tempo l’imballaggio è diventato virtuoso in quanto riciclabile al 100%: in grado di ridurre al massimo l’utilizzo di materie prime facendo prova di sforzi inauditi per fornire informazioni sempre più precise, per attirare e sedurre, per integrare i codici delle nuove modalità di consumo.

Produzione di vasetti di yogurt

La percezione cambia con la latitudine

E allora, come percepiscono i consumatori il packaging oggi? Sono sempre sotto l’influenza di un’idea costante di considerare un solo aspetto del prodotto e non due?
È questa la problematica affrontata dal sondaggio OpinionWay realizzato per il Salone Emballage  in 4 paesi europei (Francia, Spagna, Italia, Germania).
La Ricerca parte dal concetto, proprio di Emballage, di SMART PACK, dove Smart sta per ‘intelligente e polivalente’, capace cioè di mixare diverse dimensioni del packaging che un tempo erano vissute separatamente.
La ricerca è divisa in due parti: nella prima si testano le dimensioni singolarmente, nella seconda vengono testate in abbinamento.
I risultati mostrano l’emergere di tre culture del packaging, che riflettono atteggiamenti di più ampio respiro derivanti dalla stessa storia dell’Europa.

In sintesi, si possono identificare una cultura tedesca (forse nord-europea) basata sulla semplicità, l’essenzialità, il rigore, sull’autocontrollo nei consumi e sull’attenzione all’ambiente.
Una cultura franco-spagnola con forti connotazioni estetizzanti che tende a fondere packaging e design, e una cultura italiana che potremmo definire di mediazione più pragmatica, anche più eterogenea, nella quale è sicuramente presente la componente estetica, con un particolare accento sulla originalità (che potrebbe essere associata alla creatività), ma che contiene anche elementi ambientalistici collegati totalmente alla riciclabilità dei materiali.
Significativamente, queste linee di rottura della percezione del packaging corrono lungo la distinzione tra l’Europa cattolica e quella protestante, la prima più interessata al valore del prodotto, la seconda ai comportamenti sociali che esso dimostra.
Nello specifico abbiamo dunque:
Imballaggio glamour-sexy
Si nota un certo consenso generale  sui due primi item (estetica/essenzialità) comunque più alti per Francia e Spagna il primo e Germania e Italia il secondo.
Dove il consenso si rompe è nella originalità (il terzo elemento), nel quale l’Italia è al massimo, seguita dalla Spagna, più in basso dalla Francia, con la Germania solo al 12%.
La Germania dà invece grande importanza a “epurato“, ossia essenziale, senza niente che non serva, con un 38% a confronto con il 3% dell’Italia, il 7% della Spagna e l’8% della Francia.

Il packaging può essere sexy e virtuoso

Imballaggio virtuoso
C’è consenso europeo nell’ecologico, riciclabile e riutilizzabile.
Ma la Germania ha degli score altissimi sulla sobrietà, semplicità, economicità.
Per l’Italia ecologia e riciclabilità/riutilizzabilità sono la dimensione della virtù.
Gli score di Francia e Spagna − fatti salvi i primi tre item − sono assai modesti, dimostrando un interesse limitato.

Ambivalenza degli imballaggi
“Economico ed ecologico” sono sinonimi. Anche “economico e piacevole” e “bello e utile“ non sono problematici.
“Sexy e virtuoso” ha un consenso assai basso che sale soltanto nei giovani 18-24 anni senza raggiungere i livelli delle altre associazioni.
Ma su questo concetto l’Europa qui si spacca in due. Da un lato, Francia e Spagna con percentuali elevate di consenso, dall’altro Italia e Germania con una maggioranza molto più ristretta di consensi, soprattutto la Germania.
Bello e utile: consenso europeo globale, con percentuali elevate
Economico e piacevole: consenso elevato, ma la Germania conferma un approccio proprio.
Economico ed ecologico: sono considerati sinonimi, tenendo presente la particolare interpretazione di ecologico nei vari paesi europei.
Confezioni individuali – famiglia: consenso abbastanza elevato di Francia e Spagna al formato famiglia.
Diverso l’atteggiamento di Italia e Germania: la prima si spacca quasi a metà, con una forte incidenza delle confezioni individuali mentre la seconda capovolge il trend europeo e – unica − premia il formato individuale forse perché appare più parco, meno sprecone.

Per consultare il sondaggio e le diverse letture proposte e i risultati completi per paese si veda http://en.emballageweb.com/ News section.

2 Commenti on "Che packaging vogliono gli Europei?"

  1. packers and movers in goa 5 agosto 2012 alle 08:47 · Rispondi

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