La stampa digitale nel Packaging

Scritto da il 28 novembre 2012 in Label&Pack, TECNICHE - Nessun commento

Il consorzio PrintCity Alliance ha voluto dimostrare che la stampa digitale può essere fonte di nuove opportunità per dare un valore aggiunto emergente al settore del packaging.

In occasione del tradizionale evento che Océ Production Printing (oggi divisione di Canon-Océ) organizza dopo le edizioni di drupa, Océ insieme a Bobst, Eltosch, Esko, Kurz, manroland web systems, Merck, Metsä Board e Weilburger Graphics hanno dimostrato che la stampa digitale è un’opportunità e una tecnica emergente per il packaging a valore aggiunto (Value Added Packaging – VAP).
La stampa digitale industriale è ora disponibile per l’industria dell’imballaggio in aggiunta alle tradizionali tecnologie di stampa e molti esempi recenti di VAP provengono proprio da questa tecnologia; il digitale rappresenta quindi uno degli sviluppi più recenti per il VAP nel packaging creativo.

Visitatori nell’area VAPack a Poing

Nell’area espositiva organizzata dal consorzio PrintCity, denominato VAPack area, sono state mostrate 25 campionature complete composta da imballi in 5 design innovativi, ciascuno con 5 variazioni nelle tecniche e nei materiali usati, completati da un “come fare”, vale a dire una serie di spiegazioni che erano state messe a disposizione per i brand owner, i progettisti e gli stampatori.
È ormai un fatto assodato che i  vantaggi della stampa digitale non comprendono solo quelli ovvi quali il packaging personalizzato, le corte e medie tirature, la riduzione dei tempi di avviamento e dei tempi morti, ma anche l’impatto positivo che si può dare a tutta la catena del valore.
Questi benefici comprendono workflow che permettono una produzione più efficiente e hanno cambiato i modelli di business apportando ulteriori vantaggi come la flessibilità e la riduzione degli stock di magazzino.
Siccome le tecnologie VAP diventano digitali anche mediante una combinazione ‘intelligente’ con le tecniche classiche di finitura come  la verniciatura, i foil e la goffratura, sono ora possibili nuove applicazioni.

I padroni di casa

Un ruolo primario in questa dimostrazione è stato svolto da Océ che proprio qui a Poing ha iniziato a esplorare le possibilità di marketing per il packaging.
Già da tempo, almeno dalla precedente edizione drupa del 2008, Océ si eera affermata per le sue applicazioni digitali in alternativa alle convenzionali nella stampa di giornali e libri. Il packaging rappresenta il passo successivo, nella consapevolezza che in prospettiva la stampa degli imballaggi è un settore in crescita.
Al momento l’attenzione di Océ per la stampa del packaging si concentra solo su supporti quali carta e cartone (fino a 350 grammi) per la stampa a toner liquido con le macchine a bobina con larghezza nastro 71,12 cm InfiniStream (questa macchina ì stata presentata nell’Océ Customer Experience Center di Poing, vicino a Monaco, ma sarà disponibile solo dal 2014)
La InfiniStream è una macchina interessante in quanto è in realtà una offset digitale basata su una tecnologia LED a toner liquido * con particelle in sospensione in olio minerale, in quanto la stampa è indiretta, attraverso rulli gommati sui quali è trasferito il toner prima della stampa su carta, esattamente come avviene nella stampa offset. Il primo vantaggio del sistema è che come per la stampa offset tradizionale, e a differenza della stampa inkjet, si può stampare carta di qualsiasi tipo.

InfiniStream sarà in commercio dal 2014

La versione standard è a quattro colori di quadricromia, ma si prevede la versione a 4+3 colori e quella con un colore in volta. L’alimentazione a bobina da 28” (71,12 cm) con una velocità di stampa di 120 metri lineari al minuto, pari a 14.400 fogli/ora nel formato B2 (70,7×50 cm) o 7200 fogli/ora nel formato B1 (70,7×100 cm).
InfiniStream per garantire affidabilità di stampa è strutturata con un motore di stampa per ogni colore, in pratica come per i gruppi di stampa offset.

Come funziona: la barra LED carica il tamburo fotoconduttore e il toner viene quindi attratto verso il tamburo e trasferito su un cilindro gommato con carica opposta.
La bobina di carta passa tra il cilindro gommato, che trasferisce la stampa con la massima precisione, e un controcilindro di pressione. L’olio rimanente viene recuperato tramite una lama e riutilizzato per le stampe successive. Lo stampato viene quindi asciugato tramite getti di aria calda e la carta asciutta prosegue verso i dispositivi di finitura.
Al momento tutte le operazioni di nobilitazione − stampa a caldo, goffratura, laminazione oltre alla fustellatura o taglio − sono effettuate fuori linea.

Alcuni esempi

Un esempio tra quelli esposti, era l’omaggio che è stato preparato per il Torneo di Canon Open Golf in Asia svolto nell’ottobre 2012. Progettato da Alexander Dort di CMD, il packaging con numeri di serie individuali  limitati per questi omaggi comprendono queste combinazioni di tecniche e materiali: supporto GD2 senza alcun primer, stampato con la tecnologia Océ InfiniStream con serializzazione, verniciato con vernici a base acqua di Weilburger Graphics, con aggiunta di Hot-Foil KURZ e goffrato  (3D-Relief Blind Embossing) con attrezzature Hinderer & Mühlich, su macchine Bobst.

Maggiori informazioni sull’iniziativa Value Added Packaging si possono trovare su: http://www.printcity.de/index.php?site_id=602

 

* I produttori di macchine per la stampa digitale usano questo termine per indicare un toner che in realtà è polvere, ma le cui particelle sono talmente micrometriche da apparire, nella massa, come un corpo liquido

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