Etichette: te lo do io il colore

Scritto da il 7 gennaio 2013 in Label&Pack, TECNICHE - 1 Commento

La gestione del flusso cromatico di produzione secondo parametri di efficienza e qualità, partendo dalla richiesta di un Print Buyer. Tavola rotonda degli esperti TAGA Italia in collaborazione con Colorgraf, Edigit, Esko, Flint, I & C, Sun Chemical Group.

Carlo Carnelli, presidente TAGA Italia, introduce i temi della tavola rotonda

Carlo Carnelli, presidente TAGA Italia, introduce i temi della tavola rotonda

Dopo la relazione sui rischi e benefici della stampa UV cui rimandiamo, Carlo Carnelli, ColorConsulting e presidente di Taga Italia ha condotto questa Tavola Rotonda per illustrare i risultati della nuova Task Force internazionale, guidata dall’Italia, nata per l’armonizzazione degli standard grafici e la creazione della Roadmap per gli sviluppi futuri.
Hanno partecipato al dibattito Alberto Quaglia, Gipea in rappresentanza degli stampatori di etichette, Stefano Camuccio, Edigit, quale esperto dell’ufficio tecnico, Paolo Caiani di SunChemical in rappresentanza anche di Colorgraf e Flint, per i produttori di inchiostri, Daniele Dallavalle, ESKO, per la prestampa e Federico Paulli, I&C per il controllo di qualità.

Una nuova struttura normativa

In apertura Carnelli ha illustrato i lavori del meeting di Chicago sulla ISO TC130 in cui le etichette italiane hanno preso parte alla presentazione dello Strategic Meeting come esempio di multi-processo e in cui sono state accettate le proposte italiane; il lavoro sarà quindi guidato dalla delegazione italiana e avrà un impatto fondamentale sullo sviluppo degli standard ISO del prossimo futuro, quando saranno da inserire le esigenze del mondo del packaging e della stampa multi-processo.

II problema degli standard nella stampa multiprocesso

II problema degli standard nella stampa multiprocesso

L’obiettivo dei lavori è di creare una struttura normativa che permetta allo stampatore di soddisfare facilmente le aspettative e le esigenze dei Print Buyer individuando i confini e le interfacce tra i processi nella creazione di prodotti di stampa. In pratica si tratta di creare nuovi standard separati per il processo – che riguarda quindi gli stampatori – e il prodotto, di competenza quindi dei print buyer.

Le richieste del committente

Quali sono le richieste del committente? Possiamo riassumerle nell’invio del materiale allo stampatore: PDF/X-4 dell’etichetta, CXF del colore del logo, capitolato di fornitura tecnica., il quale a sua volta si riferirà a una stampa della quadricromia offset, che dovrà essere realizzata in conformità alla norma ISO12647-2 e/o della quadricromia flexo, che dovrà essere realizzata in conformità alla norma ISO12647-6:2012.
Inoltre, i colori Pantone dovranno essere realizzati seguendo come riferimento il Reference Standard di Pantone Live per Label Printing: dovranno avere una curva TVI di riferimento di Tipo A secondo la 12647-2, dovranno essere stampati con una tolleranza di ΔE 2.5 dal riferimento e ΔE00 1.5 di variazione in tiratura. In più, i colori brand dovranno essere realizzati seguendo come riferimento il CXF fornito, dovranno avere una curva TVI di riferimento di tipo A secondo la ISO 12647-2, dovranno essere stampati con una tolleranza di ΔE00 1.5 dal riferimento e ΔE00 1.5 di variazione in tiratura.
Come si può arguire, le cose non sono così semplici per gli stampatori, tanto più che il capitolato non si ferma qui, ma richiede anche che siano rispettate le condizioni di controllo visivo, in cui la valutazione dovrà essere realizzata in accordo con la norma ISO 3664 per le condizioni di misura e le misure dovranno essere effettuate in conformità alla ISO 13655: 2009 M0 – D50 – 2°; in più, per le condizioni di campionamento colore si suggerisce un controllo del 100% dei pieni e delle TVI pur accettando anche un controllo statistico, mentre per le condizioni di campionamento delle difettosità è suggerito un controllo del 100% ma viene anche accettato un controllo statistico, così via.
Per meglio comprendere queste esigenze il moderatore elenca le norme di riferimento le quali in pratica chiedono di scambiarsi i file in formato PDF-X4 (che non tutti conoscono). Il PDF-X4 permette le trasparenze e i livelli e tutti gli spazi colore (output intent o ICC).
Il profilo ICC contiene una caratterizzazione, vale a dire i valori di riferimento, le misure spettrofotometriche / Lab, le curve di TVI, le regole di separazione (cmyk o multicolor).

Un caso pratico

Venendo a un caso pratico, si esamina come procede il lavoro di preparazione di un file per una ‘normale’ etichetta che contenga immagini (ricevute in RGB con profilo ICC allegato), colori Pantone, un colore brand specifico per i quali le norme chiederanno di scambiarsi le informazioni sugli spot color secondo la ISO 17972-4 (norma in fase di preparazione) con file in formato CxF-X (il CxF-X è un file xml contenente la curva spettrale del colore e non solo i valori Lab), la definizione delle tinte ( % punto) e la definizione dell’opacità.
Si richiede quindi la coerenza alle norme le quali richiedono, per la offset, di copiare un valore Lab dei primari, di copiare delle TVI, di rispettare delle tolleranze per i CMYK; e, per la flexo, di copiare un angolo di tinta (in assenza di una caratterizzazione), di copiare una caratterizzazione e di “gestire” i colori spot.
Non implicite nelle norme, ma richieste dal Print Buyer, sono il JDF (Job Definition Format) – il formato universale per la definizione delle caratteristiche del lavoro in grado di passare le informazioni necessarie lungo tutte le fasi del ciclo produttivo, a partire dal MIS o ERP, e che serve ad agevolare la gestione del flusso di lavoro – il Pantone Live – il Master Color Standard non sempre facilmente riproducibile a causa del supporto e del processo di stampa –, la misurazione spettrale, il net Profiler (coerenza delle misurazioni) e l’ispezione basata sull’immagine.

La scheda lavoro JDF presentata dai tecnici di Edigit

La scheda lavoro JDF presentata dai tecnici di Edigit

La parola passa dunque ai relatori che rappresentano le varie operazioni del processo.
Lo stampatore evidenzia subito il problema della gestione di JDF, PDF, CxF e Pantone Live, chiedendo quindi l’intervento della prestampa, la quale deve gestire tutte le informazioni ricevute per il lavoro, gestire correttamente le immagini e i profili ICC allegati secondo le norme descritte, gestire i colori pantone secondo Pantone Live prendendosi cura della curva TVI indicata, gestire i colori Brand secondo il CxF fornito prendendosi cura della curva TVI indicata, e fornire infine una prova di stampa a norma.
Interviene a questo punto l’ufficio tecnico, rappresentato qui da Edigit, che deve preparare la scheda prodotto con l’inserimento di tutte le informazioni che servono (compresi i file) in uno stesso punto. Queste informazioni si riferiscono a. frontale adesivo e supporto; inchiostri, pantoni e vernici; file di traccia della fustella e del prodotto finito; quantità e imballi; collegamento con anagrafiche del cliente; fustelle (nuove o da archivio); dati su tirature e tolleranze; diametri bobina interna ed esterna; numero massimo e tipologia congiunzioni per ribobinatura; sensi di uscita.

Illustrazione del CXF

Illustrazione del CXF

Si passa quindi all’esportazione dei file XML/JDF al workflow e alla creazione automatica del job via xml/jdf da gestionale o da portale web con generazione della commessa completa di tutti i dati del lavoro e avvio automatico del workflow e quindi al controllo del file tramite un preflight e dall’interfaccia del flusso per verificare le possibili incongruenze tra la richiesta del committente, e le caratteristiche del file al color management tramite importazione del file CXF all’interno di Color Engine per renderlo disponibile nel flusso di lavoro e all’interno dei software di lavorazione.
Sincronizzazione delle librerie Pantone Live in base alla tipologia di stampa e specifiche del supporto. Si passa quindi alla ottimizzazione delle separazioni, alla normalizzazione e alla sostituzione dei colori Pantone selezionando il colore con miglior corrispondenza dalla libreria dettagliata Pantone Live con riferimenti di tipo di stampa, materiale, prodotto.
Alla fine, dopo i controlli finali e il RIP si va alla prova colore e alla realizzazione delle lastre.
Il lavoro – e la parola – passa nuovamente allo stampatore che ora è pronto con le forme da stampa, ma ci mancano gli inchiostri per iniziare a stampare.

Illustrazione del Pantone Live

Illustrazione del Pantone Live

Cosa chiedono gli stampatori ai fornitori di inchiostri? Compatibilità degli inchiostri forniti con le norme di riferimento; formulazione o fornitura di inchiostri Pantone come da Reference Standard di Pantone Live per Label printing, formulazione o fornitura di inchiostro come da specifiche CxF e nel caso delle etichette.
Una volta che il fornitore di inchiostri ha fornito il materiale e le relative istruzioni, prima di procedere alla stampa si dovrà misurare un colore avendo come riferimento:un Cxf, un Pantone Live, una norma ISO con strumenti di misura compatibili con CxF e Pantone Live.
Se ad esempio i riferimenti CxF e Pantone Live sono misurati con lo strumento del cliente deve comperare lo stesso strumento o come può leggerlo nello stesso modo con il proprio strumento? Come risolvere il problema?
La parola passa quindi a Federico Paulli (I&C) che descrive gli strumenti di misura, che devono essere spettrofotometri che rispondono alla ISO 13655:2009, alle condizioni di illuminazione e di misura nella condizione M1 così che gli eventuali sbiancanti ottici presenti nei supporti (prove, campioni, stampe,…) vengano rilevati in modo coerente con la percezione visiva.
Gli strumenti devono essere XRGA compatibili, avere i riferimenti Pantone Digitali, essere letti con strumento XRGA ed essere possibilmente sotto Net Profiler. Per la misurazione in linea durante la stampa si applicano gli stessi prerequisiti degli strumenti manuali.
Federico Paulli illustra quindi i diversi tipi di ispezione in linea valutandone vantaggi e limiti.

Conclusioni

I benefici di un processo standardizzato per uno stampatore di etichette autoadesive sono la riduzione degli scarti di avviamento, la riduzione dei tempi di preparazione, la riduzione delle non conformità. Le informazioni risultano complete in tutto il processo con un aumento della qualità di stampa e una globale riduzione dei costi.
Le illustrazioni utilizzate nel corso della tavola rotonda sono a disposizione degli associati Gipea, alla cui segreteria presso Assografici, possono essere richieste.
L’altra relazione su questo convegno è disponibile nel relativo articolo.
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1 Commento on "Etichette: te lo do io il colore"

  1. groupage 16 maggio 2013 alle 03:11 · Rispondi

    Grazie per il vostro articolo, mi sembra molto utile, proverò senz’altro a sperimentare quanto avete indicato… c’è solo una cosa di cui vorrei parlare più approfonditamente, ho scritto una mail al vostro indirizzo al riguardo.

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