Innovazioni nella stampa inkjet

Scritto da il 5 giugno 2013 in FORMAZIONE, TECNICHE - Nessun commento

È in corso a Barcellona la conferenza internazionale sulla stampa inkjet promossa da IMI (Information Management Institute). Dal nostro corrispondente Sabine Slughter, Global Print Monitor, abbiamo retwittato @MetaPrintArt  alcuni flash ricevuti in diretta in inglese e di cui diamo qui un sunto in italiano.

Apre i lavori il Dr Steve Hoath, University of Cambridge, che parla dei fluidi a getto d’inchiostro e dei sistemi di getto. Gli studi dimostrano come le gocce rallentano in uscita in funzione della temperatura da cui dipende la viscosità dell’inchiostro, che quindi cambia nel trasferimento dal serbatorio all’ugello della testina. I parametri importanti dell’inchiostro sono: viscosità, tensione superficiale, densità, velocità, contenuto polimerico, contenuto solido.
Il Dr Steve Hoath descrive la linee guida del getto dei fluidi Newtoniani, riferendosi alla velocità delle gocce ‘drop-on-demand’ (DoD), le cui velocità variano linearmente con il voltaggio della corrente.
Regole cui prestare attenzine nel getto polimerico sono: tensioni all’interno dell’ugello DoD, che possono rompere la catena del polimero. Nel getto di materiale colloidale e di particelle la produzione di “gocce satellite” (che tendono a sporcare la stampa), che aumenta con la velocità del getto.
Gocce olografiche+DoD trovano applicazione nel determinare dimensioni simultanee multi-drop.
Si stanno compiendo progressi oltre i semplici fluidi con nuovi metodi di getto per fluidi complessi e si sono realizzati semplici modelli da cui poter comprendere e regolare i risultati del getto.

Il Dr Alan Hudd, Inkjet Partnership parla quindi della tecnologia di dispersione per inchiostri a pigmento, che è  importante perché permetterà di aprire nuovi mercati. La tendenza di questi ultimi anni è stata quella di usare con successo pigmenti più grandi e più densi, ha detto Alan Hudd.
Pigmenti organici e inchiostri sono e molto usati nella stampa desktop e nelle applicazioni del grande formato. I pigmenti inorganici soprattutto nella ceramica, dove si utilizzano lantanidi (ossidi di lantanio, che è un metallo molto leggero e tenero) e altri ossidi metallici.
Materiali a dispersione: una appropriata selezione di dispersanti chimici può influenzare notevolmente le proprietà dei pigmenti e si utilizzano per ridurre la viscosità e permettere di caricare pigmenti a più alto tenore di macinazione. Applicazioni chiave per queste dispersioni cono la ceramica, il tessile, decorazione di pavimenti, carta da parati, vetro. Ma si affacciano anche nuove applicazioni nel packaging, stampa electronica, pannelli solari e per la colorazione delle lenti, oltre ad applicazioni speciali medicali.
Alan Hudd stima inoltre che il progresso scientifico porterà entro il decennio a una stampa 3D pienamente funzionale.

Dopo la pausa di metà mattinata, il Dr Tim Phillips ha iniziato a parlare dei test per le testine di stampa inkjet industiali. Queste richiedono inchiostri molto complessi che utilizzano sali conduttivi.
Le testine DoD hanno bisogno di precisione assoluta. Gli ugelli per le testine piezo richiedono complessità, precisione, functionalità un elevato grado di produrre un’interazione tra gli inchiostri.
La strategia per testare gli inchisotri richiede attenzione nella compatibilità tra testine, supporto, processo di stampa, composizione dell’inchiostro.

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