Il colore: alla ricerca della qualità e della ripetibilità con Système Chromatique

Scritto da il 1 luglio 2013 in Pre&Stampa, TECNICHE - 1 Commento

Che accade se una riproduzione stampata, sia pure certificata, non piace al cliente? È troppo piatta, troppo calda, troppo fredda, “sporca” e via dicendo?

Quante volte il cliente nel vedere il lavoro stampato dice: “Sì, è come lo avevamo previsto, ma…”. Un’altra domanda legittima, ma scomoda è: “Qual è lo scopo di uno stampato di alta qualità?”
L’obiettivo del sistema che descriviamo in questo articolo e immaginiamo, di chi stampa, è raggiungere la qualitità dove il cliente sia d’accordo e dica: “È bello, mi piace, lo compro (e lo pago)”.
Ma allora a cosa servono le certificazioni di processo? Vediamo di analizzare il problema con l’aiuto di un grande esperto che ha dedicato la vita nello studio del colore colore, il professor Pietro Chasseur del San Zeno di Verona.

Il professor Chaasseur mentre spiega il Système Chromatique

Il professor Chasseur mentre ci  spiega il funzionamento del Système Chromatique

Questione di percezione

Le certificazioni di processo attualmente in uso, valutano la qualità con un approccio tecnico, per cui se la carta e l’inchiostro hanno la colorimetria e le curve tonali TVI entro determinati valori, dicono che “la qualità è garantita”. Questo può sembrare corretto, ma il problema sorge se poi il risultato non piace, se non è quello che il cliente si aspettava. Alzi la mano lo stampatore a cui non sia mai capitato.
Un esempio: il cliente preferisce tonalità calde o fredde? Secondo studi analitici, ad esempio, i popoli nordici, diciamo a nord delle Alpi, preferiscono toni freddi. A sud li preferiscono caldi. E negli Stati Uniti? E in Giappone. Qui non c’è delta E che tenga. Conta la percezione visiva.
Quindi, mentre il sistema internazionale delle certificazioni controlla i delta E, il cliente si basa sulla percezione tipicamente soggettiva.

Gli attuali sistemi per la elaborazione delle immagini per la stampa sono prevalentemente orientati alla riduzione dell’inchiostro. Applicano questa strategia al controllo del canale del nero per poter risparmiare inchiostro. La conseguenza è una stampa con immagini piatte.
Non sarebbe invece possibile dare alle immagini profondità e tridimensionalità? In altre parole plasticità, corposità?
Il professor Pietro Chasseur, noto scienziato del colore, ha spiegato nel dettaglio come gestire il colore secondo una nuova tecnologia orientatata alla sostenibilità intesa come economia di processo, ma con attenzione al reddito. Solo perseguendo questo obiettivo si può ottenete una “economia di prezzo” necessaria per rispondere alle attuali richieste del mercato.
Una scelta che Chasseur definisce “etica e sostenibile”. Vediamo come.

La basi del sistema

Questo trittito mostra l'influenza del sistema sulle immagini in funzione del cliente

Questo trittico mostra come Système Chromatique agisce sulla struttura dei canali CMYK , in confronta ad altri stadard L*a*b*  o FOGRA 39 al fine di fornire la migliore qualità apparente (visiva) in tutti i processi di stampa tradizionali o digitali

Alla base dello studio e dei risultati di questa ricerca – che ha portato a sviluppare il Systéme Chromatique® – c’è il concetto di un processo di comunicazione sostenibile mediante un sistema high-end di Color Management per la prestampa e la stampa digitale o convenzionale, che ne migliora la qualità semplificando la gestione del colore, classifica la resa qualitativa e valuta la resa delle materie prime utilizzate abbattendo i consumi e i costi di produzione.
In pre-stampa, prima dell’imposition, Système Chromatique elabora e converte le immagini con un unico profilo universale valido per qualsiasi processo di stampa (offset, flexo, digitale, ecc). Successivamente, in stampa, interpreta i dati misurati indicando le correzioni da eseguire a garanzia della ripetibilità. Inoltre, fa proprie le esperienze del passato per rendere più economica, ripetibile, facile, rapida e qualitativa la gestione industriale del colore.
A sentire queste definizioni si può restare perplessi: sembra una soluzione talmente innovativa da far apparire inverosimile la semplicità della sua applicazione.
Ma Chasseur ci spiega che nell’industria grafica l’attuale modo di lavorare, quando va bene, è rimasto radicato sul metodo classico il quale, giustamente, si fonda sulla tecnica. Fissa come riferimenti le materie prime, quali la carta, l’inchiostro, le curve di stampa e le caratterizzazioni da cui si derivano i profili ICC.
Ma quali sono i parametri fondamentali della tecnica? La densità e il dot gain, che tutti seguono da oltre 40 anni; il CtP e le curve di compensazione che sono in uso da oltre 15 anni. Inoltre, nell’ultima decina d’anni, tutti seguono la norma ISO 12647 basata sulla colorimetria CIELab.
Seguendo questi principi la qualità è garantita dalle misurazioni, nel senso che se le misure rientrano nei parametri fissati, e il prodotto sarà di qualità garantita.
Eppure a chi non è capitato che un prodotto tecnicamente conforme non sia stato accettato dal cliente? E perché?
Questo accade perché spesso il cliente non è un tecnico e quindi non usa metodi tecnici per la valutazione della qualità. Il cliente esprime il giudizio qualitativo basandosi su un un criterio di valutazione della qualità così come gli appare visivamente. Si basa sulla percezione o sensazione, anche se, tuttavia, alquanto soggettiva.
Per questa ragione e per conciliare percezione e tecnica, Système Chromatique ha quindi un suo metodo di valutazione della qualità, conforme con il metodo di giudizio soggettivo del cliente. E ciò che è interessante, è che il metodo non è assoluto, bensì basato appunto sulle preferenze statistiche, di gruppi di persone (i clienti), in genere in funzione dell’area geografica o del settore merceologico cui appartengono. È del resto noto e accettato che chi lavora nel campo della moda abbia un concetto del colore diverso da chi opera nel campo dell’arredamento o delle riviste o libri sulla natura.

Questa videata mostra le applicazioni del Sitème Chromatique

Home page del sito web di Sistème Chromatique

Per ovviare queste differenze soggettive Système Chromatique si basa sulla visione “Tristimolo” dell’Osservatore Standard CIE 1964, che separa la componente immagine (L*) dalla componente colore, chroma (a,b).
La componente immagine incorpora i parametri qualitativi fondamentali della riproduzione della realtà: disegno/leggibilità; dettaglio/definizione; gradazione; contrasto; profondità e volume.
Il canale del nero delle separazioni cromatiche fatte da Système Chromatique incorpora i suddetti parametri di definizione qualitativa delle immagini e fissa come riferimento qualitativo lo spazio colore fotografico Photogamut RGB, che la norma ISO 12640-3 indica come riferimento qualitativo e che rappresenta la migliore resa qualitativa di riproduzione del colore ottenibile con un processo di stampa. La stampa offset ha sempre cercato di imitare questo spazio colore, senza però ancora riuscirci pienamente.

Qualità accessibile a tutti

Système Chromatique è stato lanciato in anteprima mondiale online ai primi di giugno 2013 (www.systemechromatique.com).
Fotografi, creativi, studi grafici, aziende di pre-stampa e stampa, possono quindi registrarsi online e tramite un servizio automatico che ricorda WeTransfer®; possono ottimizzare le proprie immagini o lavori, indipendentemente dai dispositivi, supporti di stampa, inchiostri e processi di stampa successivamente utilizzati.  Al termine dell’elaborazione, il sistema invierà un link all’e-mail usata durante la registrazione, permettendo di scaricare le immagini ottimizzate con una resa qualitativa superiore ai profili finora applicati, con un elevato dettaglio e definizione, brillanza di contrasto cromatico e un maggior volume e tridimensionalità.
Système Chromatique si integra facilmente nei pre-esistenti flussi di pre-stampa (preflight, imposizione, ripping, CtP). Semplifica i flussi di lavoro, eliminando gli errori e permette un risparmio di carta fino al 50%, di inchiostro fino al 30% e di avviamenti fino al 50%. Inoltre, garantisce una ripetibilità di immagini e tinte con qualsiasi tipo di carta, inchiostro, forma di stampa, flusso di lavoro e tecnologia di stampa e, ovviamente, di file nativo.
Insomma, una vera e propria révolution che molti creativi e alcune note aziende di stampa in Europa stanno già utilizzando nelle loro realtà, semplificando loro la vita, migliorando il lavoro e i risultati, e di conseguenza aumentando i loro profitti.
Per maggiori informazioni visitare www.systemechromatique.co.uk ; per saperne di più scrivere al team ad hello@syschro.co.uk.

 

1 Commento on "Il colore: alla ricerca della qualità e della ripetibilità con Système Chromatique"

  1. Printable Discount Vouchers 9 luglio 2013 alle 09:27 · Rispondi

    Hmm is anyone else experiencing problems with the images on
    this blog loading? I’m trying to determine if its a problem on my end or if it’s the
    blog. Any feedback would be greatly appreciated.

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