Sostenibilità e riciclo nel settore delle etichette autoadesive

Scritto da il 9 aprile 2013 in AMBIENTE, Label&Pack - Nessun commento

Negli ultimi anni vi sono stati progressi notevoli nello sviluppo di un programma di attività ecologiche nel settore delle etichette autodesive; progressi  che stanno dando risultati pratici e quantificabili, a dimostrazione che il nostro settore è veramente passato dalle parole alla realizzazione di un vero e proprio percorso verso la sostenibilità.

di Jules Lejeune *

Con entusiasmo FINAT si è assunta la responsabilità chiave di fornire ai suoi membri una fonte di informazioni su tutti gli aspetti delle prestazioni ambientali.  Alla guida sono attualmente dei sottocomitati specializzati la cui attenzione è incentrata sulla sostenibilità e sul riciclo, sugli aspetti tecnici, sui metodi di verifica e sulle tendenze del settore. Fanno da supporto a queste attività pubblicazioni tecniche all’avanguardia e metodologie di test, ed eventi in tutta Europa. FINAT è attivamente impegnata nell’ambito della sostenibilità, con progetti che comprendono: il riciclo dei release liner per etichette, in carta o in film; la conversione in energia dei rifiuti derivanti dalla matrice dell’etichetta; la soluzione dei problemi legati alla contaminazione dei contenitori in PET termoformato con le etichette autoadesive e la definizione di parametri per una tecnologia adesiva rispettosa dell’ambiente.
Ormai in tutto il mondo il nostro settore dedica attenzione ai temi della sostenibilità e del riciclo. L9, l’associazione mondiale dell’industria delle etichette, si è unanimemente impegnata a ridurre l’impronta di carbonio in ogni elemento della filiera delle etichette autoadesive: dalle materie prime all’applicazione da parte degli utenti finali, passando per il riciclo dei liner usati. L’associazione collabora attivamente con i proprietari dei marchi, con i principali gruppi di rivenditori e con gli operatori del settore pubblico per arrivare alla sostenibilità ambientale per l’etichettatura autoadesiva. Questo è un ottimo esempio di come, a livello regionale e locale, è possibile perseguire e centrare degli obiettivi globali. Recycled paper products 120815

Opportunità di crescita

Gli impieghi potenziali degli scarti di matrice e dei release liner (dal riciclo a ciclo chiuso fino, ad esempio, ai pellet per combustione, ai carburanti e ai termovalorizzatori) vengono identificati e analizzati, per poi essere raccomandati alle aziende aderenti a tutte le associazioni di settore.
Naturalmente, come in tutte le industrie responsabili, la strada del successo parte dall’attuazione di pratiche di produzione snelle e dalla riduzione delle emissioni CO2. Le aziende che aderiscono a FINAT (tra cui i trasformatori di etichette, i fornitori di materie prime, i produttori di macchine da stampa e di supporto e per l’applicazione automatica delle etichette e chi si occupa di laminazione autoadesiva) sono già degli esperti in merito. A tutti i livelli della filiera è stata già ottenuta la riduzione dei tempi di allestimento e dei materiali di scarto. Inoltre, i progressi tecnologici hanno apportato notevoli risparmi energetici in aree quali l’essiccazione, sia del materiale per le etichette durante la produzione sia degli inchiostri in macchina da stampa. Lo sviluppo della tecnologia digitale ha poi snellito le attività di prestampa e di stampa digitale delle etichette. Entrambi questi aspetti creano una piattaforma molto flessibile per la realizzazione delle etichette che consente perfino la stampa simultanea di diverse etichette a basse tirature sullo stesso supporto, per la massima efficienza nell’uso di materiali, tempo ed energia. In alcuni paesi europei, soprattutto in Germania, è offerta assistenza finanziaria a chi realizza sviluppi tecnologici volti alla sostenibilità. Inoltre, anche i laminatori di supporti per etichette forniscono un servizio di raccolta per i prodotti di scarto dei loro clienti.
In occasione del recente convegno FINAT si è tenuta una tavola rotonda a cui hanno partecipato trasformatori di etichette provenienti da entrambe le sponde dell’Atlantico, i quali hanno confermato (dandone anche prova) il loro impegno nell’afferrare qualsiasi opportunità per ridurre sprechi, tempo e costi, a vantaggio tanto dell’ambiente quanto del loro business. È al momento della trasformazione che le etichette prendono effettivamente forma, per poi passare ai produttori dei marchi e a chi confeziona il prodotto. Il release liner contribuisce garantendo un’applicazione precisa, rapida ed efficiente dell’etichetta, mentre gli scarti di matrice rimangono presso i trasformatori, i quali necessitano di una soluzione che non preveda lo smaltimento in discarica.

Diciamo “no” alle discariche

Liner roll in labelling 120815 Fornire assistenza ai trasformatori di tutta Europa nel fare un uso sostenibile dei loro scarti di matrici è una delle principali sfide per FINAT. La termovalorizzazione è un’opzione, e gli scarti delle matrici delle etichette possono essere riciclati per la trasformazione in WPC.  Comunque, attualmente per FINAT la priorità è il suo ruolo di catalizzatore nella creazione di una “catena di custodia” per i release liner usati che coinvolge l’utente finale.
Le aziende che scelgono di avvantaggiarsene, possono ottenere rimborsi finanziari da chi si occupa di riciclo industriale dei release liner in film, sia PET che PP. Ma i release liner in carta siliconata richiedono dei trattamenti più specifici. Per quanto riguarda ciò è la Germania a fare da apripista. L’associazione del settore delle etichette tedesca, VskE, ha promosso attivamente i servizi dell’azienda austriaca specializzata in riciclaggio Lenzing, in collaborazione con i facilitatori indipendenti Cycle4green (C4G). Insieme, stanno chiudendo il cerchio tra trasformatori, utenti finali e chi si occupa di riciclo. Sono stati organizzati dei turni di raccolta regolari per i release liner usati presso le linee di imballaggio degli utenti finali identificati dai trasformatori e disposti a partecipare al programma. C4G gestisce la logistica (raccolta e consegna del materiale riciclabile) e mantiene contatti quotidiani con i trasformatori e i clienti (proprietari dei marchi).
Inoltre, i principali produttori di carta di release hanno sviluppato due importanti iniziative per la raccolta degli scarti in Europa centrale. UPM offre un sistema a ciclo chiuso per il riciclo dei release liner nella sua produzione di carta (si legga in proposito nelle Brevi della Settimana).
Di recente Ahlstrom ha annunciato che raccoglierà il liner in carta glassine (carta supercalandrata ottenuta con processo Kraft) e lo riciclerà per la produzione delle sue carte speciali nell’impianto di Osnabrück, Germania. I partner per la logistica di Ahlstrom raccoglieranno gratuitamente il materiale presso i proprietari dei marchi o gli stampatori, se raggiungono una quantità minima per la raccolta. Il programma sarà attuato in Germania, Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi.
In Svizzera si sta avviando un sistema parallelo: tre importanti stampatori di etichette hanno creato una “mappa” dei loro clienti nelle zone industriali del paese per la raccolta dei release liner usati. Se ne occuperà il partner di logistica e supporto C4G e il riciclo avverrà presso Lenzing. Il programma verrà poi ampliato fino a coinvolgere gli stampatori più piccoli e i loro clienti, come in Germania.
Queste sembrano essere la strade migliori per il recupero dei preziosi release liner usati finalizzati a una nuova produzione di carta: un vero modello a ciclo chiuso. Tuttavia, si tratta di sistemi che devono affrontare una difficile sfida, quella del passaggio dallo status di opportunità a quello percorso ampiamente utilizzato, arrivando così a volumi di impiego di release liner commercialmente utili per mantenere attivi e redditizi i sistemi delle cartiere e ridurre gli smaltimenti in discarica. Per avere un’idea della sfida da affrontare, basti pensare che fino ad ora il settore delle etichette ha contribuito con meno del 10% del materiale di scarto annuale in arrivo presso la cartiera di Lenzing.

La strada per il successo

È pertanto su questo aspetto che il settore delle etichette autoadesive ha bisogno di aiuto da parte dei proprietari dei marchi e delle aziende di imballaggio che usano i suoi prodotti. Raggiungere le persone giuste per organizzare la raccolta è un’operazione difficile. Innanzitutto, il trasformatore o i suoi rappresentanti devono ottenere l’approvazione dei responsabili per la sostenibilità presso l’azienda utente finale (spesso una persona a livello di consiglio di amministrazione, lontana dalla sede delle linee di imballaggio a cui il convertitore offre servizio). Una volta ottenuto ciò, occorre convincere i responsabili acquisti e imballaggi che si possono ottenere miglioramenti in termini di sostenibilità e costi avvalendosi della raccolta di scarti di produzione di etichette (un processo che riguarda quantità ben più piccole rispetto, ad esempio, al cartone o alle pellicole di plastica). Infine, bisogna prendere contatto con il responsabile di stabilimento, che in definitiva è la persona con cui si organizza la preparazione dei release liner usati e si stabiliscono i tempi per la raccolta. Questo ciclo può richiedere settimane e mesi.

Tutti possono contribuire

Nella sola UE, le aziende clienti dei trasformatori di etichette autoadesive sono circa 8.000. Tutte possono contribuire al miglioramento della sostenibilità della propria organizzazione e dell’intero settore delle etichette autoadesive. In questo processo, la raccolta e il riciclo dei release liner può dare un nuovo impulso vitale ai preziosi prodotti basati su carta.
Da parte dei circa 3.000 trasformatori di etichette autoadesive europei, lancio un appello ai proprietari dei marchi (specialmente quelli che operano in segmenti caratterizzati da volumi elevati, come alimentari, bevande e prodotti per la cura personale): chiedo loro di facilitare il percorso verso la raccolta dei release liner usati. FINAT è a disposizione delle aziende per aiutarle a identificare le soluzioni che meglio rispondono alle loro esigenze specifiche senza creare difficoltà o complessità. Di fronte al continuo aumento del costo delle materie prime e la progressiva riduzione delle risorse naturali, questa è una reale opportunità per contribuire alla sostenibilità di un’ottima tecnologia di decorazione per prodotti.

* Jules Lejeune è amministratore delegato dell’associazione del settore delle etichette autoadesive FINAT, illustra i risultati ottenuti finora, e lancia un appello per le sfide ancora da affrontare.

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