Intervista a Guido Corbella

Scritto da il 19 maggio 2009 in Interviste, MERCATI & AZIENDE, Varie - Nessun commento

Tre domande a Guido Corbella, AD Centrexpo, al termine di Grafitalia 2009

Al di là dei numeri, il mondo delle Arti Grafiche si interroga sugli esiti di questa fiera. Nata nell’incertezza e con un avvio lento, negli ultimi giorni ha dato risultati superiori alle attese. Secondo Lei, dr Corbella, è troppo ottimistico parlare di segnali positivi?
Certamente Grafitalia e Converflex si sono chiuse con segnali positivi, che leggiamo sia nel numero dei visitatori, di gran lunga superiori alle attese e ai pronostici che prefiguravano uno scenario sicuramente meno positivo e ai vaticini di ben note cassandre, sia nella qualità e rappresentatività degli espositori. Pertanto il “cosmic event”, come lo abbiamo chiamato, con la sua sinergia tra settori contigui, si è rivelato una calamita efficace per far convergere nel quartiere fieristico un vasto pubblico. Possiamo parlare di segnali positivi anche perché dai colloqui avuti con gli espositori è emersa da parte loro la conferma sulla qualità dei visitatori, e soprattutto che erano visitatori interessati a progetti di investimento.

Il settore Arti Grafiche e Cartotecnica sembra subire l’onda della crisi in maniera meno drammatica di altri settori industriali.  La Sua continua esperienza e contatto con il mondo dell’imprenditoria Le offre una visuale ad ampio raggio: qual è la Sua opinione in merito?
Dipende con quali settori ci si deve comparare. se rapportiamo per esempio arti grafiche e cartotecnica al tessile e automobili, possiamo sicuramente affermare che si stanno subendo contraccolpi meno drammatici, anche se sono settori in cui la crisi si avverte pesantemente. Se si confrontano però con il packaging, e quindi con un comparto che è più vivace, certamente le prime ne escono meno bene. Del resto il packaging, essendo trasversale al processo produttivo, ha il vantaggio di essere meno esposto ai contraccolpi di questa pesante crisi, avendo come prevalente settore di sbocco quello alimentare che è notoriamente anticiclico.

Come ha giustamente sottolineato Raffaella Bigari alla premiazione del concorso packaging per studenti (che tra l’altro ha avuto un enorme successo di partecipazione), si nota, come dev’essere, una osmosi tra imballaggio e grafica, come dimostra il flusso tra Ipak-Ima e Grafitalia. Ci può dare maggiori indicazioni anche prospettiva?
Certamente la coincidenza delle tre fiere ha premiato gli espositori che hanno visto il numero crescente dei visitatori, e questo a riprova di quanto sostenevo prima dell’osmosi fra imballaggio e grafica.
Ci spiace che questa opportunità di “cosmic event” si ripresenti nuovamente solo fra 12 anni, vista la periodicità delle tre manifestazioni, e quindi bisognerà attendere fino al 2021 per un altro ‘cosmic event’ che riunisca sotto lo stesso tetto queste tre mostre.

Lascia un commento