Il colpo d’occhio di un esperto

Scritto da il 6 gennaio 2011 in Varie - Nessun commento

ovvero, chi è Vittorio E. Malvezzi

«Tranquillo, non mi ritengo un esperto. E non lo dico per falsa modestia, ma perché di sedicenti esperti oggi ce n’è in giro troppi, anche a livello internazionale.
«Non lo dico io, ti riferisco una statistica di qualcuno al di sopra di ogni sospetto e abbastanza qualificato. Dice che Moody’s & S&P & Co. cannano alla grossa, per esempio:
•    In prima pagina agosto 2011 WallStreetJ: agenzie di rating cannano l’80% delle previsioni circa il default di un debito sovrano
•    su 15 default sovrani che ci sono stati dal 1975 a oggi, in 12 casi S&P e Moody’s un anno prima dal default avevano un rating dalla B in su, cioè rischio default entro l’anno del 2%.
•    … e non parliamo dei rating sui debiti ”tossici”, che l’è mej

«Ecco perché preferisco glissare sul termine “esperto”.
Diciamo che sono il risultato di una serie di situazioni privilegiate.
Il Buon Dio e una moglie medico mi hanno permesso una visione prolungata da un punto di vista privilegiato.
Tre generazioni di onesti stampatori mi hanno messo al fianco dei maggiori personaggi dell’industria grafico-cartaria nazionale. La frequentazione di persone importanti non fa di me né una persona importante, né un esperto. Solo un osservatore.
In questi termini ti riferisco quello che mi sembra degno di una “ciciarada” tra amici che condividono  alcuni interessi.

Ringraziando l’amico Vittorio per questo chiarimento, aggiungiamo di nostro che la “ciciarada” – o chiacchierata se vogliamo usare un termine più nazionale – sarà apprezzata dai lettori che avranno da qui modo di approfondire le loro conoscenze. La sua definizione “tre generazioni di onesti stampatori” (in particolare ultimamente nel settore delle etichette autoadesive) dovrebbe già di per sé dire tutto sul personaggio. Vorrei aggiungere solo: insignito del prestigioso “Pollicione d’Oro”, Vittorio Malvezzi è uomo di cultura, che non guasta, e da sempre attento al mondo che lo circonda, un po’ come i tipografi dei tempi gutenberghiani.

MP

 

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