Relazione di Felice Rossini

Scritto da il 5 luglio 2011 in Varie - Nessun commento

Mi accingo a ricevere il testimone di un incarico prestigioso, impegnativo e di grande responsabilità.

Prestigioso, per l’importanza delle attività che la nostra Federazione rappresenta e per lo slancio che Piero Capodieci, come primo presidente, è riuscito ad imprimerle. Ha svolto un lavoro fondamentale, ha posto le basi per una sinergia forte e proiettata al futuro di settori, quelli che compongono la filiera, che hanno un domani che si presenta, sì, denso d’incognite, ma, soprattutto, ricco di opportunità.

L’impegno, da parte mia, va a saldarsi con l’orgoglio con il quale mi accingo ad assumere la guida della Federazione nel prossimo mandato. E’ una scelta, quella della mia persona, di cui ringrazio tutti gli associati. Farò di tutto per onorarla con il più alto senso di responsabilità, per la crescita e la difesa dei nostri settori industriali e delle aziende che costituiscono la ragione di vita di ciascuno di noi.

Mi limiterò qui ad accennare a tre aspetti che considero nodali per il nostro settore e che costituiranno altrettante priorità nello svolgimento del mio incarico.

Innanzitutto, i rapporti istituzionali. Ora che la Federazione è ormai uscita dalla fase di rodaggio, dovremo lavorare per conquistare sempre maggiore incisività, forti della consapevolezza di essere i diretti portatori delle istanze di una filiera completa.

Riuniamo tre associazioni di grande importanza, riportiamo le problematiche di un intero segmento d’eccellenza dell’industria italiana e non di un singolo settore. Chiederemo e solleciteremo l’attenzione degli interlocutori istituzionali e apporteremo, a chi ci darà ascolto, anche feedback di primo livello: dati, numeri, sensazioni di mercato e di scenario, non solo italiano, ma dei cinque continenti, perché tale è il mercato aperto alle nostre imprese. Il nostro è un ruolo che va riconosciuto e valorizzato. Non mancheremo di farlo pesare nelle sedi opportune.

Siamo, poi, chiamati a fare un’attenta analisi del futuro. La carta stampata, l’avanzata delle nuove tecnologie, le sinergie fra il printing e le nuove forme di comunicazione costituiscono un terreno ampio e da studiare in maniera approfondita. Dovremo individuare bene quali issue uniscono l’industria della carta, l’industria delle macchine e le industrie di stampa e valorizzarle, per essere di supporto alla nostra filiera ed alle nostre aziende.

è un discorso, questo, che porta direttamente all’innovazione ed alle nuove frontiere.

La nostra filiera si compone di tre grandi segmenti.

La carta, che ormai trova numerosi altri impieghi oltre la stampa, adoperata per gli imballi e nelle costruzioni, e che ormai è andata oltre il tabù della deforestazione, presentando addirittura, grazie all’azione etica svolta dalle imprese cartarie, un saldo attivo delle piantagioni.

C’è l’industria delle macchine, i cui costruttori rappresento come Acimga, che lavorano ogni giorno per innovare processi e prodotti, esportano quote significative in tutto il mondo ed oggi hanno davanti a sé prospettive di sviluppo anche in campi di applicazione di grande interesse ed evoluzione, come il versante della stampa da imballaggi.

Ci sono le aziende di stampa, a costituire punta avanzata della filiera: vanno a saldare materiali e tecnologie realizzando valore aggiunto con la loro capacità produttiva. Queste imprese sono chiamate oggi ad un grande, ulteriore sforzo di innovazione, incalzate dalla concorrenza dei media digitali. Innanzitutto devono crescere dimensionalmente, da piccole diventare almeno medie con accordi, accorpamenti, discorsi di rete.

Oggi, a mio parere, anche nel mondo della carta stampata, come nel mondo dei prodotti di consumo, è lo stesso stampatore che, con il suo ufficio tecnico e la sua creatività, deve realizzare e proporre un nuovo prodotto finito creando l’esigenza al mercato.

Posso portarvi un esempio recentissimo come quello delle figurine di Walt Disney che sta distribuendo Esselunga e sta avendo un enorme successo. Io non so se in questo caso è stata Esselunga ad avere l’idea ma mi piacerebbe che in futuro sia lo stesso stampatore, con il suo ufficio ricerca, a proporre tali idee innovative al consumatore.

Mi fermo qui, avremo modo, prestissimo, di passare dalle enunciazioni al lavoro sui temi concreti.

Intendo solo, ancora una volta, dichiarare la mia gratitudine per la fiducia che mi avete accordato e unirmi a voi in un caldo e riconoscente applauso a Piero Capodieci per la bella, organizzata e potente realtà che oggi abbiamo qui e che consegna alla mia responsabilità.

Lascia un commento