Al campionato mondiale del pesto al mortaio a Genova, MetaPrintArt ha offerto ai 10 finalisti un libro appositamente realizzato da Alberto Casiraghy con una calcografia di Alessandra Angelini.

La Sala Maggior Consiglio al termine della gara di selezione

La Sala Maggior Consiglio al termine della gara di selezione

Dei 100 partecipanti selezionati nelle eliminatorie regionali e nazionali in tutti i continenti – tra cui anche Roberto Mercati che si era qualificato ottavo nell’edizione del 2012 – i dieci finalisti che si sono qualificati per la gara conclusiva si sono aggiudicati un premio speciale: un libro di PulcinoElefante. Dei dieci finalisti di questa edizione ben nove i genovesi: quasi una rivincita dopo l’assegnazione nel campionato 2012 a Sergio Muto 58 anni, cosentino di nascita, che vive in Germania dal 1976 dove gestisce una gastronomia e organizza corsi di cucina italiana, e nel 2014 alla signora Alfonsina Trucco di 85, da Montoggio nell’entroterra genovese.
Quest’anno campionessa del mondo di pesto al mortaio è Alessandra Fasce, di Genova, 37 anni, aiuto cuoco a Fontanegli sulle alture del capoluogo ligure.
Il campionato mondiale del pesto al mortaio è organizzato dalla associazione senza fini di lucro Palatifini i cui iscritti, provenienti da tutta Italia e dall’estero, condividono la stessa attenzione alla qualità della vita e il desiderio di costruire un futuro in cui siano comprese le buone tradizioni.

Frontespizio del libro d'artista O Pesto stampato da Alberto Casiraghy

Frontespizio del libro d’artista O Pesto stampato da Alberto Casiraghy

Per l’occasione MetaPrintArt ha voluto offrire ai 10 finalisti un libro d’artista composto a mano, stampato in 30 copie su carta Hahnemuhle da 300 grammi, per i tipi di PulcineElefante, alias Alberto Casiraghy di Osnago (edizione 9637).
Il libro riportava alcuni versi selezionati dallo storico della cucina Sergio Rossi, da una antica poesia in genovese dedicata al pesto:
“O Pesto
[…]
Tûtto sensa mäveggia poeì pensâ,
ma nòn a Zena sensa ò baxaicò,
pestôu còn l’aggio drento do mortâ.”

Il tocco finale: Alberto Casiraghy applica la calcografia di Alessandra Angelini

Il tocco finale: Alberto Casiraghy applica la calcografia di Alessandra Angelini

Il libro è stato arricchito con un’opera di Alessandra Angelini, “Basileus, 2016”, calcografia che rappresenta una piantina di basilico, ottenuta da matrice fotopolimerica mediante un particolare procedimento di incisione con luce solare, e impressa su carta Hahnemuhle 300 grammi dall’artista con fondino rullato, in 35 esemplari firmati dall’artista.
Alcuni esemplari del libro sono ancora disponibili presso l’editore.
L’idea è nata, come ha spiegato Marco Picasso consegnando questo omaggio, per evidenziare un legame tra la Brianza e Genova, da parte di un genovese che vive da 40 anni nelle terre brianzole.