Dalla collaborazione avviata nel 1981 tra DEC e Cellografica Gerosa agli impianti di nuova generazione: quasi quarant’anni di operatività di DEC1 e il nuovo traguardo di DEC2 raccontano l’evoluzione del recupero dei solventi nel packaging flessibile.
Ci sono innovazioni che si misurano nel momento in cui vengono introdotte. Altre dimostrano il proprio valore nel tempo, attraverso la continuità operativa, l’evoluzione tecnologica e la capacità di rispondere a esigenze industriali che diventano progressivamente più complesse.
La storia di DEC e Cellografica Gerosa appartiene a questa seconda categoria. Una collaborazione nata all’inizio degli anni Ottanta, quando il recupero dei solventi rappresentava già una concreta opportunità per migliorare l’utilizzo delle risorse nei processi produttivi del packaging flessibile.
1981: una visione condivisa
Nel 1981, gli ingegneri delle famiglie Giorgetti e Formigoni, alla guida di DEC, e della famiglia Gerosa, legata a Cellografica Gerosa, collaborarono alla progettazione di una delle prime unità di recupero dei solventi destinate al settore.
L’iniziativa si sviluppò in un contesto industriale nel quale la ricerca di maggiore efficienza richiedeva soluzioni tecniche affidabili e una visione capace di andare oltre le necessità immediate della produzione.
Otto anni più tardi, nel 1989, entrò in funzione DEC1, impianto che introdusse la tecnologia DEC di rigenerazione senza vapore con azoto, identificata dalla sigla RSG™.
Un passaggio significativo nella storia dell’azienda e nella collaborazione con Cellografica Gerosa, destinata a proseguire attraverso l’evoluzione delle tecnologie e il ricambio generazionale delle due realtà imprenditoriali.
DEC1: il valore dell’affidabilità nel tempo
A quasi quarant’anni dalla sua entrata in funzione, DEC1 è ancora operativo presso lo stabilimento di Inverigo.
La sua longevità rappresenta un elemento rilevante in un settore nel quale la continuità dei processi, l’affidabilità degli impianti e la gestione efficiente delle risorse sono fattori importanti per l’organizzazione produttiva.
La durata operativa di un impianto non dipende da un singolo elemento: progettazione, manutenzione, gestione e adeguamento alle condizioni di esercizio concorrono a determinarne il ciclo di vita. Nel caso di DEC1, la sua presenza ancora attiva costituisce una testimonianza concreta della continuità di questo percorso industriale.
Nel frattempo, le due aziende hanno attraversato trasformazioni tecnologiche e cambiamenti di mercato, mantenendo una collaborazione fondata sulla competenza tecnica e su una prospettiva di lungo periodo.
DEC2: recuperare e reintrodurre le risorse nel ciclo produttivo
Il nuovo capitolo è rappresentato da DEC2, che ha raggiunto il funzionamento continuativo a piena capacità nello stabilimento di Inverigo.
L’impianto integra due sistemi modulari di nuova generazione e l’ultima configurazione del processo di recupero energetico ULP™, sviluppato da DEC per ottimizzare le prestazioni del processo.
Il principio alla base del recupero dei solventi è quello di intercettare sostanze ancora utilizzabili nei flussi di processo, recuperarle e renderle nuovamente disponibili alla produzione, anziché destinarle alla termossidazione.
Questo approccio consente di valorizzare risorse già impiegate, ridurre il ricorso a solventi vergini e contribuire al contenimento dell’impatto ambientale dei processi industriali.
Per il comparto del packaging flessibile, il tema assume particolare interesse perché mette in relazione più dimensioni: gestione dei solventi, efficienza energetica, continuità produttiva e circolarità dei materiali.
I risultati effettivi in termini di risparmio energetico, costi operativi ed emissioni dipendono naturalmente dalle condizioni di esercizio, dalla configurazione dell’impianto e dai parametri di confronto adottati.
Dalla sostenibilità dichiarata a quella integrata nei processi
La trasformazione dell’industria passa anche attraverso interventi che agiscono sui processi esistenti. Recuperare una risorsa e reintrodurla nel ciclo produttivo significa affrontare la sostenibilità non soltanto come obiettivo ambientale, ma come questione di progettazione industriale.
In questa prospettiva, il recupero dei solventi diventa parte di una riflessione più ampia sull’efficienza degli impianti, sulla gestione delle risorse e sulla capacità di integrare gli obiettivi ambientali con le esigenze operative delle aziende.
La tecnologia, da sola, non esaurisce la questione: contano anche la corretta progettazione, l’integrazione con il processo produttivo e la gestione lungo l’intero ciclo di vita dell’impianto.
È proprio la combinazione tra esperienza maturata e sviluppo tecnologico a rendere interessante il percorso che unisce DEC1 e DEC2.
Una collaborazione che non considera i traguardi come punti di arrivo
La storia di DEC e Cellografica Gerosa attraversa decenni e generazioni. Le persone alla guida delle aziende sono cambiate, le tecnologie si sono evolute e le richieste del mercato si sono trasformate. La collaborazione è proseguita, accompagnando l’evoluzione degli impianti e delle esigenze produttive.
Oggi DEC1 e DEC2 rappresentano due momenti distinti di questo percorso: da una parte, un impianto che testimonia la durata di una scelta tecnologica; dall’altra, una nuova generazione di sistemi orientati al recupero dei solventi e all’efficienza dei processi.
E il percorso non si ferma qui. Secondo quanto anticipato da DEC, un nuovo capitolo della collaborazione è già in preparazione.
Per l’industria del packaging, il messaggio è concreto: l’innovazione non coincide soltanto con l’introduzione di nuove tecnologie, ma anche con la capacità di costruire soluzioni affidabili, evolvere nel tempo e valorizzare meglio le risorse impiegate nella produzione.
Scrivi un commento