Sottile, trasparente e luminescente: è la nuova carta realizzata con nanocellulosa.

È nata una speciale carta basata sulla nanocellulosa: è una carta non solo sottile e trasparente, ma anche luminescente in presenza di luce.
L’industria delle tecnologie indossabili fa passi da gigante, ma ci sono limitazioni che la ricerca deve ancora superare: la dimensione dei componenti e delle batterie, per esempio, e la rigidità dei materiali. Su questi fronti, e sulla rigidità in particolare, ci sono prototipi, novità e persino qualche prodotto commerciale che sfrutta la carta elettronica (e-paper) e i display oled flessibili. Il concetto di questa carta non è quindi una novità in assoluto, ma è interessante per la tecnologie innovative che utilizza e per il fatto di essere eco-sostenibile.

Luminescente e ‘verde’

Display e carta elettronica incorporano plastiche, elementi derivati della lavorazione del petrolio, e contengono sostanze tossiche. Un team di scienziati cinesi della Sichuan University, ha invece sviluppato un procedimento per ottenere una carta trasparente e fotoluminescente partendo da materiali ‘verdi’.
Attraverso un sistema di aspirazione e filtrazione gli scienziati cinesi sono riusciti a produrre una nanocellulosa ottenuta dalla farina di legno, e l’hanno quindi infusa uniformemente di nanocristalli di materiale semiconduttore, utilizzando zinco e selenio.
Il processo, piuttosto complesso, impiega alta tecnologia, ma dà luogo a un risultato molto interessante per le applicazioni possibili. In pratica si tratta di una carta sottile e abbastanza resistente da potersi piegare senza rompersi e da non deformarsi anche quando è sottoposta a sbalzi di temperatura.
I nanocristalli (che nella ricerca pubblicata dalla American Chemical Society vengono definiti dei ‘punti quantici’) conferiscono al materiale la capacità di diventare luminescente sotto la luce.
Con il nuovo metodo, i ricercatori puntano a fornire un materiale che possa rivelarsi utile nella corsa alle tecnologie indossabili e che sia al tempo stesso più sostenibile.
 Fonte AMERICAN CHEMICAL SOCIETY