Riapre giovedì 21 gennaio, dopo oltre due mesi della chiusura che ottemperava al dpcm di novembre, la mostra dedicata a Ottone Rosai organizzata dal Comune di Montevarchi. cinquanta opere, per metà disegni e altrettanti olî, tutti riferiti agli anni tra il 1919 e il 1932.
L’esposizione aveva inaugurato il 29 ottobre ricevendo sin da subito buone critiche dalla stampa e riscuotendo l’interesse del pubblico, ma è stata costretta a chiudere i battenti, come tutti i luoghi della cultura in Italia il 6 novembre scorso. La mostra con tutti i preziosi prestiti è rimasta congelata sino a oggi nelle sale del Palazzo del Podestà. Ora il pubblico potrà finalmente visitarla in tutta sicurezza in questi giorni e orari: giovedì e venerdì dalle ore 15 alle ore 19.
«Le discoteche aperte d’estate e i musei chiusi d’inverno spero che abbiano insegnato qualcosa a tutti – commenta Giovanni Faccenda, curatore della mostra. – Rosai, che ha superato indenne due bufere, rappresentate da altrettante guerre mondiali, aspetta i visitatori con la sua pittura e i suoi disegni che sono, e restano, specchio di torride inquietudini esistenziali destinate a ripetersi nel tempo e a qualunque latitudine, sebbene – come sosteneva Montale – la vita, purtroppo, sia, al solito, maestra di niente che ci riguardi. »
La mostra “Ottone Rosai” organizzata dal Comune di Montevarchi e voluta dal Sindaco Silvia Chiassai Martini, riunisce, nella storica sede di Palazzo del Podestà, cinquanta opere di Rosai.
Ottone Rosai (Firenze 1895 – Ivrea 1957), uomo dalle travolgenti passioni, fu artista che scelse di leggere le novità del suo tempo alla luce della grande arte del Tre-Quattrocento toscano.
Le opere provengono tutte da collezioni private, e il pubblico potrà ammirare tele notissime ma anche – e questa è una delle peculiarità di questa mostra – opere del tutto inedite, emerse dalle ricerche che il prof. Faccenda ha condotto nelle collezioni private e nelle case di chi, in Toscana ma non solo, ebbe rapporti con Rosai o con i suoi galleristi ed eredi.
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