La tredicesima edizione del Festival della Comunicazione di Camogli esplora una parola impegnativa ma quanto mai necessaria: il Coraggio.
Di coraggio si parla spesso. Di questi tempi, probabilmente meno di quanto servirebbe. Per questo non stupisce che il Festival della Comunicazione di Camogli abbia scelto proprio il Coraggio come tema della sua tredicesima edizione, in programma dal 10 al 13 settembre.
La presentazione alla stampa si è svolta nella sede della Banca Passadore di Genova, dove è stato illustrato il programma della manifestazione nata da un’idea di Umberto Eco e capace, anno dopo anno, di trasformare la “città dei mille bianchi velieri” in un approdo privilegiato per intellettuali, scrittori, studiosi e – diciamolo pure – per un turismo culturale che rappresenta sempre una piacevole eccezione nel panorama nazionale.
Dopo i saluti del direttore della banca, del vicepresidente della Regione Liguria con delega alla Cultura e Spettacolo Simona Ferro e del sindaco di Camogli Giovanni Anelli, le anime del Festival, Rosangela Bonsignorio e Danco Singer, hanno illustrato un programma ricchissimo, cucito attorno alle molte sfumature del coraggio.
Ma quale coraggio?
Quello delle idee e del pensiero, anzitutto. Quello che spinge a innovare, a creare, a partecipare. Il coraggio che alimenta i processi di cambiamento culturale, sociale, ambientale e creativo. Un coraggio che verrà esplorato attraverso incontri, dialoghi, spettacoli, laboratori e racconti.
Si partirà dal coraggio dei cavalieri medievali raccontato da Alessandro Barbero e da quello degli antichi evocato da Maurizio Bettini, per arrivare al Coraggio della pace con Andrea Riccardi e al Coraggio delle idee con Beppe Severgnini.
Ci sarà spazio anche per una forma di coraggio meno appariscente, ma non meno necessaria: il Coraggio della timidezza, affrontato da Massimo Ammaniti.
Il Coraggio delle donne sarà al centro del dialogo tra il presidente del Tribunale di Milano Fabio Roia e Letizia Mazzi, mentre Enrico Galiano parlerà di un’altra categoria spesso dimenticata quando si distribuiscono medaglie e riconoscimenti: gli insegnanti.
Naturalmente non mancherà il Coraggio delle parole con Giuseppe Antonelli, né quello della poesia con Imperatrice Bruno.
E se qualcuno volesse affrontare il tema della convivenza tra i popoli, potrà ascoltare il racconto del Coraggio di Nelson Mandela con Viviana Mazza e Marcello Flores. Chi invece cerca la forza di essere se stesso troverà Paolo Crepet, mentre Stefano De Martino racconterà il coraggio quasi ostinato che portò Heinrich Schliemann alla scoperta di Troia.
Per chi preferisce esempi più concreti, ecco Winston Churchill nel celebre “We shall never surrender” raccontato da Maurizio Ferraris e il Coraggio dei numeri affidato a Carlo Cottarelli.
Proprio quest’ultimo suggerisce una piccola riflessione. Tra i tanti coraggi in programma ce n’è forse uno che meriterebbe una citazione speciale: il coraggio di fare impresa nell’Italia del 2026. Un coraggio che si esercita quotidianamente tra investimenti rinviati, strumenti di sostegno ridimensionati e qualche “convitato di pietra” che continua ad aggirarsi nei corridoi della manifattura italiana. Un tema forse meno letterario, ma decisamente attuale.
Infine, le novità
«C’è una novità quest’anno – ha annunciato Rosangela Bonsignorio – una sorta di esperimento che faremo: il silent reading. Due incontri ospitati nel nuovo luogo del Festival, la terrazza di Castel Dragone, uno spazio intimo che si presta perfettamente a questa esperienza inedita di lettura condivisa. E anche una sorpresa per i partecipanti, oltre all’incontro finale del silent reading con il vincitore.»
Ma le novità non finiscono qui. Si parlerà di scrittura e audiolibri, di poesia e true crime, fino al monologo di Fabio Genovesi dedicato alla bicicletta e al Giro d’Italia.
Ad aprire il Festival, nel pomeriggio di giovedì 10 settembre, sarà la lectio inaugurale di Paolo Mieli, mentre il Premio Comunicazione 2026 verrà assegnato a Stefania Auci.
In sintesi
Dal coraggio delle idee a quello della pace, delle parole, della cultura e dell’impresa, il Festival della Comunicazione 2026 propone oltre cento appuntamenti per riflettere su una delle virtù più invocate e meno praticate del nostro tempo.
Per quattro giorni Camogli parlerà dunque di coraggio. E, di questi tempi, non è detto che basti ascoltarne parlare: potrebbe persino venir voglia di praticarlo.
Il Festival della Comunicazione di Camogli è dunque una di quelle manifestazioni che riescono ancora a mettere in dialogo cultura, società e vita quotidiana senza trasformare tutto in mero spettacolo.
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