Alexander Kubo (MP Corporate Finance) fotografa un settore in fermento: la frammentazione delle aziende familiari italiane e l’esposizione al settore food rendono l’Italia più resiliente e attrattiva rispetto a Germania e Francia.

In un mercato globale del cartone ondulato dominato dai grandi player anglo-americani e segnato da una forte sovrapposizione di capacità produttiva, l’Italia brilla di luce propria. Alexander Kubo, Managing Partner di MP Corporate Finance, ha illustrato al convegno GIFCO 2026 le dinamiche che stanno spingendo investitori strategici e fondi di Private Equity a guardare con estremo interesse alle aziende italiane.

Italia vs Europa: il “paracadute” del settore Food

Secondo l’analisi di Kubo, l’Italia sta sovraperformando rispetto ai partner europei grazie al suo mix di mercato. Mentre la Germania soffre per la debolezza del settore industriale (che rappresenta una fetta importante della sua domanda), l’Italia gode di una resilienza unica:

  • 60% della domanda italiana è generata dal settore Food, storicamente anticiclico e stabile.
  • In Germania, la quota del Food si ferma al 50%, lasciando il comparto più esposto alle crisi industriali.

Questa specializzazione nel packaging alimentare rende le aziende italiane obiettivi primari per le acquisizioni, poiché offrono flussi di cassa più sicuri e una crescita costante.

La minaccia silenziosa dell’e-commerce cinese

Kubo ha lanciato un allarme sui cambiamenti strutturali del commercio online. Se nel 2019 l’e-commerce cinese in Europa era vicino allo 0%, oggi sfiora il 10% (con giganti come Alibaba, Shein e Temu).

Questo significa che la catena del valore e il packaging vengono prodotti fuori dall’Europa. Calcoliamo che questo spostamento sia già costato al mercato del cartone europeo tra i 150 e i 200 milioni di euro di fatturato“, ha spiegato Kubo.

I quattro driver del mercato M&A nel 2026

Per avere successo e attrarre investitori nel contesto attuale, Kubo ha identificato quattro pilastri strategici:

  1. Dimensione (Scale): È in corso una “corsa alla taglia”. Sotto i 15 milioni di euro di fatturato, le aziende rischiano di faticare a gestire i costi crescenti dei macchinari e le restrizioni normative. Sopra questa soglia, le valutazioni delle aziende crescono sensibilmente.
  2. Integrazione Energetica: Con costi del gas in Europa da 7 a 10 volte superiori rispetto agli USA, avere un assetto energetico sostenibile è diventato un fattore determinante per il valore di un’azienda.
  3. Mix di portafoglio: Gli investitori cercano aziende che puntano su settori resilienti (Food) e su prodotti innovativi, come le onde sottili (N ed E), richieste da un mercato che cerca packaging sempre più premium e leggeri.
  4. Resilienza all’IA: A differenza dei servizi o del software, il settore manifatturiero è considerato a basso rischio di sostituzione da parte dell’Intelligenza Artificiale. L’IA ottimizzerà gli uffici e i margini, ma non potrà mai produrre una scatola fisica: un fattore che rassicura gli investitori a lungo termine.

Nuovi trend: gli investimenti di minoranza

Un fenomeno interessante per il tessuto imprenditoriale italiano, dominato da famiglie che spesso non vogliono cedere l’intero controllo, è l’aumento degli investimenti di minoranza. Player come Saica o Progest stanno adottando strategie di ingresso graduale, acquisendo quote minoritarie per poi completare l’integrazione nell’arco di 5-10 anni. È una soluzione “morbida” che permette alle multinazionali di entrare in aziende familiari senza traumi gestionali.

Conclusioni: un mercato per venditori

In sintesi, il 2026 si conferma un “Seller Market” (un mercato favorevole a chi vende) per le aziende italiane del cartone ondulato.

  • Fondi di Private Equity: Dopo un periodo di stasi, stanno tornando con forza nel settore della trasformazione.
  • Investitori Strategici: Sono sotto pressione per acquisire trasformatori che aiutino a “smaltire” l’eccesso di capacità produttiva delle cartiere (integrazione a valle).

Per le aziende che pensano a un’uscita o a un partner, il consiglio di Kubo è chiaro: “Costruite un team manageriale solido che non dipenda da una sola persona (l’imprenditore) e puntate sulla dimensione. L’attenzione dell’Europa è tutta rivolta a Sud“.