La presentazione del GIFLEX 2026 si è aperto con una riflessione che va oltre la semplice analisi tecnica del settore del packaging, per toccare direttamente il rapporto tra industria, regolazione europea e percezione pubblica.
Il contesto macroeconomico e geopolitico degli ultimi sei anni ha messo a dura prova l’intera filiera del packaging. Tra pandemie, crisi energetiche e conflitti internazionali, il settore si è trovato a gestire scenari di emergenza continua. Eppure, la sfida più complessa per l’imballaggio flessibile si gioca oggi su un altro terreno: quello della percezione pubblica e delle rigide derive normative europee.
Nel corso della conferenza stampa di presentazione del prossimo Convegno Giflex 2026, il Presidente uscente Alberto Palaveri ha tracciato un bilancio lucido del suo mandato, offrendo una visione strategica per il futuro dell’industria del packaging flessibile.
Oltre il dogma: il packaging non è una malattia da curare
Il fulcro dell’intervento di Palaveri si è concentrato sulla necessità di superare un approccio ideologico ai temi ambientali. Il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi (PPWR) continua a focalizzarsi quasi esclusivamente sulla riduzione quantitativa dell’immissione al consumo.
«C’è ancora l’idea che il packaging sia una malattia da curare, piuttosto che una risposta a una complessità fondamentale – ha dichiarato Palaveri. – Se domani scomparisse l’imballaggio, l’impatto della CO2 globale rimarrebbe quasi invariato, mentre assisteremmo al collasso della conservazione alimentare.»
Il Presidente ha evidenziato l’errore metodologico delle istituzioni europee nell’isolare l’imballaggio dal suo contenuto:
- La vera impronta ambientale: Il packaging flessibile rappresenta appena l’1-2% dell’impatto di CO2 totale del sistema prodotto-imballaggio.
- La funzione salvafreschezza: Poche frazioni di grammo di plastica flessibile consentono di proteggere e conservare alimenti ad alto impatto ambientale (come la carne fresca) per settimane, prevenendo lo spreco alimentare.
- La complessità non si divide: Trattare i problemi complessi come semplici somme di sottoparti porta a soluzioni inefficienti. Una normativa lungimirante dovrebbe premiare la riduzione complessiva dell’anidride carbonica dell’intero ciclo di vita del prodotto, non penalizzare il packaging a prescindere.
I due driver della sostenibilità
Palaveri ha ricordato che le scelte ecologiche devono bilanciare due fattori spesso in contrasto:
- Riduzione della CO2 (cambiamento climatico).
- Economia circolare (riutilizzo della materia prima).
Il dogma del “100% riciclabile a tutti i costi” può rivelarsi controproducente: se per rendere circolare un manufatto si finisce per generare più emissioni di quante se ne risparmino, l’ambiente subisce un danno maggiore. L’esempio cardine è quello aeronautico: gli aerei utilizzano materiali compositi non riciclabili per essere leggeri; se fossero fatti di materiali totalmente riciclabili ma pesanti, consumerebbero molta più energia già dopo pochi voli. Il packaging flessibile segue la stessa logica dell’efficienza e della leggerezza.
Dal posizionamento in difesa all’attacco: il ruolo della politica
Negli ultimi anni Giflex ha scelto di non subire passivamente le decisioni di Bruxelles, passando da una strategia difensiva a un’azione propositiva. I confini del business non sono più determinati solo dall’incontro tra domanda e offerta, ma dalle decisioni dei funzionari europei.
L’associazione ha investito fortemente nella comunicazione, lanciando lo spot televisivo e il claim “Leggero, efficace, avvolge” per spiegare a istituzioni e agli oltre 25 milioni di consumatori il valore reale del flessibile. Il futuro richiede di dialogare con la politica per fornire obiettivi misurabili (basati sulle emissioni di gas serra) e per co-progettare normative che tutelino la competitività industriale e il bene comune.
Macchine, stampa e il valore della filiera in Assografici
Il futuro del packaging flessibile si gioca sull’integrazione tecnologica e di filiera. Palaveri ha sottolineato la centralità del legame con i costruttori di macchine per il confezionamento (evidenziando la storica collaborazione con Ipack-Ima) e con i produttori di tecnologie di stampa, accoppiamento e finitura.
- Evoluzione tecnologica: Oggi l’industria è in grado di lavorare film barriera con spessori inferiori ai 5 micron, mantenendo intatte le proprietà protettive. Questo è possibile solo grazie al costante dialogo tra trasformatori, brand e ingegneri delle macchine da stampa.
- La centralità del punto vendita: In un mercato in cui la fedeltà alla marca è in calo e le promozioni tradizionali perdono efficacia, il packaging si conferma lo strumento di marketing e comunicazione più potente sul punto vendita.
Una rappresentanza allargata
Nato storicamente all’interno di un’Assografici fortemente orientata al mondo della stampa editoriale e commerciale, il packaging ha ormai superato per volumi e fatturato i settori grafici tradizionali. Oggi le aziende associate ad Assografici (cartone ondulato, astucci, etichette, flessibile) rappresentano circa il 70-80% delle confezioni presenti nei supermercati. L’obiettivo futuro, condiviso con la nuova presidenza Giflex, sarà quello di fare sistema per presentarsi ai decisori istituzionali con una voce univoca e autorevole, capace di promuovere un approccio “smart” e realmente sostenibile all’imballaggio nei prossimi dieci anni.


Il programma Giflex 26–27 maggio
La conferenza stampa ha inoltre anticipato il programma del Congresso “Flessibile, un packaging essenziale”, che si terrà il 26 e 27 maggio 2026 presso l’Hotel Villa Pamphili a Roma.
Il primo giorno sarà dedicato a un’impostazione più narrativa e creativa, con il coinvolgimento di tre attori, registi e creativi chiamati a reinterpretare il mondo del packaging attraverso linguaggi non convenzionali. Un esperimento che parte dall’idea del “packaging come esperienza”, in linea con la suggestione del design come atto di immaginazione del percorso completo del prodotto.
La seconda giornata sarà invece dedicata all’analisi degli scenari economici e geopolitici, con l’intervento di un economista internazionale che offrirà una lettura delle principali dinamiche globali e delle loro ricadute sui mercati industriali.
Il programma includerà anche focus tecnici su PPWR e sugli altri principali regolamenti europei in arrivo, con gli aggiornamenti dei comitati scientifici e momenti di confronto tra industria, ricerca e stakeholder. Particolare attenzione sarà data al tema della collaborazione tra mondo produttivo e sistema della ricerca, come leva per accelerare innovazione e trasferimento tecnologico.
Accanto ai contenuti tecnici, il convegno alternerà momenti di confronto informale e networking, con l’obiettivo dichiarato di favorire una lettura più ampia e meno convenzionale delle dinamiche del settore, tra contaminazione di linguaggi, esperienza industriale e visione di lungo periodo.
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