Secondo la relazione generale CONAI in Italia si riutilizzano quasi undici milioni di tonnellate di packaging.
Sono 10 milioni e 970mila tonnellate di materiali derivanti dal packaging che hanno trovato una seconda vita nel 2025. Lo afferma CONAI facendo il punto su rigenerazione e recupero energetico dal riciclo.
Sommando ai numeri della rigenerazione del riciclo quelli del recupero energetico, la quota di imballaggi usati sottratti alla discarica supera l’86%.
Il modello CONAI è fondato sulla collaborazione tra istituzioni, imprese, consorzi e cittadini, ha dichiarato Vannia Gava, viceministro dell’ambiente e della sicurezza energetica. «Investire nel riciclo e nell’economia circolare significa coniugare sostenibilità, competitività e crescita. Il Governo continuerà a sostenere questo percorso, favorendo gli investimenti necessari e il rafforzamento del sistema sul territorio. L’economia circolare rappresenta una grande opportunità per il Paese e un modello che l’Italia può mettere a disposizione dell’Europa».
Carta e cartone al primo posto
Nel dettaglio, in Italia hanno trovato una seconda vita il 92,6% dei pack in carta e cartone, ossia 4 milioni e 612mila tonnellate; l’82,2% degli imballaggi in acciaio, pari a oltre 442mila tonnellate; il 69,5% degli imballaggi in alluminio, pari a 56mila tonnellate; il 69,7% degli imballaggi in legno, pari a 2 milioni e 493mila tonnellate, e più dell’82% di pack in vetro, ossia 2 milioni e 155mila tonnellate.
Anche la plastica ha una seconda vita. Il 50,5% di pack in plastica, ossia 1 milione e 161mila tonnellate di plastica tradizionale e oltre 44mila tonnellate di bioplastica compostabile, sono state riutilizzate.
«Questo traguardo è una base di partenza, non un punto di arrivo» ricorda il presidente CONAI Ignazio Capuano. «L’attenzione delle imprese, nei prossimi anni, dovrà concentrarsi sempre più sulla progettazione orientata al riutilizzo e alla riciclabilità, oltre che sull’impiego di materie prime seconde, che è fondamentale spingere per chiudere davvero il cerchio. Nel nuovo scenario che si sta delineando, il Consorzio manterrà il suo ruolo di supporto alle imprese, fornendo le competenze tecniche e gli strumenti necessari per adeguarsi anche ai nuovi standard comunitari, e di affiancamento alle pubbliche amministrazioni per promuovere sistemi efficaci ed efficienti di raccolta soprattutto per gli imballaggi domestici, con un’attenzione particolare ai consumi fuori casa».
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