Una etichetta intelligente termo-cromica che registra la temperatura degli alimenti e cambia colore se l’alimento è scaduto. Ma nessuno la vuole.

È un tormentone datato decenni. Eppure qualche giornale e qualche rivista online ogni tanti rilancia il concetto, come quello recentemente pubblicato come una novità.
Dice infatti l’articolo: “Per sapere se il cibo che abbiamo conservato in casa è scaduto giunge in nostro soccorso un’etichetta intelligente, in grado di cambiare colore quando l’alimento è a rischio avaria. Ad ideare questa etichetta, tecnicamente definita una smart tag termo-cromica, sono stati alcuni ricercatori del Dipartimento di Scienza dei Materiali dell’Università di Milano Bicocca e dell’Imperial College di Londra, coordinati da Luca Beverina, professore associato di Chimica Organica. La nuova invenzione è stata illustrata nel dettaglio sulla rivista scientifica Advanced Optical Materials.”
Benissimo.
Peccato che questo tipo di etichette fosse già possibile applicarla negli anni ’80 come proposto dall’allora Istituto Italiano Alimenti Surgelati, di cui faceva parte chi scrive. L’etichetta o la scatola, che cambia colore già esisteva ed era fortemente voluta dai produttori di impianti di surgelazione. Ma il progetto, e la sua applicazione, furono bloccati dalla grande distribuzione che non vedeva di buon occhio il fatto che durante le consegne, nei mesi caldi, spesso i camion frigoriferi sono lasciati aperti. Ma anche semplicemente i loro magazzini frigoriferi. Quindi non se ne fece nulla.
Vedremo ora, se i tempi sono cambiati.