Una etichetta intelligente termo-cromica che registra la temperatura degli alimenti e cambia colore se l’alimento è scaduto. Ma nessuno la vuole.
È un tormentone datato decenni. Eppure qualche giornale e qualche rivista online ogni tanti rilancia il concetto, come quello recentemente pubblicato come una novità.
Dice infatti l’articolo: “Per sapere se il cibo che abbiamo conservato in casa è scaduto giunge in nostro soccorso un’etichetta intelligente, in grado di cambiare colore quando l’alimento è a rischio avaria. Ad ideare questa etichetta, tecnicamente definita una smart tag termo-cromica, sono stati alcuni ricercatori del Dipartimento di Scienza dei Materiali dell’Università di Milano Bicocca e dell’Imperial College di Londra, coordinati da Luca Beverina, professore associato di Chimica Organica. La nuova invenzione è stata illustrata nel dettaglio sulla rivista scientifica Advanced Optical Materials.”
Benissimo.
Peccato che questo tipo di etichette fosse già possibile applicarla negli anni ’80 come proposto dall’allora Istituto Italiano Alimenti Surgelati, di cui faceva parte chi scrive. L’etichetta o la scatola, che cambia colore già esisteva ed era fortemente voluta dai produttori di impianti di surgelazione. Ma il progetto, e la sua applicazione, furono bloccati dalla grande distribuzione che non vedeva di buon occhio il fatto che durante le consegne, nei mesi caldi, spesso i camion frigoriferi sono lasciati aperti. Ma anche semplicemente i loro magazzini frigoriferi. Quindi non se ne fece nulla.
Vedremo ora, se i tempi sono cambiati.
Giornalista e scrittore, nasce a Genova, dove si laurea in geologia. Dopo un’esperienza nel settore minerario e industriale, si specializza in marketing e comunicazione tecnica. Giornalista pubblicista, è stato redattore di Rassegna Grafica e direttore di Graphicus. Nel 2009 fonda MetaPrintArt, la prima rivista online dedicata alla tecnica e alla cultura grafica, di cui è editore e direttore.
Nel 2007 pubblica Analisi e prospettive del mondo grafico, un’analisi di marketing e gestione aziendale dell’industria grafica. Nel 2010 è docente a contratto di Tecnologie di Stampa al Politecnico di Torino.
Parallelamente all’attività giornalistica, si dedica alla scrittura. Debutta nel 1998 con il romanzo La Tunelo, in lingua Esperanto, premiato dalla rivista svizzera Literatura Foiro come Verko de la Jaro 1999. La versione italiana, con l’editing e la prefazione di Wilma Coero Borga, è in attesa di pubblicazione.
Nel 2020 pubblica Il Segreto dei Dieci Laghi (DiMarsico Libri Editore), un romanzo ambientato sulle Ande, dedicato alla cultura Inca e all’alfabeto dei nodi.
Nel 2021, in self-publishing, esce I Cavalieri Astrali, scritto con Stefano Gatti (Stegat), una raccolta di quattro racconti iperdeterministici con un intermezzo quantistico curato da un professore universitario di fisica quantistica.
Nel 2022 pubblica Un cerchio di stelle, basato sul diario di viaggio scritto nel 1960 durante un’avventura in autostop alla scoperta dell’Europa nascente.
Nell’aprile 2024, per De Ferrari Editore, esce I Briganti del Vigoleno, una fiaba per adulti o un racconto per ragazzi, scritto a quattro mani con Wilma Coero Borga.
Nel tempo libero alterna la lettura al trekking e al gioco degli scacchi di cui è istruttore di primo grado.
Marco,
anche io ci credo poco… Anche in altri settori abbiamo le soluzioni innovative, economiche e/o rispettose dell’ambiente… le grandi lobby hanno sempre bloccato i progetti oppure li hanno insabbiati…
Goliardo