Il volto della Sindone ricostruito in digitale

Scritto da il 9 aprile 2012 in GRAFICA&CULTURA - 1 Commento

Con il titolo “È veramente risorto!” ci vengono proposte le immagini ricavate mediante un restauro digitale con eliminazione dello sporco e dei danni subiti nel tempo della Sacra Sindone di Torino.
Il lavoro di restauro è stato eseguito con tecniche digitali, ottenendo prima un negativo digitale e quindi la ricostruzione dell’immagine del volto con resa fotografica.

Il lavoro riporta recenti scoperte riguardo alle caratteristiche dell’immagine impressa del volto dell’uomo della sindone, e di dare un contributo al recupero dell’immagine attraverso un restauro digitale dell’immagine stessa.
Per l’intera ricostruzione del lavoro rimandiamo a questo link (http://colo.re/sindone/), che comprende anche un’animazione dalla foto originale alla ricostruizione definitiva.
Di questo lavoro è anche possibile vedere un filmato di alta qualità: <iframe width=”960″ height=”720″ src=”http://www.youtube.com/embed/rMi5gPJJpRM” frameborder=”0″ allowfullscreen></iframe>.

 

L’immagine impressa

La Sacra Sindone di Torino non ha bisogno di presentazioni, ma per cercare di conoscere con precisione scientifica cosa vi sia esattamente su quel tessuto nelle zone in cui appare un immagine in negativo, occorre riportare i risultati di precise e incontroverse analisi microscopiche non appare come qualcosa di dipinto, ovvero il risultato di coloranti, o agenti chimici di qualsiasi tipo bensì il frutto di un fenomeno simile all’impressione fotografica, dove chi abbia svolto questo processo si sia fermato  al negativo.
Tale aspetto scientifico, se non fosse per gli ultimi e recenti esperimenti effettuati dal 2008-2010 presso l’istituto dell’ENEA di Frascati, specializzato nella colorazione dei tessuti attraverso la luce, più precisamente sui laser agli eccimeri, non sarebbe ancora riproducibile, mentre come vedremo, qualcosa si è riusciti a simulare. Chi vive nel mondo delle arti grafiche sa che la maggior parte delle immagini sulle lastre da stampa che sono montate nei castelli di tutte le macchine del mondo, avviene ormai da anni attraverso una tecnologia detta CtP, computer to plate, dove attrezzature specifiche munite di teste a laser o a diodi con diverse tipologie di frequenza e di potenza sono in grado di impressionare le lastre di vario tipo, con gradi di precisione sempre migliori.

Ora a Frascati all’ENEA sono riusciti a riprodurre l’immagine impressa sul lenzuolo della sindone (leggere qui l’intera descrizione con relativa intervista agli scienziati: http://titano.sede.enea.it/Stampa/skin2col.php?page=eneaperdettagliofigli&id=166).
L’immagine negativa che possiamo osservare sul telo sindonico, è dovuta  alla diversa  colorazione delle fibre di lino.
Le caratteristiche dell’immagine, che appare microscopicamente come un corpo e nel caso particolare di un volto, nella realtà vista con analisi scientifiche, quello che percepiamo come un volto tridimensionale è la somma di un processo di annerimento lievissimo del lenzuolo. Ciò che si vede non è una fibra di lino annerita come se la si scaldasse con un ferro da stiro, o con un acido, ma appare alla luce dalle analisi microscopiche come un effetto di colorazione superficiale, su tutto il telo sindonico. La quantità di materia che ha subito una variazione cromatica sezionando il telo è veramente minima: non si tratta dell’annerimento dell’intero del filo di lino da parte a parte ottenuto dalla somma di tante fibre, né si tratta dell’annerimento di una intera fibra di lino che misura 0,1 mm.
Quindi solo annerimento sulla superficie di una singola microfibrilla, un effetto che la scienza misura come di un milionesimo di mm all’interno della superficie di tutte le microfibrille annerite del telo sindonico.
Per fare un paragone tecnico con le nostre moderne lastre da stampa CtP, la dimensione minima dei retini per scrivibili dai migliori laser sulle migliori lastre è oggi è di 10 micron pari a un millesimo di mm (contro un milionesimo della Sindone!).

Il secondo aspetto di tale colorazione è la particolare costante precisa colorazione. Diversi scienziati si sono cimentati in questo tentativo e i primi che ci sono riusciti in maniera precisa sono stati gli italiani.
Così spiega l’Enea: A seguito di questo seminario e successivi incontri tra gli autori, si decise di iniziare una campagna di misure di irraggiamento di speciali tessuti di lino con i laser a eccimeri in dotazione ai Laboratori di Frascati (P. Di Lazzaro, D. Murra), e di studiarne gli effetti in connessione con l’immagine sindonica. Dopo un avvio piuttosto lento a causa di difficoltà tecnico-sperimentali e sconfortante per la mancanza di risultati tangibili, a un certo momento si è riusciti a imbroccare la strada giusta e in poco tempo sono stati ottenuti molti risultati che quanto meno possiamo definire interessanti.
Infatti i tessuti di lino sono stati colorati in modo permanente in condizioni estremamente ristrette di intensità e struttura temporale dell’irraggiamento. Inoltre la colorazione possiede caratteristiche che per alcuni aspetti sono simili a quelle dell’immagine sindonica, e per altri aspetti diverse, ma riconducibili a quelle sindoniche se si tiene conto delle condizioni sperimentali utilizzate.
In conclusione i risultati ottenuti finora sono compatibili con l’ipotesi iniziale che l’immagine corporea della Sindone di Torino sia stata generata da un intenso lampo di luce direzionale e contenente una forte componente di raggi ultravioletti

L’immagine impressa sul telo sindonico rappresenta quindi qualcosa per l’uomo moderno ancora non tecnicamente riproducibile,  senza spingersi a conclusioni che lasciamo alla libera intrepretazione di ciascuno.

La ricostruzione digitale

Appassionato del telo sindonico, Lorenzo Romoli (sindone@colo.re) ha applicato la sua esperienza a recuperare facendo attenzione a non inserire innovazione  alcuna all’immagine se non quello che se ne deduce dalle parti esistenti (ad eccezione delle ricostruzioni).

Sindone: immagine originale

Sindone: immagine originale

Nella lista delle immagini riportate la prima rappresenta la digitalizzazione dell’immagine effettuata da una stampa fotografica alla massima risoluzione ottica massima dello stesso 1200 dpi.  L’immagine scansionata non è perfettamente calibrata, ma le caratteristiche e il dettaglio presenti sono sufficienti per vedere quello che comunemente non si vede sui giornali o riviste; inoltre le caratteristiche acromatiche dell’immagine della sindone non richiedono particolare precisione colorimetrica dell’immagine che risulta essere in sfumature di grigi.

Sindone: immagine pulita

La caratteristica del telo sindonico, oltre ad avere un’immagine impressa al negativo, è anche quella di avere sparso molto materiale ematico, che nel tempo ha perso parzialmente la sua colorazione rossa. Esaminato dagli scienziati è risultato essere sia di sangue venoso sia di sangue arterioso nelle zone delle grandi ferite.
È parso quindi giusto all’Autore evidenziare queste parti che si possono osservare meglio nella terza immagine, qui sotto a sinistra.

Sindone: evidenziazione del sangue

L’immagine riprodotta qui sotto rappresenta il negativo digitale, opportunamente corretto.  La correzione è stata fatta con un programma di ritocco immagine.
Con il restauro dell’immagine riportata al positivo si sono quindi smorzati gli effetti della trama del lino cercando di recuperare e mettere in evidenza le zone più nascoste all’originale, separando le zone ematiche dall’immagine.

Sindone: negativo

Sindone: ricostruzione del volto in positivo

L’immagine qui a sinistra è un tentativo di ricostruzione del volto colorato insieme alle parti ematiche, per ottenere un’immagine simile a quella che hanno visto le persone che hanno ricoperto dopo il tremendo supplizio il volto dell’uomo della sindone. Si vedono chiaramente la zona del naso rotto e altre zone gonfie.
Infine, nell’immagine qui sotto a destra, accanto al negativo è ricostruito il volto senza gli effetti del supplizio, per ottenere la quale l’Autore ha inserito una fotografia, scattata intorno al 1960 i cui tratti andavano esattamente a combaciare con i tratti dell’uomo della sindone.

Sindone: il risultato e la ricostruzione del volto ispirata a una famosa foto

Spesso si è contestata la data della Sindone (v. Scientific American) facendone risalire la costruzione al Medio Evo: tuttavia occorre sapere che le radiodatazioni sono falsate quando c’è una contaminazione avvenuta in tempi successivi, come in realtà è avvenuto per la Sindone (incendi, riparazioni e altro) per cui quei risultati sono inattendibili (per maggiori informazioni su questo argomento è sufficiente digitare sui motori di ricerca: “Centri di datazione al carbonio” ad esempio: http://cedad.unisalento.it/it/clams.php.

Quella riportata è una analisi scientifica. Per quanto riguarda gli aspetti religiosi, che esulano dagli obiettivi di questa rivista, lasciamo, ovviamente, a ognuno libertà di pensiero, citando solo il  libro di Isaia Cap.53 nella versione completa dei manoscritti di Qumran.

1 Commento on "Il volto della Sindone ricostruito in digitale"

  1. Vittorio E. 10 aprile 2012 alle 15:35 · Rispondi

    Bello! di attualità, anche se qualcuno potrebbe suggerire che certi argomenti non siano mai fuori attualità. O meglio forse sarebbe bene che non lo fossero. Ho trovato il giusto tecnicismo ma senza esagerare e… insomma… averne di articoli così piacevoli.

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