Alfabeto coreano – Hangul

Scritto da il 4 febbraio 2009 in GRAFICA&CULTURA, Storia & Musei - Nessun commento

Hangul, un alfabeto, fonetico,  filosofico e naturale. Per questo alfabeto furono coniati i primi caratteri mobili per la stampa

Lo hangul  o chosongul  fu ideato dal re Sejong il Grande tra il 1443 e il 1444 e andò a sostituire il sistema di scrittura cinese, basato sugli hanja.

A differenza del sistema di scrittura cinese, lo hangul è un alfabeto fonetico, in cui ogni carattere rappresenta una sillaba ed è la composizione grafica dei due o tre suoni elementari che la compongono; a ciascuno dei suoni elementari corrisponde un simbolo.

Una sillaba si compone di 2 o 3 simboli detti jamo: 14 consonanti e 10 vocali. La forma moderna è semplificata (l’alfabeto coreano originale comprendeva molti altri simboli oggi abbandonati).

Secondo una vecchia leggenda, fu re Sejong a disegnare i caratteri ispirandosi a un reticolo intricato; tuttavia la leggenda fu smentita nel 1940 a seguito del ritrovamento dello scritto Hunmin Jeong-eum Haerye (spiegazioni ed esempi dell’alfabeto coreano), datato 1446, in cui viene spiegata la logica alla base della scelta delle forme dei caratteri.

Re Sejong disse di aver creato lo hangul perché i caratteri cinesi (hanja) usati per rendere per scritto il coreano parlato erano inadatti a riprodurre esattamente i suoni e difficili da imparare per la gente comune. Da qui il nome Hunmin Jeong-eum, che nell’antico sino-coreano significava “i suoni adatti per l’istruzione delle persone“. All’epoca solo i maschi delle famiglie aristocratiche (Yangban) venivano istruiti a leggere e scrivere gli hanja; questo rendeva la grandissima maggioranza dei coreani degli analfabeti di fatto. Lo hangul trovò una grande opposizione da parte delle classi colte, che rivendicavano gli hanja come l’unico sistema di scrittura legittimo.

Il governo prese successivamente le distanze dallo hangul, finché il re Yeon Sangun nel 1504 lo proibì, per cui rimase come sistema di scrittura usato dalle donne e dalle persone non istruite.

Nel tardo XIX secolo il nazionalismo coreano, riacceso dai tentativi del Giappone di sganciare la Corea dalla sfera di influenza della Cina, vide nello hangul un simbolo nazionale. A seguito della riforma promossa da alcuni politici filo-giapponesi, lo hangul nel 1894 fu adottato in documenti ufficiali. Dopo l’annessione della Corea da parte del Giappone nel 1910 lo hangul fu insegnato per un breve periodo nelle scuole, ma fu successivamente bandito in ossequio alla politica giapponese dell’assimilazione culturale delle popolazioni dei territori conquistati.

La Corea, dopo aver riottenuto l’indipendenza nel 1945, adottò lo hangul come suo alfabeto ufficiale.

Gli jamo ( hanja) o nassori  sono le singole lettere che compongono i caratteri dello hangul. Jamo significa “madre”, il nome sta quindi a indicare che i jamo sono gli elementi di base da cui si generano i caratteri. Nassori  significa “lettera” o “carattere”,

Esistono 51 jamo, di cui 24 sono equivalenti alle lettere dell’alfabeto latino. Gli altri 27 sono raggruppamenti di due o (raramente) tre jamo. Dei 24 jamo semplici, quattordici sono consonanti (ja-eum : letteralmente “suoni figli”) e dieci sono vocali (mo-eum letteralmente “suoni madri”). Cinque consonanti sono raddoppiate per produrre l’equivalente suono doppio e 11 raggruppamenti sono coppie di consonanti diverse. I dieci jamo vocalici formano per combinazione 11 dittonghi.

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