Secondo Assocarta, il sistema ETS andrebbe sottoposto non solo a un approfondito tagliando ma a una radicale modifica.

Assocarta si esprime sul Rapporto “Analisi degli effetti delle misure di compensazione dei costi indiretti delle emissioni di carbonio rivolte alle imprese in settori esposti a un rischio concreto di rilocalizzazione” presentata a Roma da Luiss, GRIF “Fabio Gobbo” e Policy Observatory: “Il sistema ETS andrebbe sottoposto non solo a un approfondito tagliando ma a una radicale modifica”.

«Lo studio della Luiss è apprezzabile in quanto suggerisce di ampliare le campagne comunicative e di revisionare l’iter amministrativo. Sono temi sui quali occorre lavorare perché anche nelle ultime due edizioni dei bandi vi sono stati degli inconvenienti ‒ ha affermato Massimo Medugno, DG Assocarta.
E ha aggiunto: «Le compensazioni, misura prevista dal sistema ETS europeo, dovrebbe essere attuata automaticamente con un metodo consolidato e a scadenze predefinite senza arrivare a dicembre, come avvenuto quest’anno con il rischio di commettere errori o non intercettare le imprese che ne hanno diritto

A questo proposito Assocarta sottolinea che l’applicazione della misura delle compensazioni è lasciata agli stati membri. Questa modalità produce difformità a livello europeo tra Stati che hanno budget più consistenti (per esempio Germania) e Stati che hanno budget minori come l’Italia.

Medugno sottolinea che “Non è accettabile che l’attuazione dell’ETS sia coordinata a livello UE e quella delle compensazioni sia attuata a livello nazionale. Entrambe devono essere attuate con gli stessi criteri. Tuttavia il tema è ben più profondo e riguarda la sopravvivenza stessa del sistema manifatturiero italiano ed europeo. A legislazione vigente occorre mantenere il sistema delle allocazioni gratuite e aggiornare i valori di riferimento con cui vengono commisurate le compensazioni.”

Secondo Assocarta il sistema ETS va però sottoposto non solo a un approfondito tagliando, ma a una radicale modifica: infatti, non sono stati raggiunti gli obiettivi delle norme e l’ETS è diventata nella sostanza una tassa governata non dai Governi ma dai Fondi che acquistano sul mercato le quote. In Italia, in particolare, i costi dell’energia e del gas sono i più alti del continente europeo, un extra costo che è già un ETS. Peraltro, poche sono le alternative per la decarbonizzazione che non ha mai imboccato la strada di una transizione competitiva.