Al convegno Giflex 2026 di Roma, l’intervento del Sen. Renato Ancarotti ha ridefinito i confini dell’industria cosmetica nazionale, evidenziando il legame inscindibile tra formulazione chimica e packaging.

Nonostante la percezione pubblica lo riduca spesso a una questione di pura estetica, il settore cosmetico permea la vita quotidiana di chiunque.

Ogni mattina compiamo almeno otto gesti cosmetici: dal dentifricio allo shampoo, dal deodorante al profumo. La cosmetica è un’industria indispensabile che poggia su tre pilastri: economico, scientifico (con oltre 30.000 ricercatori coinvolti nello sviluppo) e sociale.

A testimonianza del valore sociale, il Sen. Ancarotti ha citato l’esperienza della ONLUS La Forza e il Sorriso, attiva negli ospedali oncologici con laboratori di bellezza gratuiti per le donne in trattamento.

Packaging e prodotto: una relazione inscindibile

Per la platea di trasformatori del Giflex, il fulcro del discorso ha riguardato la simbiosi tra il contenitore e il suo contenuto. Nel lusso e nella cura della persona, il packaging, anche flessibile, non è un semplice rivestimento, ma un elemento strategico per:

  • La protezione e stabilità delle formule delicate e della skincare avanzata.
  • La sostenibilità reale, una sfida complessa a causa della storicità di materiali eterogenei e multimateriali difficili da riciclare.
  • L’esperienza del consumatore e il posizionamento sui mercati globali.

La sfida delle nuove geografie e del “Made in Italy nascosto”

Il Sen. Ancarotti ha tracciato le nuove rotte dell’export: se la Cina rallenta, mercati emergenti come l’India diventano i nuovi target strategici per la filiera.

Per competere in questi scenari, la via maestra resta la valorizzazione di quel “Made in Italy nascosto” composto da micro e piccole imprese d’eccellenza territoriale. La ricetta indicata per il futuro del settore passa da quattro tappe obbligate: internazionalizzazione, presenza sui palcoscenici fieristici globali, crescita dimensionale e aggregazione di filiera.