Inaugurazione di un nuovo percorso museale di piombo, pietra, inchiostro e sapere artigiano: alla Tipografia Grifani-Donati di Città di Castello con una storia di oltre due secoli ancora tutta da vedere. L’11 settembre 2026 a Città di Castello un nuovo percorso museale nella Tipografia Grifani-Donati, storica officina tipografica nata nel 1799 e tuttora attiva.
Ci sono musei nei quali la storia della stampa si guarda dietro una vetrina. E poi ci sono luoghi nei quali la storia della stampa continua a vivere. È il caso della Tipografia Grifani-Donati di Città di Castello, una delle più interessanti testimonianze della tradizione tipografica italiana, conosciuta e apprezzata anche oltre i confini nazionali. Fondata nel 1799, arrivata alla settima generazione e ancora oggi attiva, la Grifani-Donati è molto più di una bottega storica e molto più di un museo.
È un’officina della memoria tipografica: un luogo nel quale tecniche, strumenti e saperi che rischiano di scomparire vengono ancora custoditi, raccontati e, soprattutto, praticati.
E venerdì 11 settembre 2026 questa storia si arricchisce di un nuovo capitolo, con l’inaugurazione del nuovo percorso museale Centro di Documentazione delle Arti Grafiche Tipografia Grifani-Donati 1799.
Una storia lunga più di due secoli
Il programma della giornata comincia alle 18.00, nella Sala del Consiglio del Palazzo Comunale di Città di Castello, con la presentazione del catalogo: Tipografia Grifani-Donati 1799. Settima Generazione. Attività artigiana e museo.
Subito dopo ci si sposta di pochi metri in Corso Cavour 4, sede della tipografia, per l’inaugurazione del nuovo percorso museale.
Sarà un viaggio attraverso oltre due secoli di storia della stampa, alla scoperta di quelle arti grafiche, che oggi rischiano di essere considerate quasi archeologia industriale: la tipografia in piombo e la litografia su pietra.
Ma qui non si tratta semplicemente di osservare macchine e caratteri antichi. Il valore della Grifani-Donati sta proprio nel rapporto fra il patrimonio storico e la pratica. A guidare i visitatori sarà il maestro litografo Gianni Ottaviani, che con competenza, passione e una buona dose di simpatia continua a tenere in vita tecniche e conoscenze che hanno segnato la storia della comunicazione stampata.
E, probabilmente, è proprio questo il modo migliore per capire che cosa significhi davvero parlare di arti grafiche.
Non solo museo
Dopo la visita al nuovo percorso museale saranno inaugurate anche due mostre:
“Pentimenti”, all’interno della Tipografia Grifani-Donati, e “Pietre Miliari”, presso il Bookshop della Tipografia, sempre in via Cavour.
Non è la prima volta che la Grifani-Donati dimostra come le antiche tecniche di stampa possano dialogare con la ricerca artistica contemporanea.
Lo aveva già fatto, per esempio, con la mostra dedicata ai Monotipi, nella quale tecniche tipografiche, calcografiche e litografiche venivano utilizzate per creare esemplari unici. Una dimostrazione apparentemente semplice – in fondo si tratta pur sempre di “stampare” – ma capace di ribaltare il concetto stesso di riproduzione: dalla stampa seriale all’opera irripetibile.
E ancora, la mostra “Antieroi”, dedicata alla Battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci, nella quale gli artisti hanno reinterpretato l’episodio storico utilizzando proprio le antiche tecniche di stampa della Grifani-Donati, con un linguaggio personale e contemporaneo.
Un appuntamento per chi ama la stampa. E anche per chi ancora non la conosce. Per chi lavora nel mondo della stampa, della grafica e della comunicazione visiva, una visita alla Grifani-Donati è quasi un pellegrinaggio alle origini del mestiere.
Ma sarebbe riduttivo pensare che questo luogo interessi soltanto agli addetti ai lavori. Perché davanti a una forma composta a mano, a una pietra litografica preparata per la stampa o al gesto preciso di chi conosce ancora questi procedimenti, si comprende qualcosa che nessun manuale può spiegare fino in fondo: la stampa è stata anche un sapere manuale, fatto di materiali, gesti, tempi, errori e invenzioni.
E proprio per questo la presenza di una realtà come la Grifani-Donati è importante. La conservazione delle antiche tecniche non significa soltanto proteggere macchine e attrezzature. Significa preservare un patrimonio professionale e culturale e trasmetterlo a chi verrà dopo di noi.
L’11 settembre, dunque, segnatevi Città di Castello
Se siete appassionati di tipografia, grafica, stampa d’arte o storia della comunicazione, l’appuntamento è da non perdere.
Ma anche se siete semplicemente curiosi di scoprire come si stampava quando la parola “digitale” non esisteva ancora, la Tipografia Grifani-Donati merita una visita.
Anche perché, oltre alle macchine, ai caratteri e alle pietre, troverete Gianni Ottaviani. E la sua passione, la sua competenza, la sua simpatia e quella necessaria dose di ironia che rende molto più piacevole un viaggio nella storia.
Venerdì 11 settembre 2026, Città di Castello.
La tipografia del 1799 non è ancora finita in archivio.
Per fortuna, è ancora al lavoro.

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