Omaggio a una rivista – Materia Rinnovabile – Renewable Matter –che racconta il futuro, a partire dalla Terra.
Di fronte alle grandi sfide ambientali del nostro tempo, servono visioni coraggiose, linguaggi nuovi e soprattutto la capacità di raccontare la complessità senza cadere nella retorica.
È questo il compito che Materia Rinnovabile – Renewable Matter, la rivista diretta da Emanuele Bompan, si è assunta fin dalla sua nascita. Oggi, a distanza di quasi un decennio, quella visione si è trasformata in una realtà editoriale internazionale solida, attenta, capace di coniugare rigore scientifico, narrazione giornalistica e una rara sensibilità geopolitica e culturale.
Ricordo bene quando, nel 2016, ho condiviso con Emanuele un viaggio per conto di una cartiera a Sumatra, alla scoperta di progetti di riforestazione con l’obiettivo di ricucire il rapporto spezzato tra uomo e natura. Emanuele era allora un giovane geografo ambientalista, animato da una curiosità insaziabile e dalla volontà di capire come l’economia potesse – e dovesse – reinventarsi. Pochi mesi dopo sarebbe nato il primo numero di Materia Rinnovabile.
Spazio critico e realistico
Oggi quella testata è molto più di una rivista: è uno spazio critico, un laboratorio di idee e proposte, un osservatorio sul mondo che cambia. Nei giorni di fine luglio, la redazione si è riunita in Trentino per il “ritiro 2026”, un momento di riflessione profonda sulla direzione futura, dai temi dei prossimi numeri alla strategia editoriale e commerciale. È raro vedere una redazione impegnata con tanta passione in un processo collettivo di ridefinizione della propria identità.
Materia Rinnovabile racconta ciò che sta emergendo: l’economia circolare, bio, a basse emissioni, rigenerativa, resiliente. Ma non lo fa come un’utopia astratta: indaga, connette, propone. E lo fa con uno sguardo internazionale, inclusivo, dove “sostenibilità” è sinonimo di giustizia sociale, rispetto per la vita e consapevolezza sistemica. In un panorama editoriale spesso distratto o frammentato, Materia è un faro per chi cerca senso, direzione e strumenti.
In vitiamo i lettori dei comparti stampa, carta e packaging a sostenere questa rivista – leggendola, abbonandosi, partecipando – perché questo non è solo un gesto culturale ma è una doverosa scelta politica. Significa immaginare e contribuire a un’economia che non sacrifichi il futuro sull’altare del presente, ma che sappia prendersene cura. E significa anche dare forza a un gruppo di giornalisti, ricercatori e professionisti che, con impegno e competenza, portano avanti una delle narrazioni più urgenti e necessarie del nostro tempo.
Grazie, dunque, a Emanuele Bompan, al suo editore Nicola Colucci, alla redazione e a tutti coloro che continuano a credere che le parole, se ben scelte, possono cambiare il mondo.
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