Un’impresa di Ingegneria Storica: Il Torchio di Soncino restaurato approda a Palazzo delle Albere.

Le sale di Palazzo delle Albere a Trento ospitano fino al 31 maggio 2026 la prestigiosa mostra “IL POTERE DELLE MACCHINE”, un itinerario dedicato alla tecnologia del Cinquecento curato dal MUSE di Trento. A dare ulteriore lustro a questa esposizione è il contributo del Museo della stampa – Centro Studi Stampatori Ebrei Soncino, socio dell’AIMSC (Associazione Italiana Musei della Stampa e della Carta), che ha concesso in prestito uno dei suoi pezzi più iconici: il Torchio Mediceo Tipografico a Leva (TN).

Artigianato e fedeltà storica

Il fulcro tecnologico del percorso espositivo è un gioiello di alta ebanisteria: un torchio realizzato nel 1976 dal maestro Ermete Roccatagliata su commissione del dott. Vincenzo Cazzaniga. L’opera, basata sui disegni originali custoditi nella Biblioteca Laurenziana di Firenze, è una fedele ricostruzione dei modelli in uso nel XV secolo.

Costruito in pregiato noce nazionale con raffinati inserti in ciliegio, il torchio vanta componenti meccaniche in ottone e ferro forgiato che ne testimoniano l’altissimo livello costruttivo. Non si tratta di un semplice oggetto da esposizione, ma di una macchina perfettamente funzionante, capace di restituire intatta la precisione della stampa rinascimentale.

Restauro e movimentazione

Il trasferimento di una struttura così imponente e complessa ha richiesto un intervento di altissimo profilo artigianale. Sotto la supervisione scientifica di Giovanni Daprà (tecnico socio AIMSC e consulente di stampa), l’operazione di smontaggio e rimontaggio è stata affidata alle mani esperte di Gregorio Bellodi e Alessia Baraldi, mente e cuore del laboratorio “Insetti Xilografi“ di Mirandola.

Ebanisti e restauratori formati all’Accademia di Belle Arti, Bellodi e Baraldi hanno affrontato la sfida con la sensibilità tipica di chi “ascolta” il legno. Smontare le componenti mobili — come il carrello di scorrimento — e garantirne la perfetta stabilità una volta riposizionate a Trento è stato un lavoro di precisione millimetrica. La loro capacità di padroneggiare strumenti antichi e tecniche di restauro del legno ha permesso di preservare l’integrità delle essenze nobili, assicurando che la successiva messa a punto della pressione rendesse la macchina pronta per le delicate dimostrazioni di stampa della Bibbia ebraica del 1488.

AIMSC per la Cultura Nazionale

Operazioni di questa portata mettono in risalto il ruolo fondamentale di AIMSC come punto di riferimento istituzionale. È stato proprio il Museo di Trento a manifestare l’esigenza di reperire un torchio di tale prestigio, trasmettendo la richiesta al segretario di AIMSC, Vincenzo Gilenardi.

Grazie alla mediazione di Gilenardi e alla fitta rete di contatti dell’Associazione, è stato possibile coordinare un team di eccellenze – dal curatore del museo di Soncino Giuseppe Cavalli alla sapienza tecnica di Daprà e degli artigiani di “Insetti Xilografi”.
AIMSC si conferma così una rete operativa essenziale, capace di connettere competenze rare e patrimoni storici, offrendo a istituzioni come il MUSE la garanzia di collaborazioni scientificamente rigorose e dal profondo valore culturale.