È nata il 5 febbraio scorso la FTA Europe, che raggruppa le associazioni nazionali della flessografia di Italia, Benelux, Francia, Spagna e UK. Sante Conselvan ne è il primo presidente. In questa intervista vediamo di comprendere le finalità della nuova associazione.

MetaPrintArt – Della nuova associazione europea si era parlato al Flexo Day di Bologna. L’idea è partita da ATIF? 

Sante Conselvan, presidente FTA

Sante Conselvan, presidente FTA

Sante Conselvan (presidente FTA) – In occasione del Flexo Day 2013 Atif si era fatta promotrice di un incontro con alcune associazioni Europe con lo scopo di conoscerci, di scambiarci opinioni ed esperienze con il fine di verificare quali fossero gli obiettivi comuni e con l’intento di incontrarci e confrontarci periodicamente. Nel 2014 abbiamo avuto modo di approfondire alcune tematiche comuni e comprendere che era venuto il momento di pensare a una federazione che raggruppasse le varie associazioni. Il proposito si è formalizzato lo scorso febbraio.

M – Le associazioni nazionali che hanno aderito sembrano entusiaste. Quali saranno i vantaggi che seguiranno a livello globale? 
S.C. – Anzitutto la condivisione delle informazioni, degli studi e delle sperimentazioni che ogni associazione ha a disposizione. Abbiamo costituito l’associazione FTA Europe, con sede a Bruxelles, presso la Intergraf. Questo ci permetterà di essere al centro dell’Europa e di rendere più visibile il nostro comparto accedendo, inoltre, più facilmente alle istituzioni Europee per eventuali progetti e richieste di finanziamenti.
Integraf ci permetterà anche di essere presenti nel Board, come aggregati, con la grande opportunità di raffrontarci su temi comuni.

M – Come pensate di raggiungere l’obiettivo di coordinare le attività delle aziende flessografiche a livello europeo? 
S.C. – Esistono già obiettivi e progetti comuni. Pensiamo di costruire dei gruppi di lavoro che si concentreranno su specifici argomenti o amplieranno ricerche già realizzate da qualche associazione. I convertitori stampano sia per clienti nazionali che Europei. Le problematiche tecniche dei converter di ogni singola nazione sono spesso le stesse, hanno identici problemi e quindi ciò che è già stato affrontato a livello locale può essere approfondito a livello europeo e distribuito a tutti, mentre alcune tematiche di comune interesse rappresenteranno i futuri progetti da gestire.

M – Ad esempio?
S.C. – Pensiamo a linee guida europee, a programmi di formazione, a processi di standardizzazione, a un fronte comune per le normative. Non ultimo: alla partecipazione a tavoli internazionali dove presentarci uniti per influenzare le decisioni con maggior forza, piuttosto che subirle perché divisi.

M – Manca la Germania. È solo in attesa o ci sono altri motivi? 
S.C. – La DFTA Germania è un’associazione importante con cui da poco abbiamo stabilito dei contatti. Nel 2014 hanno avuto dei cambi al vertice e quindi non avevamo un interlocutore con cui approfondire il progetto della Federazione. Oggi anche loro stanno valutando con interesse la nostra iniziativa.

M – FTA ha sede presso Intergraf, che è l’associazione degli stampatori cui in Italia corrisponde Assografici. Qual è il rapporto tra ATIF (e FTA) e le associazioni nazionali di filiera?
S.C. – Atif, in quanto aggregata di Assografici, ha contatti con i vari gruppi di specializzazione che utilizzano tale tecnologia di stampa e raccoglie degli spunti per poi procedere a studi o sperimentazioni e divulgarne i risultati durante le serate tecniche o i Convegni. Un’altra importante collaborazione è quella con ACIMGA.
Intergraf raccoglie, invece, le esigenze delle singole Associazioni per approfondirle. Si instaurerà quindi con FTA Europe una collaborazione su argomenti specifici e sicuramente elaboreremo dei progetti interessanti i cui risultati saranno a disposizione delle associazioni Europee.
FTA Europe collaborerà con le altre FTA Internazionali (FTA US, ANZFTA…), ma sarà aperta a collaborare anche con altre associazione Europee (ERA, FPE, Finat…).

M – Cosa si aspettano i vostri associati? 
S.C. – In generale i converter del comparto flexo-packaging si aspettano da una associazione, di natura così tecnica, delle informazioni/soluzioni su tutte le problematiche del processo di produzione, tenuto conto inoltre che alcuni temi sono uguali ad altre tecnologie di stampa.

M – La presenza di Jules Lejeune quale direttore di FTA ci ricollega a FINAT, l’associazione europea degli stampatori di etichette, cui corrisponde GIPEA in Italia. Ma il mondo della flessografia è molto variegato e non sempre così evoluto come quello delle etichette. Come può muoversi FTA in un ambiente con realtà così diverse? Come può aiutare alcuni settori a crescere? 
S.C. – Nel momento di dare l’avvio all’organizzazione abbiamo individuato chi potesse fornirci un servizio all’interno delle varie associazioni: la società di Jules Lejenue, che già gestisce EFTA Benelux, ci è sembrata la scelta giusta, oltre che strategica, per la sua vicinanza a Bruxelles.
FTA Europe aveva bisogno inoltre di un servizio di Segreteria e di un Direttore. Pertanto Intergraf, nella persona di Beatrice Klose seguirà con il suo team la parte gestionale, mentre Jules Lejeune con il suo staff ci fornirà supporto per marketing e comunicazione.  Ci è sembrato un giusto compromesso di professionalità a disposizione di FTA Europe.

M – La flessografia è una tecnologia matura, ma può ancora crescere per incrementare la qualità, oggi già di ottimo livello in alcuni settori, e renderla sempre più disponibile e applicabile grazie a nuovi supporti per ottenere nuovi prodotti. I costruttori offrono ulteriori soluzioni per ridurre i tempi di avviamento, aumentare la velocità di stampa, ampliare le risoluzioni e incrementare la qualità. Qual è il ruolo di FTA?
S.C. – FTA Europe avrà una visione molto più ampia incrementando la sperimentazione, la ricerca e la formazione perché la flessografia trovi nuovi spazi di utilizzo: dalle etichette al cartone ondulato, dalla cartotecnica all’imballaggio flessibile sino a futuri mercati ancora in fase di esplorazione, quali l’elettronica stampata o il biomedicale.