All’incontro Gipea 2020 tenuto in webinar, le problematiche della pandemia al centro delle relazioni da parte dei presidenti Assografici e Gipea e nella analisi dell’economista Hassan, che ha analizzato gli scenari che ci dobbiamo aspettare sul mercato italiano e internazionale. Quali fino a oggi gli effetti della pandemia? Cosa ci dobbiamo aspettare?

Emilio Albertini presidente Assografici ha aperto i lavori illustrando la nuova situazione della Federazione Carta Grafica e di Assografici delineandone un quadro relativo all’impatto della pandemia sul settore dell’industria grafica. Dati che risultano parzialmente positivi per il settore delle etichette, ma negativi per stampa editoriale e commerciale. Nel complesso il comparto grafico, il settore, pur non tra i più colpiti dalla crisi, è stato interessato da un andamento negativo nel primo semestre 2020, con un calo del fatturato pari a -4,5% e un calo della produzione totale pari a -3,3%.

Codici Ateco per le etichette

Elisabetta Brambilla presidente Gipea ha ampliato l’analisi dello scenario macroeconomico e tracciato una sintesi dei dati raccolti tramite un’indagine interna di Assografici nei primi mesi del lockdown. Da questa ricerca è emerso che durante le settimane di lockdown si è registrato un calo della produzione pari al 37% per il comparto grafico e del 13% per la cartotecnica trasformatrice. Tradotto in perdite economiche si sono persi rispettivamente 1.158 milioni di euro e 418 milioni di euro.

Ciò nonostante Gipea e Assografici non si sono perso d’animo e sono proseguite le attività del Direttivo a sostegno delle aziende associate.
Cruciale l’attività di lobbying, che ha portato all’inclusione dei codici Ateco delle imprese del settore tra le attività riconosciute come essenziali. Questo ha permesso di dare continuità alle attività lavorative, senza dover fermare la produzione.
È stata costante la presenza dell’Associazione tramite web e LinkedIn, che ha registrato un forte aumento di attenzione e coinvolgimento da parte di tutta la community.

Formazione e ambiente

Tra le novità in ambito formativo il Corso di Alta Formazione DESI – Design e Sostenibilità Imballaggi – in linea con la crescente esigenza di rendere le aziende e la produzione sempre più sostenibili, limitandone l’impatto ambientale. Il corso mira alla formazione di figure professionali che abbinino specializzazione, conoscenze tecniche di materiali e tecnologie a capacità progettuali orientate all’innovazione e al cambiamento dell’industria cartotecnica e del packaging.

Queste le sedi dei corsi

ITS Academy cartario cartotecnico Verona: Percorso biennale di formazione tecnica specializzata per “Tecnico Superiore per l’Innovazione dei processi e prodotti nell’industria della carta e del packaging sostenibile”, destinato ad allievi provenienti anche dalle stesse aziende sostenitrici del corso.

ITS Paper 19 – Academy cartario, cartotecnico e meccanico Lucca: Percorso biennale di prossimo avvio per la formazione di figure tecniche per l’innovazione dei processi nella costruzione dei macchinari per carta tissue.

ITS Academy Stampa & Packaging Milano: Nuovo corso di packaging che formerà dei Packaging Specialist con competenze polivalenti, in grado di gestire processi di area tecnico-produttiva e processi di area tecnico-commerciale.

Con il Politecnico di Torino ha lanciato un nuovo master di eco-packaging design, in collaborazione con Gipea, che si è impegnata a sponsorizzare una tesi sul mondo delle etichette autoadesive, offrire stage agli studenti, fornire interventi di docenza e seminari.

In ambito comunicazione è stato avviato il progetto “Sostenibilità e circolarità nella value chain: come promuoverle e comunicarle?”, volto a fornire linee guida di settore e strumenti utili a misurare la propria attenzione al tema della sostenibilità e dell’economia circolare. È un progetto che permette alle azienmde di consolidare la propria reputazione sul mercato e accedere a credito e a finanziamenti sostenibili (criteri Environment Social e Governance).

Scenario economico e previsionale

La situazione è nota ma non così negativa come si pensava a giugno. Così ha esordito l’economista Fadi Hassan, che ha analizzato gli scenari macroeconomici e il panorama italiano dei mesi appena trascorsi, con previsioni per il futuro a breve.
Il lockdown abbia dato origine a uno scenario di crisi differente da tutti i precedenti: il principale effetto della pandemia all’attività di impresa è risultato il calo della domanda.
Gli impatti sono ricaduti prevalentemente sulle politiche del personale, con una riduzione della forza lavoro, il ricorso alla cassa integrazione e allo smart working. Si è frequentemente optato per la dilazione dei pagamenti, mentre si è ricorso in maniera secondaria a una variazione dei prezzi.
Le previsioni per il commercio mondiale indicano un calo a fine 2020 poco oltre il 9%, che però riflette un trend che era già in atto da alcuni anni, dovuto prevalentemente alle tensioni tra Cina e Stati Uniti.
In Italia, questo processo di rallentamento è dovuto fondamentalmente a un calo della produttività, che di fatto ha smesso di crescere dal 1995. L’andamento del Total Factor Productivity (TFP) in Italia è stato fortemente influenzato dall’incapacità di evolvere e innovare: il modello virtuoso che negli anni Settanta era un modello per tutto il mondo, a partire dalla metà degli anni ’90 ha smesso di essere efficace, ma l’industria italiana non ha saputo rispondere con proattività alla rivoluzione tecnologica in corso.
Cruciale, in questo percorso, il ruolo dei manager. Tra i suggerimenti pratici indicati sono emersi la valorizzazione dei manager sulla base della loro capacità di far crescere i talenti all’interno del proprio team e un sistema di target e riconoscimenti che consenta di individuare e far crescere i top perfomer, investendo su capacità e competenze.

È possibile scaricare qui tutte le relazioni al completo.