La Manroland Sheetfed chiuderà definitivamente il 1° giugno. Il proprietario intende lasciare i dipendenti senza lavoro, critica il sindaco Schwenke.
La notizia che viene da Offenbach è quella che 748 dipendenti e le loro famiglie temevano da settimane: la storica azienda produttrice di macchine offset Manroland Sheetfed chiuderà i battenti già il 1° giugno 2026. L’azienda aveva presentato istanza di fallimento all’inizio di marzo , è ormai chiaro che i tentativi di salvataggio sono falliti.
Per il polo industriale di Offenbach, questa chiusura segna la fine di un’era storica.
Nessun investimento
Le ragioni della chiusura spaziano dalla Cina alla mancanza di investimenti.
Il crollo del mercato in Cina, che rappresentava il 40% del fatturato, è indicato come un fattore primario: il mercato di vendita più importante ha subito un crollo massiccio e, di conseguenza, la dipendenza da questa regione si è rivelata come una trappola, non la pentola d’oro in fondo all’arcobaleno.
Ma è soprattutto la mancanza di investimenti quella per cui i critici accusano il proprietario di aver “spremuto il sito” per anni. La mancanza di fondi per la ricerca e la digitalizzazione ha portato a un ritardo tecnologico, mentre aziende analoghe investivano in Industria 5.0 e IA.
Gestione miope
Nessuna garanzia per il futuro del sito: fin dall’acquisizione gli investitori si sono mostrati interessati solo ai diritti sul marchio e alle reti di distribuzione (attività), ma hanno categoricamente escluso la prosecuzione della produzione a Offenbach.
Ne sono seguite perdite elevate con un deficit di oltre 43 milioni di euro (nel 2025), e gli elevati costi fissi hanno reso l’attività non più redditizia senza nuovi apporti finanziari.
Speranza residua svanita
Anche il modello di business previsto per l’assistenza e i ricambi è stato abbandonato a causa della mancanza di investitori e di prospettive future concrete.
Di recente si era diffusa la speranza che l’azienda riuscisse a uscire dalle sue croniche difficoltà finanziarie. Ciò era dovuto in parte alla decisione del team dirigenziale, guidato dall’amministratore delegato Mirko Kern, di avviare la procedura di insolvenza al fine di ristrutturare il nucleo dell’attività attraverso “misure drastiche e di vasta portata“.
Tuttavia, secondo il sindacato IG Metall, dal 16 aprile è chiaro che anche lo scenario minimo – la continuazione dell’attività di assistenza e ricambi – non è più praticabile. Poiché, sempre secondo IG Metall, non si è trovato alcun investitore disposto ad acquisire l’intero sito e a fornire il capitale necessario, l’azienda rischia ora la chiusura definitiva.
Per quanto vi siano ancora due parti interessate all’acquisizione di singoli asset e divisioni di mercato, entrambe hanno chiarito inequivocabilmente che non proseguiranno alcuna attività a Offenbach qualora acquisissero l’azienda.
Chiusura definitiva entro fine anno
La chiusura è particolarmente dolorosa per i 748 dipendenti, data la tempistica estremamente ristretta. La produzione di nuovi macchinari cesserà già il 31 maggio, prima della chiusura ufficiale delle normali attività di vendita, prevista per il 1° giugno. A partire dall’estate, verranno evasi solo gli ultimi ordini e l’azienda verrà definitivamente liquidata.
Tutte le attività dovranno essere completate entro la fine dell’anno al più tardi. La maggior parte della forza lavoro, circa 700 dipendenti, verrà quindi licenziata già a partire dal 1° giugno, a meno che non siano assolutamente indispensabili per la fase di liquidazione.
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