Impossibile per le imprese gasivore come la carta continuare a sostenere il differenziale di prezzo attuale tra il PSV e il TTF, giunto oggi a 7,5 euro/Mwh.
In una nota stampa Assocarta segnala come i costi energetici tipici del nostro Paese stia creando serie difficoltà all’industria cartaria e, di conseguenza a tutta la filiera grafica e del packaging su carta e cartone.
«In questi giorni ‒ fa notare Assocarta ‒ stiamo assistendo all’ennesima divergenza dei prezzi italiani del gas PSV rispetto a quelli del TTF dei mercati europei. I primi freddi, che stanno riguardando l’Italia e l’Europa, non possono spiegare un aumento dei prezzi simile, tanto che in tutta Europa stanno addirittura scendendo.»
I livelli di stoccaggio italiani sono molto elevati, circa il 70%, ad un livello superiore a quello della media EU (circa 60%).
Non si spiega quindi per quale ragione il gas in Italia arrivi a costare 7/8 €/MWh in più rispetto al Nord Europa, ovvero il 25% più alti di quelli del TTF.
«Questa situazione ha pesanti ripercussioni anche sui prezzi dell’energia elettrica delle imprese e delle famiglie: un differenziale di 8 euro/MWh nel gas significa 16 euro/MWh in più sul prezzo dell’energia elettrica.
«Non è quindi più sopportabile né accettabile questa situazione per le imprese industriali italiane siano essere grandi consumatori di gas o di energia elettrica. Il Governo intervenga immediatamente per porre fine a questa situazione.»
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