PMI e il convitato di pietra
Il settore grafico e packaging stretto fra crisi industriale e la necessità di reinventarsi. Non aziende più grandi, ma aziende più intelligenti.
C’è una domanda che attraversa oggi il mondo della stampa, del packaging, della carta e delle etichette autoadesive. Una domanda che non riguarda soltanto i bilanci o gli ordini, ma la sopravvivenza stessa di un modello industriale che ha fatto grande il manifatturiero italiano: quale futuro avranno le PMI?
Nel settore grafico e converting si respira un clima curioso, quasi schizofrenico. Da una parte gli ottimisti, dall’altra i pessimisti. Ma forse la verità è che hanno ragione entrambi.
I pessimisti vedono ciò che è sotto gli occhi di tutti: costi energetici troppo elevati, materie prime instabili, carta e supporti che continuano a oscillare, clienti sempre meno disponibili ad accettare aumenti e una marginalità che si assottiglia mese dopo mese. Nel comparto delle etichette autoadesive il malessere emerge chiaramente anche nei confronti dei fornitori: aumenti in doppia cifra, assistenza tecnica costosa e spesso inadeguata, macchine sempre più care ma non sempre accompagnate da un reale salto innovativo.
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