Non tutte le plastiche possono essere stampate. Per sapere su quali supporti poter lavorare e per conoscere le differenze che corrono tra queste e le proprietà legate alla loro composizione chimico/fisica, Taga Italia ha pubblicato il documento TAGA.DOC.20, che sarà presentato la TAGA DAY 2021 il 24 novembre e che sarà disponibile a tutti i soci Taga.

Riportiamo qui un breve estratto del documento di TAGA Italia.

Resine termoplastiche derivanti dalla raffinazione del petrolio: etileniche, stireniche, tereftaliche, propileniche, ecc.
Queste resine sono state definite dal mondo ecologista “FRIENDLY”, resine amiche, perché, quando la loro funzione d’impiego è esaurita possono essere riciclate, e se vengono associate al rifiuto solido urbano (RSU), negli inceneritori bruciano producendo calore, quindi contribuiscono abbondantemente alla combustione dei rifiuti e non emettono gas nocivi.

Resine termoplastiche derivante dalla elettrolisi del salgemma: resine viniliche (PVC).
Il PVC, che proviene dalla scissione del salgemma per elettrolisi, contiene il 50% di derivati dal cloro, e quindi è una resina autoestinguente. È l’unica resina, che nasce autoestinguente e rimane autoestinguente indipendentemente dalle varie fasi di trasformazione.
Il PVC è un termoplastico e in quanto tale riciclabile. Ciononostante, è considerata “resina UNFRIENDLY” perché, se associata al rifiuto solido urbano e smaltita negli inceneritori, ha bisogno di un notevole apporto calorico per bruciare ed emette gas tossici.

Resine derivanti da biomasse con un buon livello di biodegradabilità.
Va subito precisato che in questo campo l’Italia è di gran lunga il Paese con un livello di ricerca e di applicazione più avanzato al mondo. Va da sé che tutto la sforzo della ricerca primaria prima e della ricerca applicata ora è tutta rivolta al comparto del monouso e dell’imballaggio leggero (usa e getta).
Queste resine hanno ancora bisogno di molto tempo per maturare sia sul piano tecnico e ancor più sul piano economico per poterle annoverare fra le resine idonee per la stampa offset. È nostro dovere tenerle sotto stretto controllo perché sicuramente rappresentano il futuro per il comparto offset (seppure oggettivamente ancora lontano e non esente dal subire importanti cambiamenti).

Al momento gli unici prodotti da tenere sotto costante monitoraggio sono l’acido polilattico (PLA) e il BIOMAT con resina Base Master-BI particolarmente utilizzato nello stampaggio a iniezione e nella produzione di film sottili per imballaggio.

Per partecipare alla presentazione del documento il 24 novembre 2021 e per registrarsi, cliccare qui e compilare il modulo