Nei saluti inaugurali del convegno di Napoli, ATIF, industria del packaging e Confindustria Salerno indicano sostenibilità, innovazione e competenze come leve della competitività.

Si è aperta con un forte richiamo al ruolo strategico del Mezzogiorno per l’industria del packaging e della stampa flessografica l’edizione 2026 del FlexoDay Sud, l’appuntamento promosso da ATIF che ha riunito a Napoli imprese, fornitori e professionisti della filiera.

Ad aprire i lavori sono stati Andrea Dallavalle, Marco Mensitieri e Antonio Sada, protagonisti di una sessione inaugurale che ha offerto una fotografia nitida delle sfide e delle opportunità che attendono il settore nei prossimi anni.

Una filiera chiamata a guidare il cambiamento

Nel suo intervento, Andrea Dallavalle ha sottolineato il valore simbolico della sede partenopea, definendola un luogo che richiama l’eccellenza, la creatività e la capacità di innovare: caratteristiche che appartengono da sempre al mondo della stampa e del packaging.

Il presidente ATIF ha ricordato come il settore si trovi ad affrontare una fase complessa, caratterizzata da tensioni geopolitiche, volatilità dei mercati, aumento dei costi energetici e incertezze legate agli scenari economici internazionali. A queste criticità si aggiunge l’imminente entrata in vigore delle nuove disposizioni europee previste dal regolamento PPWR sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio.

«Il futuro non è più lontano. Le aziende devono già oggi prepararsi ai nuovi requisiti di riciclabilità, design for recycling e sostenibilità che ridisegneranno il mercato del packaging», ha affermato Dallavalle.

Secondo il presidente ATIF, tuttavia, la trasformazione normativa rappresenta una grande opportunità per le aziende capaci di proporsi come partner strategici dei propri clienti e non soltanto come fornitori.

Il Mezzogiorno come polo del packaging italiano

Una visione condivisa da Marco Mensitieri, che ha evidenziato il peso industriale del comparto nel Sud Italia. Il presidente della Sezione Packaging Cartotecnici Grafici dell’Unione Industriali di Napoli ha invitato le imprese a ragionare in una logica di sistema, valorizzando il patrimonio produttivo che unisce Campania, Puglia, Sicilia e tutto il Mezzogiorno.

«Dovremmo quasi parlare di un vero e proprio brand del packaging del Mezzogiorno», ha osservato Mensitieri.

Poche filiere industriali possono infatti vantare una presenza così diffusa e specializzata nel Sud Italia. Dalla produzione di materiali alla stampa, fino allo sviluppo di inchiostri e soluzioni innovative, il packaging rappresenta un’eccellenza manifatturiera dell’area meridionale. Secondo Mensitieri, la continua attività di ricerca e sperimentazione del settore costituisce il fattore determinante per rispondere alle nuove esigenze del mercato.

Cartone ondulato e flessografia: protagonisti dell’economia circolare

L’intervento di Antonio Sada ha spostato l’attenzione sul ruolo del cartone ondulato all’interno delle principali filiere del Made in Italy. Dall’alimentare al farmaceutico, dalla moda all’arredo, milioni di prodotti vengono protetti, trasportati e valorizzati grazie a un materiale capace di coniugare efficienza industriale, innovazione e sostenibilità.

«Non produciamo semplicemente scatole, ma soluzioni che proteggono i prodotti, riducono gli sprechi, migliorano l’efficienza e contribuiscono a un modello di sviluppo più sostenibile», ha dichiarato il presidente di Confindustria Salerno.

In questo contesto, la flessografia assume un ruolo sempre più strategico. Non solo come tecnologia di stampa, ma come strumento in grado di trasformare il packaging in un fondamentale veicolo di comunicazione, identità e relazione con il consumatore finale.

Sostenibilità e competitività devono crescere insieme

Il superamento della contrapposizione tra sostenibilità e sviluppo economico è stato il fil rouge dei tre interventi. Per Dallavalle, Mensitieri e Sada, la competitività futura delle imprese dipenderà proprio dalla capacità di integrare innovazione tecnologica, efficienza produttiva e rispetto dei criteri ambientali richiesti dall’Europa.