I dati di un trimestre confermano il taglio del 50% del fabbisogno d’acqua. Con il secondo impianto per grandi formati, il modello sostenibile si estende a tutta la produzione.
Il percorso verso l’automazione industriale e la sostenibilità ambientale passa anche dalla riorganizzazione dei processi ausiliari, come il lavaggio di vaschette, camere racla e componenti flexo. Dopo una prima installazione che ha portato benefici immediati in termini di riduzione dei consumi idrici e miglioramento dell’efficienza operativa, Saccarta S.p.A. ha deciso di proseguire nel percorso di automazione del lavaggio investendo in una seconda lavapezzi Linda formato 1600 mm.
La nuova macchina è destinata a un reparto con volumi produttivi più elevati e componenti di dimensioni maggiori, confermando la volontà dell’azienda di puntare su processi più sostenibili, ripetibili e controllati.
Ne abbiamo parlato con Marco Corso, presidente del Consiglio di Amministrazione di Saccarta S.p.A.
Efficienza e controllo di processo
MetaPrintArt: Dopo la positiva esperienza con la prima lavapezzi Linda, cosa vi ha convinto a investire in una seconda macchina di dimensioni maggiori?
Marco Corso: Avevamo affrontato questo investimento con prudenza, perché in passato avevamo già avuto esperienze poco soddisfacenti con altre soluzioni di lavaggio. Con Linda, invece, abbiamo riscontrato fin da subito risultati molto positivi sotto il profilo dell’efficacia del lavaggio e dell’organizzazione del lavoro. È stato quindi naturale decidere di ampliare il progetto con Ditom e procedere all’acquisto di una seconda macchina destinata a un altro reparto produttivo.
MetaPrintArt: Quali risultati concreti avete ottenuto finora in termini di riduzione dei consumi, tempi di lavaggio e lavoro degli operatori?
Marco Corso: Il beneficio più evidente riguarda sicuramente il consumo d’acqua. In precedenza effettuavamo il lavaggio manualmente in vasca; il passaggio a un sistema automatizzato ci ha consentito di ridurre i consumi di oltre il 50%. Anche se i dati disponibili coprono ancora un periodo limitato, e, il risparmio è già molto chiaro. In parallelo è cambiata completamente la gestione del processo: il ciclo di lavaggio è programmabile e non dipende più dall’operatore. Questo ha reso il lavoro più stabile, ripetibile e organizzato, riducendo la variabilità delle operazioni manuali.
MetaPrintArt: La nuova Linda 1600 è stata installata in un reparto con volumi più elevati. Quali esigenze produttive ha soddisfatto?
Marco Corso: La scelta è stata dettata soprattutto da esigenze dimensionali. Nel reparto stampa lavoriamo con componenti più grandi, con larghezze che arrivano fino a circa un metro e mezzo e con problematiche di inchiostrazione più complesse. Avevamo bisogno di una macchina in grado di garantire la stessa qualità di lavaggio anche su questi formati. La macchina è stata installata, ha superato il collaudo e siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti.
MetaPrintArt: Quanto conta oggi per Saccarta investire in tecnologie che migliorano sia l’efficienza produttiva sia l’impatto ambientale?
Marco Corso: È un aspetto fondamentale della nostra strategia. Da sempre lavoriamo per migliorare le condizioni operative, la pulizia e l’impatto ambientale dell’azienda. Il risparmio di acqua e la riduzione degli smaltimenti hanno un impatto diretto non solo sull’ambiente, ma anche sui costi industriali, che oggi sono sempre più rilevanti. Una gestione più pulita, controllata e razionale del processo consente inoltre di migliorare la produttività aziendale.
MetaPrintArt: Dopo questa esperienza, quali sono secondo voi i principali vantaggi di una lavapezzi automatizzata nel settore della stampa flexo?
Marco Corso: Nella stampa flessografica i cambi lavoro sono frequenti e le esigenze di pulizia molto elevate. L’automazione del lavaggio permette di ottenere risultati costanti, ridurre il lavoro manuale e contenere il consumo di acqua e detergenti. Si tratta di vantaggi che impattano contemporaneamente su produttività, sostenibilità e qualità del processo.
Risultati complessivi e prospettive
I dati raccolti nei primi mesi di utilizzo della lavapezzi Linda 800 confermano i benefici dell’automazione nel processo di lavaggio dei componenti flexo.
Nel reparto interessato dall’installazione, Saccarta S.p.A ha registrato una riduzione dei consumi idrici superiore al 50% rispetto alla precedente gestione manuale.
Proiettato su base annua, questo risultato corrisponde a oltre 60 metri cubi d’acqua risparmiati nel processo di lavaggio con la prima macchina.
Oltre alla riduzione dei consumi, l’automazione ha consentito di standardizzare le operazioni di pulizia, rendendo il processo più controllato, ripetibile e meno dipendente dall’intervento dell’operatore. Un approccio che contribuisce contemporaneamente a migliorare l’efficienza produttiva, la qualità del lavoro e la sostenibilità ambientale.

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