Intervista a Ecopol: la nuova frontiera della sostenibilità nei film idrosolubili per il packaging del futuro.

Mauro Bonfiglio vice Presidente Sales & Marketing di Ecopol, azienda all’avanguardia nella produzione di film in polivinilalcol (PVOH) un materiale termoplastico biodegradabile e idrosolubile, ci illustra le proprietà di questo polimero e della tecnologia che sta trasformando il mercato del packaging flessibile, perché risponde alle nuove esigenze di sostenibilità, performance e circolarità dei materiali.

MPA ‒ Qual è la filosofia che guida Ecopol nella scelta di film idrosolubili e biodegradabili come soluzione di confezionamento? E come nasce questa vocazione “green”?

Mauro Bonfiglio ‒ La nostra filosofia è fortemente orientata alla sostenibilità, puntando a superare i limiti della plastica tradizionale. Storicamente ci siamo specializzati nella produzione di capsule per i settori lavastoviglie e lavatrice, ma abbiamo scelto di estendere il nostro impegno anche al packaging flessibile, un mercato che oggi chiede a gran voce soluzioni più ecologiche.

Come evidenziato anche durante il Giflex di Roma, la tendenza si dirige verso packaging minimalista, con meno strati e maggiore omogeneità, per ridurre l’impatto ambientale complessivo. Ecopol risponde a questa sfida proponendo film idrosolubili e biodegradabili, pensati per soddisfare sia le esigenze tecniche che quelle ambientali.

MPA ‒ In che modo i vostri film (PVOH, biodegradabili e idrosolubili) contribuiscono concretamente a ridurre l’impatto ambientale rispetto alle pellicole plastica tradizionali

Mauro Bonfiglio – Il polivinil alcol unisce le migliori prestazioni del packaging flessibile tradizionale a un impatto ambientale drasticamente ridotto. Dal punto di vista tecnico, il PVOH garantisce la stessa macchinabilità di polietilene e polipropilene: è compatibile con processi di stampa flexo, rotocalco e laminazione senza modifiche significative.

MPA – Il suo valore aggiunto?

Mauro Bonfiglio ‒ Il vero valore aggiunto sta nella sua idrosolubilità la sua biodegradabilità e nella capacità intrinseca di non generare microplastica: il film si dissolve completamente durante i processi di riciclo, facilitando il recupero della carta quando usato in accoppiati carta-film. Inoltre, il PVOH è certificato biodegradabile e compostabile, una caratteristica chiave in un mercato sempre più attento all’eco-compatibilità.

MPA ‒ E per quanto riguarda l’effetto barriera?

Mauro Bonfiglio ‒ I nostri film PVOH offrono inoltre eccellenti proprietà barriera contro ossigeno, umidità e grassi, combinando performance elevate con sostenibilità e riciclabilità. Già utilizzati con successo da importanti brand nei settori della detergenza, rappresentano un passo concreto verso la riduzione della plastica e una maggiore circolarità.

MPA ‒ Con l’espansione dei vostri siti produttivi in Italia e negli Stati Uniti, come intendete garantire che la sostenibilità resti al centro della produzione anche su scala globale?

Mauro Bonfiglio ‒ La sostenibilità è nel DNA della nostra azienda e del prodotto che produciamo. I nostri stabilimenti sono stati costruiti con l’obbiettivo di minimizzare l’impatto ambientale di essi, oltre che nella massimizzazione dell’utilizzo di energie rinnovabili. Per quanto riguarda le materie prime utilizzate utilizziamo un limitato numero di fornitori che ci garantiscono la stessa qualità di materiali in Europa o in America. Questo approccio assicura che i prodotti realizzati nei diversi stabilimenti siano perfettamente omogenei e rispondano agli stessi criteri di sostenibilità e performance.

Anche nei mercati dove non abbiamo stabilimenti, come Asia e Medio Oriente, assicuriamo la distribuzione di materiali conformi ai nostri elevati standard. La tecnologia produttiva è replicata in modo identico in tutti i nostri siti, assicurando una filiera globale che massimizza qualità e sostenibilità, fattore molto apprezzato dai nostri clienti internazionali.

MPA ‒ Come vede evolvere il ruolo di Ecopol nel mercato globale del packaging sostenibile? Quali sono le prossime sfide o innovazioni su cui state lavorando?

Mauro Bonfiglio ‒ Siamo in una fase iniziale ma molto promettente: dopo le presentazioni al Sepawa di Berlino e al GIFLEX di Roma, abbiamo ricevuto un interesse sorprendente da parte di brand e converter europei. In quasi 35 anni nel settore non avevo mai visto una richiesta così intensa e immediata per una nuova tecnologia.
Il nostro film in polivinil alcol si propone come un vero disruptor in un mercato che fino a oggi ha visto solo innovazioni incrementali. In un contesto regolatorio sempre più restrittivo, come la Plastic Regulation entrata in vigore quest’anno, i brand sono costretti a cercare soluzioni alternative sostenibili. Crediamo che il PVOH rappresenti una risposta concreta e valida a questa esigenza, aprendo nuove opportunità per un packaging flessibile davvero green e performante.

MPA ‒ In che misura collaborazione e partnership industriali, ad esempio con aziende del packaging, detergenza, o brand internazionali, sono fondamentali per promuovere soluzioni sostenibili su larga scala?

Mauro Bonfiglio ‒ La collaborazione è per noi un elemento chiave. Un caso emblematico è la partnership con Henkel, Nordmeccanica due aziende leader mondiali rispettivamente negli adesivi e nelle macchine da laminazione.
Questa sinergia rafforza il progetto, offrendo ai brand non solo un prodotto innovativo, ma un intero sistema supportato da competenze e certificazioni di alto livello.

In sintesi

Da questa intervista emerge che le tecniche innovative permesse dall’utilizzo del PVOH nel packaging flessibile, non si limita solo alle performance tecniche, ma sono una garanzia a 360 gradi: dal supporto tecnico-analitico alle certificazioni alimentari. Questo approccio integrato aumenta la credibilità e la fiducia del settore imballaggio, rendendo più semplice l’adozione su larga scala di soluzioni realmente sostenibili.

Polivinil Alcol e packaging flessibile
Polivinil Alcol e packaging flessibile