Il premio per progetti cartotecnici alla memoria di Antonio Gasperini, che si basa su competizione e rispetto, rispecchia l’azienda che lo promuove.
Visitare Città di Castello è sempre un’occasione di arricchimento per chi si occupa di editoria, stampa e cartotecnica. Il territorio umbro è infatti storicamente legato all’industria grafica, con realtà di eccellenza riconosciute a livello nazionale e internazionale.
Tra queste, lo Scatolificio Gasperini – attivo da oltre 60 anni nella produzione di confezioni cartotecniche, dalle scatole ai tubi, fino alle cappelliere in cartone per marchi prestigiosi – ha recentemente ospitato la seconda edizione del Concorso di Packaging Sostenibile. L’iniziativa, promossa dalla Sezione Grafica-Cartotecnica di Confindustria Umbria, da ENIP-GCT e dal Comitato Provinciale di Istruzione Grafica di Perugia, è dedicata alla memoria di Antonio Gasperini, figura storica della cartotecnica umbra.
Ne parliamo con Alessandra Gasperini, oggi Presidente dello Scatolificio Gasperini, che prosegue l’opera del padre con passione e senso di responsabilità.
MetaPrintArt – Il concorso non è una novità. Quando è nata questa iniziativa?
Alessandra Gasperini – La collaborazione con i giovani è una tradizione che risale alle origini dello Scatolificio, fondato da mio padre nei primi anni cinquanta. Abbiamo voluto proseguire questo impegno, trasformandolo oggi in un premio alla memoria per ricordare mio padre, scomparso nel 2022 all’età di 94 anni.
MP – Un modo per onorarne la memoria e restare fedeli ai suoi valori?
A.G. – Assolutamente. Questo premio fa parte del nostro DNA aziendale. Sono cresciuta respirando carta, cartone e colla: è sempre stata la mia passione. Mio padre, però, ha voluto che prima completassi il mio percorso di studi – mi sono laureata in Economia e Commercio – prima di entrare in azienda.
MP – Era un padre severo?
A.G. – Diciamo all’antica. Era un uomo che si è fatto da sé, esigente per natura. Nato nel 1928, era sicuramente un uomo di un’altra epoca, ma i valori che ci ha trasmesso – in particolare il rispetto – sono attuali e fondamentali, anche per i nostri collaboratori, che considero parte integrante della famiglia aziendale.
MP – Un concetto che sembra scontato, ma purtroppo non è più molto di moda…
A.G. – Proprio per questo il rispetto è il cuore del premio. Una sana competizione si fonda su questo principio. L’obiettivo è trasmettere ai giovani non solo competenze, ma anche il senso del dovere e della responsabilità. Come si diceva un tempo, “hai solo fatto il tuo dovere”, e oggi questo approccio può ancora fare la differenza.
MP – Un’iniziativa che si lega anche alla formazione tecnica…
A.G. – Certamente. Collaboriamo da anni con l’IIS Franchetti-Salviani e con il Comitato Provinciale di Istruzione Grafica di Perugia, grazie anche al costante impegno di Francesco Tacconi. È fondamentale avere nuove leve formate e motivate in un settore che ha profonde radici nel nostro territorio.
MP – E guardando avanti, quale futuro per lo Scatolificio Gasperini?
A.G. – La terza generazione, nostra figlia, ha scelto un percorso diverso, nel settore chimico-farmaceutico. È lontana, ma seguiamo con orgoglio la sua crescita. Non l’abbiamo spinta a seguire l’azienda: oggi ogni giovane deve poter coltivare le proprie passioni e potenzialità.
MP – In fondo, anche tra chimica e cartotecnica esistono affinità… quindi, mai dire mai.
A.G. – Verissimo. E se un giorno vorrà unirsi al nostro progetto, le porte saranno aperte. Intanto siamo sereni, perché abbiamo uno staff di collaboratori preparati e appassionati. E grazie anche al Premio Gasperini, continuiamo a sostenere la formazione e a trasmettere l’entusiasmo per un lavoro in cui la creatività è un valore fondamentale.
Ringraziamo Alessandra Gasperini per la sua disponibilità.

La cena conviviale a Città di Castello in occasione della premiazione Antonio Gasperini. In primo piano Francesco Tacconi i Alessandra Gasperuni
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