Una collezione di circa 1700 copertine in pergamena tra il XIII e il XV secolo, che hanno ispirato opere contemporanee dedicate a enigmi e simboli.
La mostra “EXTRA Segni antichi / Visioni contemporanee” è attualmente allestita presso Palazzo Baldeschi al Corso a Perugia, presenta una collezione di circa 1700 copertine in pergamena datate tra il XIII e il XV secolo, provenienti dalla Collezione Albertini, recentemente acquisite dalla Fondazione Perugia.
Cinque sezioni tematiche
La mostra è divisa per temi:
– Figurazioni: stemmi araldici con figure di leoni rampanti, grifoni, cigni dai colli intrecciati e altri animali fantastici
– Astrazioni: composizioni geometriche e astratte che utilizzano linee e colori per creare strutture e ritmi visivi
– Motivi: ripetizione di segni e motivi decorativi che creano un linguaggio visivo
– (Ri)scritture: esempi di scrittura e riscrittura su pergamena, con opere di artisti contemporanei che utilizzano tecniche diverse
– Simboli: rappresentazioni di simboli e stemmi che evocano significati e storie.
Quasi un DNA
La mostra si articola in un dispositivo a doppia elica: da un lato il repertorio medievale delle pergamene, dall’altro oltre 40 opere di 18 artisti, chiamati a confrontarsi con i temi iconografici, araldici, simbolici e materiali di questi documenti antichi.
Non si tratta di illustrare o spiegare, ma di instaurare relazioni visive, formali, tipologiche o anche solo evocative, come fossero “rebus” temporali.
Gli stemmi araldici delle pergamene, grifoni, unicorni, leoni rampanti, cigni intrecciati, entrano in risonanza con le ceramiche iperrealiste di Bertozzi & Casoni, le visioni ermetiche di Luigi Serafini o le costruzioni iconiche di Wim Delvoye e Gabriele Arruzzo. Figure che, pur mutate, mantengono il loro potere di suggestione ancestrale.
Scrittura e grammatica del silenzio
Astrazioni indaga invece la. Bande colorate e scudi araldici medievali propongono la geometria come linguaggio condiviso e si rifrangono nelle cromie di David Tremlett, nei pattern di Maurizio Cannavacciuolo e nelle forme essenziali di Beverly Pepper. Qui il segno si fa struttura, ritmo visivo, ordine simbolico.
Il segno come traccia dell’umano diventa protagonista. Le pergamene, nella loro essenzialità decorativa o nella reiterazione di elementi visivi, trovano un’eco nel lavoro di Boetti, Griffa, Bianchi e Dessì, autori che fanno del segno astratto una scrittura altra, una grammatica del silenzio.
In (Ri)scritture le le pergamene mostrano i loro strappi, le cuciture, le cancellature, le note a margine. Sono “ferite” del tempo che diventano poesia visiva nel confronto con Isgrò, Novelli, Maria Lai. Scritture che non descrivono ma evocano, che parlano attraverso l’assenza
Enigmi
Gli stemmi privi ormai di significato originario sono come enigmi e dialogano con gli universi fantastici di Luigi Ontani, le mappe esistenziali di Joe Tilson, i fogli totemici di Mimmo Paladino. Simboli che riemergono dal fondo della memoria collettiva, portatori di senso in potenza.
La mostra offre un’opportunità unica di scoprire la storia e l’arte delle pergamene medievali e di esplorare le connessioni tra l’antico e il contemporaneo.

Mappe esistenziali di Joe Tilson
Opere e Artisti
La mostra include opere di artisti italiani e internazionali, tra cui:
– Alighiero Boetti
– Emilio Isgrò
– Maria Lai
– David Tremlett
– Gianni Dessì
– Mimmo Paladino
– Luigi Ontani
– Bertozzi & Casoni
– Wim Delvoye
– Gabriele Arruzzo
Informazioni Utili
– Data: 17 giugno 2025 – 6 gennaio 2026
– Orari: martedì-venerdì 15:00-19:30, sabato e domenica 10:30-19:30
– Biglietti: 7 euro intero, 4 euro ridotto
– Prenotazioni: consigliate, contattare la Fondazione Perugia
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