È la data in cui il primo libro stampato mise in crisi il primato di Gutenberg.

Evaṃ mayā śrutam” ‒ “Così ho udito”.
Sono queste, in sanscrito, le prime parole stampate della storia giunte fino a noi. E no, non arrivano dalla Magonza di Johannes Gutenberg, ma dalla Cina dell’11 maggio 868.

Mentre l’Europa arrancava nel suo Alto Medioevo, in Oriente usciva infatti il celebre Sutra del Diamante, considerato il più antico libro stampato completo con data certa ancora esistente. Ben 587 anni prima della Bibbia di Gutenberg.

Non era un libro “a pagine” come lo intendiamo oggi, ma un lungo rotolo xilografico di quasi cinque metri, stampato incidendo il testo su matrici di legno. Altro che startup dell’innovazione: i cinesi facevano stampa industriale quando in Europa si copiava ancora a mano nei monasteri.

La copia, ritrovata nel 1907 nelle Grotte di Mogao dall’archeologo britannico Aurel Stein, porta persino una data precisissima: “15° giorno del quarto mese del nono anno Xiantong”, cioè l’11 maggio 868. Oggi è custodita presso la British Library.

Naturalmente questo non “demolisce” il mito di Gutenberg. Il geniale orafo tedesco resta il protagonista della rivoluzione tipografica occidentale, anche se ormai sappiamo che la corsa alla stampa era iniziata molto prima e molto più a est. Persino i coreani arrivarono ai caratteri mobili metallici prima di lui, con il celebre Jikji, stampato nel 1377 nel tempio Heungdeok.

Eppure il fascino del Sutra del Diamante resta intatto: un rotolo stampato oltre mille anni fa che attraversa deserti, grotte buddhiste, imperi e biblioteche per ricordarci che la storia della stampa è molto più globale — e sorprendente — di quanto raccontino certi manuali scolastici.

Nel testo del sutra compare anche un passaggio che sembra scritto per il nostro tempo iperconnesso: l’obiettivo è liberare tutti gli esseri, “nati da uovo, da un utero, con o senza forma, dotati o privi di percezione”.
Una specie di internet spirituale ante litteram.

Sutra del Diamante