La filiera cartaria italiana chiede al Governo strumenti adeguati per continuare a competere e generare valore nel Paese e ha già tracciato la rotta per una decarbonizzazione competitiva.

«La decarbonizzazione non può essere un costo che indebolisce il Made in Italy, ma un’opportunità industriale da cogliere con strumenti adeguati ‒ dichiara Massimo Giorgilli Consigliere Assocarta e AD di Cartiere di Guarcino, al Forum “Quale Energia” ‒ il Paper Industrial Deal nasce per garantire che le imprese cartarie hard to abate dispongano dell’energia, delle tecnologie e delle condizioni economiche necessarie per continuare a competere, innovare e generare valore nel Paese.»

L’industria cartaria italiana ha lanciato lo scorso giugno il Paper Industrial Deal, un piano che, in linea con il Clean Industrial Deal europeo, punta a trasformare la decarbonizzazione in un motore di crescita per una filiera che vale 27 miliardi di euro, conta 160.000 addetti e oltre 16.000 imprese.
Un settore strategico per l’elevata circolarità e la capacità di fornire materiali sostenibili alle industrie italiane: oltre il 90% della cellulosa utilizzata dal settore risponde alla certificazione forestale.
Siamo i terzi produttori UE di carta e cartone dietro a Germania e Svezia con una quota dell’89% di materie prime provenienti da materiali riciclabili 56% e da fonti rinnovabili (biomasse) 33% e secondi utilizzatori UE di carta da riciclare con l’11,4% del consumo europeo dopo la Germania, con un tasso di riciclo del 70,9% che negli imballaggi supera l’85%, andando oltre gli obiettivi UE.  “E’ essenziale una politica industriale chiara per affrontare la transizione energetica e mantenere e sviluppare la circolarità” evidenzia Giorgilli.

Biometano e cogenerazione

Tra le priorità del piano, l’indirizzamento del biometano alle imprese hard to abate: senza un uso prioritario, la concorrenza sulla domanda rischia di far esplodere i prezzi e mettere fuori mercato le realtà più energivore. Il piano individua poi due direttrici complementari valorizzare biomasse e combustibili decarbonizzati e accelerare l’elettrificazione rinnovabile, oggi frenata da costi elevati e reti elettriche non adeguate a supportare il fabbisogno ipotizzato triplicato delle cartiere interamente elettriche.

Elemento centrale è anche la cogenerazione ad alto rendimento, che garantisce massima efficienza energetica ma oggi soffre incertezza normativa. Il settore chiede un rilancio degli strumenti di sostegno e un riconoscimento specifico del ruolo della cogenerazione nella transizione.

Il Paper Industrial Deal propone inoltre una “Transizione circolare 6.0”, per sbloccare gli incentivi del Piano 5.0 e sostenere investimenti per gassificazione e recupero di scarti industriali e misure per rendere più competitivo il riciclo di prossimità, riducendo le esportazioni di carta da riciclare e rafforzando la sovranità industriale della filiera.
Secondo un rapporto di Ambiente Italia nel periodo 2020-2024 l’Italia ha esportato in media 1.73 milioni di tonnellate annue di carta da riciclare, il 21% della produzione di carta interna. Se la carta che esportiamo fosse reimpiegata in Italia aumenterebbe la produttività dell’industria cartaria italiana del 27%, creerebbe 1.360 nuovi posti di lavoro in Italia e produrrebbe un Pil aggiuntivo per l’Italia di 1,4 miliardi di euro ogni anno.