I dati dell’IPACK-IMA Monitor confermano la crescita globale del packaging. Ma, accanto all’innovazione tecnologica, la filiera deve investire nell’educazione dei cittadini al corretto riciclo.

Nel 2025 nel mondo sono state consumate 4.489 miliardi di unità di imballaggio. Entro il 2029 si arriverà a sfiorare i 5.000 miliardi. Numeri impressionanti, che confermano come il packaging sia destinato a rimanere un elemento essenziale delle filiere produttive e distributive globali.

La nuova scheda dell’IPACK-IMA Monitor, realizzata in collaborazione con Plast 2026 e MECS Study Center, offre una fotografia aggiornata dei mercati delle materie plastiche, dei consumi di imballaggi e dell’industria delle tecnologie per la trasformazione di plastica e gomma. Dati che evidenziano una domanda in continua crescita e il ruolo strategico dell’industria italiana delle macchine, fortemente orientata all’export.

Gestione dei rifiuti

Accanto alle prospettive economiche emerge però una questione che riguarda l’intera società: la gestione dei rifiuti. A livello globale i rifiuti plastici rappresentano una quota significativa dei rifiuti urbani e una parte rilevante deriva proprio dagli imballaggi.

Negli ultimi anni l’industria ha investito ingenti risorse nello sviluppo di materiali più riciclabili, nell’impiego di plastica riciclata e nell’innovazione dei processi. Tuttavia, anche il sistema più avanzato rischia di perdere efficacia se il cittadino non è messo nelle condizioni di conferire correttamente i rifiuti. Lo dimostrano le difficoltà che ancora caratterizzano il mercato del riciclo, nonostante l’aumento dei volumi raccolti e trattati.

Da qui una domanda volutamente provocatoria: non sarebbe arrivato il momento che l’industria della plastica e del packaging si facesse carico direttamente di una grande opera di educazione ambientale, capillare e continuativa, a partire dalle scuole?
Per decenni il settore ha spiegato i vantaggi tecnici degli imballaggi in termini di protezione dei prodotti, sicurezza e riduzione degli sprechi. Oggi potrebbe assumere un ruolo altrettanto importante nella formazione delle nuove generazioni, contribuendo a diffondere una cultura della raccolta differenziata, del riciclo e dell’economia circolare basata su informazioni corrette e verificabili.

Perché, se il packaging continuerà a crescere, la sostenibilità non dipenderà soltanto dai materiali o dalle tecnologie. Dipenderà sempre di più dalla capacità di milioni di cittadini di compiere ogni giorno il gesto giusto quando un imballaggio diventa un rifiuto.

La domanda quindi è: visto che i dati dell’IPACK-IMA Monitor confermano la crescita globale del packaging, accanto all’innovazione tecnologica, non è arrivato il momento che la filiera investa direttamente nell’educazione dei cittadini al corretto riciclo?